Tredicesima e cassa integrazione: chi e quanto paga?

Tredicesima e cassa integrazione: chi e quanto viene pagata la gratifica natalizia al lavoratore in cassa integrazione?

3' di lettura

Tredicesima e cassa integrazione – Vi abbiamo già parlato della tredicesima mensilità canonica, a chi spetta e quando viene erogata (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Oggi ci concentreremo, invece, sulla tredicesima per chi è in cassa integrazione: chi la paga e quando arriva?

Risponderemo alle domande in questo articolo. Se siete interessati continuate a leggerlo.

Tredicesima e cassa integrazione

Sappiamo bene che la tredicesima viene inserita nella busta paga di dicembre ed è, da sempre, una gratifica natalizia per il lavoratore dipendente (pubblico o privato).

Ma chi si ritrova in cassa integrazione, anche a causa della grave crisi del lavoro dovuta alla pandemia da Covid-19, riceverà ugualmente la tredicesima? E se sì, da chi e quando?

Prima di tutto, per calcolare la tredicesima mensilità, bisogna distinguere la cassa integrazione “a zero ore” dalla cassa integrazione “a orario ridotto”.

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Tredicesima e cassa integrazione: chi paga?

Prendiamo ad esempio un mese di cassa integrazione. Se parliamo di cassa integrazione a zero ore (attività lavorativa sospesa completamente), dobbiamo sapere che l’integrazione salariale è corrisposta dall’Inps in misura pari all’80% della retribuzione: questa comprende anche il rateo della tredicesima.

La tredicesima mensilità a carico del datore di lavoro si calcola scalando i periodi di inattività lavorativa dall’importo totale della retribuzione percepita. La tredicesima non è prevista se le ore di cassa integrazione maturate in un mese sono superiori alla metà delle ore lavorative.

Nel caso in cui la cassa integrazione sia a orario ridotto, la tredicesima sarà a carico del datore di lavoro per le ore lavorate e a carico dell’Inps per la parte di ore non lavorate.

Tredicesima e cassa integrazione: chi e quanto paga?

Bisogna però verificare se l’integrazione salariale elargita dall’Inps non abbia superato il massimale di 998,18 euro per le retribuzioni fino a 2.159,48 euro al mese. Infatti, il datore di lavoro è chiamato a versare la sua parte solo se l’integrazione erogata dall’Inps sia stata inferiore ai 998,18 euro di massimale.

Inoltre, secondo alcuni contratti collettivi, nel caso in cui il lavoratore, in un mese, abbia lavorato meno di 15 giorni, non avrà diritto alla maturazione del rateo di tredicesima.

Se hai ancora dubbi sulla tredicesima e cassa integrazione, non esitare a scriverci su Instagram.

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