La truffa dello squillo muto sul vostro cellulare: come difendervi

Sono quelle chiamate che arrivano dalla Tunisia (più spesso), dalla Moldavia o dal Kosovo: se richiamate vi svuotano il credito o vi affibbiano un costoso abbonamento. Attenzione



2' di lettura

Molti di voi avranno ricevuto quegli strani squilli dalla Tunisia. E molti di voi, immaginiamo non hanno né risposto e soprattutto non hanno ritelefonato. Anche perché la truffa delle chiamate mute va avanti da due anni, e saprete che richiamando a quel numero, anche solo per curiosità, vi svuotano il credito sul cellulare.

Non solo Tunisia

Dopo una breve pausa le “chiamate mute” sono riprese. Dalla Tunisia, ma non solo. Le “telefonate svuota credito” (alla velocità da un euro e cinquanta al secondo), arrivano anche dalla Moldavia, dal Kosovo e più recentemente dalla Gran Bretagna.

L’obiettivo di quegli squilli è spingere chi le riceve a richiamare. Ma quel numero (spesso tunisino), è in realtà collegato a un server di hacker che ha un duplice obiettivo: svuotare il conto o attivare abbonamenti a pagamento. In qualsiasi caso mettono le mani nelle vostre tasche, e portano via il vostro denaro.

Chiaro che la polpost sia a conoscenza di questa truffa. Ma le indagini e i tentativi di disinnescarla al momento si sono rivelate inutili. Serve a poco bloccare il numero. Anche perché cambiano. Hanno tutti una costante (quelli tunisini), un +216 all’inizio. Fino a qualche anno fa i più ricorrenti erano +216 28 915 036 o +216 28 914 685. Da qualche settimana le chiamate mute arrivano dal +216 92 754 966 o +216 93 944 297.

Ma come funziona la truffa

La truffa in fondo è semplice e sfrutta la tecnica del “ping call”, ovvero il richiamo. C’è prima la chiamata dal numero sospetto. Un solo squillo. Serve solo a incuriosire la vittima. Se richiama è fregato: dall’altra parte risponde una segreteria telefonica, che gli hacker hanno preparato e ha una sola funzione: svuotare in pochi secondi la vostra sim o affibbiarvi un abbonamento settimanale o giornaliero che arriva a costare dieci euro (alla settimana o al giorno).

E’ possibile difendersi

Oltre a non rispondere non c’è altro sistema. Anche perché – come abbiamo visto – se si blocca un numero i truffatori ne attivano un altro. Non lasciatevi incuriosire.

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