Avellino, riciclaggio e truffa: sequestri per 13 milioni di euro a 21 persone

Frode fiscale da 25 milioni di euro: sequestri anche ad Avellino
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Sequestri preventivi da circa tredici milioni di euro. Li ha disposti il gip, Paolo Cassano, su richiesta del pubblico ministero, Teresa Venezia. E sono a carico di ventuno persone. Rientrano nell’indagine su un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di diversi reati, fra i quali il riciclaggio e la truffa.

Un’indagine partita dalla Procura di Como che ha interessato diversi comuni italiani. L’associazione – per gli inquirenti – era specializzata nel piazzare abusivamente prodotti finanziari e quote di Crowdfunding in tutta Europa.

Società di Avellino

Una delle società finita nell’inchiesta era ad Avellino. A occuparsi dei rilievi, in provincia di Avellino, la polizia tributaria locale, allora diretta dal tenente colonnello Gennaro Garzella.

Durante l’udienza preliminare, che si è tenuta a Como, è stata sollevata una questione di competenza territoriale accolta dal magistrato. Così, le posizioni di diversi imputati, si sono “divise” fra Avellino e Modena.

E, ora, il gip di Avellino ha applicato quei sequestri a carico di ventuno persone.

Nelle 168 pagine dell’ordinanza di sequestro viene ricostruita la gerarchia della presunta associazione. Con quattro capi che avevano consulenti finanziari di riferimento. E la gestione delle somme raccolte avveniva attraverso una piattaforma chiusa che avrebbe consentito il trasferimento di denaro non tracciabile. I flussi sono stati ricostruiti, con difficoltà, dalla guardia di finanza.

L’origine dell’indagine

Le indagini sono partite nel 2015 in seguito all’omicidio dell’architetto Alfio Molteni. Uccisi a Carugo da alcuni sicari, incaricati secondo l’accusa dalla moglie e dal suo amante. Così gli investigatori avevano scoperto alcuni flussi di denaro sospetti. Ed erano risaliti fino alla presunta associazione che avrebbe commesso reati transnazionali.

La difesa

Durante l’udienza di Como le difese erano riuscite a ottenere alcuni dissequestri. Le persone sotto inchiesta sono difese, fra gli altri, dagli avvocati Gerardo Di Martino, Antonio Rauzzino, Enrico Matarazzo, Roberto Romano, Rosa Nuzzo, Salvatore Cipolla e Vincenzo Cortellessa.

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