Tosse cronica ai tempi del covid: un incubo senza fine

Tosse cronica ai tempi del covid: soffrire oggi di questa patologia rende difficile ogni relazione sociale ed è una questione che riguarda il 10% degli italiani. La tosse cronica è una dei sintomi principali del covid, ma anche di tante altre malattie. Gravemente invalidante, ma non riconosciuta.

5' di lettura

Soffrire di tosse cronica ai tempi del Covid può avere conseguenze anche sociali particolarmente importanti. Andare in giro manifestando uno dei sintomi più comuni dell’infezione da coronavirus, essere guardati con sospetto e diffidenza a ogni colpo di tosse, non deve essere facile. Soprattutto se questa situazione, da untore innocente, continua già da un anno.

Uno dei principali sintomi del covid

In questi mesi la tosse, lo sapete bene, è stato uno dei sintomi più temuti tra le possibili manifestazione del covid. Diciannove studi, su un totale di 2.874 pazienti, ha individuato proprio nella tosse il secondo sintomo, dopo la febbre, di una infezione da coronavirus. Co una prevalenza del 57.6%. In altri studi la sua prevalenza arriverebbe addirittura all’80%.

Tosse cronica: ansia, isolamento, depressione

Eppure la tosse, in particolare quella persistente, è legata a numerose altri patologie, non contagiose e non sempre note. Di tosse cronica soffre il 10% della popolazione mondiale adulta. Una condizione già difficile, ma con il covid a lungo andare può portare a depressione, ansia, imbarazzo e autoisolamento

L’argomento è stato affrontato nel corso della digital roundtable dal titolo La tosse cronica ai tempi del Covid-19: impatti sociali, sanitari e organizzativi, moderata da Luciano Onder e promossa da MSD Italia: Luca Richeldi, Filomena Bugliaro, Annarosa Racca, Gaetano Guglielmi, Antonio Spanevello, Vincenzo Atella, Alessandro Zanasi, Angela Ianaro e Goffredo Freddi.

La tosse acuta, come detto, è uno dei sintomi associati al Covid. Ma non tutte le tossi sono uguali.

«Quando parliamo di tosse cronica – ha spiegato Luca Richeldi, Presidente della Società Italiana di Pneumologia – si fa riferimento a una tosse che persiste per più di 8 settimane. Nella sua variante “refrattaria”, essa perdura nonostante la causa sia stata verosimilmente individuata e trattata in modo ottimale».

Cos’è la tosse cronica idiopatica

«Si parla, invece, di tosse cronica idiopatica – continua Richeldi – quando il disturbo rimane senza spiegazione, nonostante il paziente sia stato sottoposto a tutte le indagini diagnostiche suggerite dalle linee guida internazionali».

«Il riconoscimento della patologia di tosse cronica anche in Italia – ha dichiarato Antonio Spanevello, professore ordinario di malattie respiratorie dell’Università degli Studi dell’Insubria e primario della Pneumologia riabilitativa dell’Irccs di Tradate, Ics Maugeri, – sarebbe importante in quanto permetterebbe di definire l’importanza dell’inserimento in pratica clinica di un percorso dedicato dalla diagnosi al follow up anche alla luce dell’utilizzo di nuovi farmaci specifici per tale patologia».

Tosse cronica: un problema molto diffuso

«L’algoritmo proposto dall’ERS – ha continuato Spanevello – è il frutto dell’unione di competenze di specialisti esperti in merito e potrebbe essere valido anche per il territorio italiano in quanto emblematico dell’approccio multidisciplinare necessario per pazienti affetti da tale patologia».

I dati forniti dalla Sip (Società italiana di penumologia), la tosse cronica idiopatica è un problema di salute molto diffuso. Interessa tra il 5 e il 10% dei pazienti che si rivolgono al medico per la tosse cronica.

Chi soffre di tosse cronica idiopatica rappresenta il 50% dei pazienti che vengono invitati a rivolgersi a centri specializzati per il trattamento della tosse.

Bisogna dare risposte ai pazienti

«Nonostante l’incidenza significativa della patologia e l’impatto invalidante sulla qualità di vita dei pazienti – ha dichiarato Goffredo Freddi, Executive Director Policy e Communication MSD Italia – c’è davvero ancora tanto da fare. E’ per questo che è importante essere qui oggi per promuovere questo momento di confronto tra società scientifiche, pazienti e istituzioni nell’auspicio che si possano trovare insieme soluzioni condivise per dare risposta a quello che oggi rimane un unmet need (bisogno insoddisfatto ndr), per i pazienti».

Un onere economico per il paziente

La tosse cronica ha ricadute non solo sulla pratica clinica, ma anche sui costi di gestione a carico del Servizio sanitario nazionale.

«Al peso epidemiologico sottostimato – ha infatti sottolineato Vincenzo Atella, Professore ordinario di economia politica presso l’Università di Roma Tor Vergata – si associa un altrettanto sottostimato peso economico. Il non riconoscimento della tosse cronica, quale vera e propria patologia, comporta un onere economico per il paziente che si trova costretto a dover acquistare farmaci che hanno prevalentemente un effetto palliativo e temporaneo, ma non curativo».

«A ciò vanno aggiunti – spiega Atella – anche gli elevati costi indiretti legati alle complicanze della condizione patologica che rendono difficili le più comuni attività quotidiane e che impattano anche sulla produttività lavorativa dei pazienti. I costi indiretti gravano sul Sistema pubblico mentre potrebbero essere evitati se il paziente avesse una terapia adeguata e un percorso di presa in carico predefinito».

Tosse cronica: patologia invalidante

«Già prima della pandemia – ha aggiunto Filomena Bugliaro, Coordinatore attività di rete Federasma e Allergie Onlus – assistevamo a scene in cui le persone con la tosse erano fisicamente isolate. Oggi tutto questo è esasperato e i pazienti vivono in una situazione di ansia e stress molto forti. Testimonianze che denunciano un peggioramento preoccupante della qualità della vita a 360 gradi, tali da portare a definire la tosse cronica una vera e propria patologia invalidante».

Un percorso diagnostico certo

All’incontro hanno partecipato anche rappresentanti delle istituzioni.

«Indubbiamente – ha concluso Angela Ianaro, Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati – occorre investire in ricerca e non sottovalutare l’impatto socioeconomico che queste problematiche possono avere. Sarebbe opportuno avviare una stima in tal senso. Inoltre, sarà fondamentale definire un percorso diagnostico certo e allo stesso tempo favorire ampia conoscenza tra i nostri medici. Ma dobbiamo essere consapevoli che siamo nella fase iniziale del percorso che ci porterà alla definizione della tosse cronica come patologia».

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