Truffa del Superbonus, arriva la stretta: più controlli

Truffa del Superbonus, arriva la stretta: il governo ha deciso di avviare controlli serrati e normative stringenti per mettere un freno ai raggiri dei bonus casa. Sono già state individuate truffe per 800 milioni di euro. Ma le cifre dovrebbero essere molto più rilevanti. Dietro molti episodi anche la mano della criminalità organizzata.

4' di lettura

Truffa del Superbonus, si corre ai ripari. Dopo i numerosi casi di cessioni di crediti inesistenti per interventi edilizi mai effettuati, il governo ha deciso di dire basta.

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Oggi alle 12 il Consiglio dei ministri oltre a confermare la misura con lo sconto in fattura e la cessione del credito, introdurrà una serie di norme per evitare la truffa del superbonus.

Molti casi sono stati segnalati nelle scorse settimane dall’Agenzia delle Entrate.

Truffa del Superbonus: a persone inconsapevoli

Nel corso delle prime verifiche sono emerse situazioni davvero sconcertanti. In alcuni casi i lavori per il Superbonus sono stati intestati a persone del tutto inconsapevoli: si sono trovati nel loro cassetto fiscale delle fatture emesse per opere mai eseguite.

Non si esclude neppure che una parte consistente dell’agevolazione sia finita nelle mani della criminalità organizzata.

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Truffa del Superbonus per 800 milioni di euro

I numeri sono sconcertanti. Sono già state individuate truffe per 800 milioni di euro su 19,3 miliardi di scambi (6.5 per il 110% e 12,7 per le altre agevolazioni) e 2,5 milioni di operazioni.

Ma le cifre sarebbero molto più importanti. Molto più di quelle scoperte di recente dai carabinieri di recente e riferite agli illeciti sul Reddito di Cittadinanza.

Truffa del Superbonus: sconto in fattura e la cessione del credito

C’è un punto debole nel quale i truffatori hanno trovato terreno fertile: nella parte che riguarda lo sconto in fattura e la cessione del credito d’imposta a terzi.

Se l’obiettivo delle agevolazioni edilizie era più che corretto (permettere a tutti di approfittare degli sconti senza escludere famiglie con poca liquidità), il risultato è stato purtroppo non brillantissimo. O meglio: ha aperto una autostrada a truffe su larga scala. Al punto, come detto, che si è arrivati a intestare crediti a persone che nelle loro case non hanno mai effettuato un solo intervento edilizio.

Il motivo è piuttosto semplice: quei crediti creati ad arte possono essere ceduti a intermediari finanziari e monetizzati subito.

Truffa del Superbonus: criminalità organizzata

Ma non si tratta di operazioni per tutti. Dietro molti casi di truffa del superbonus ci sono organizzazioni ben strutturate. Anche per questo la possibilità che dietro una parte rilevante dei raggiri ci sia la mano della criminalità organizzata è più che probabile: le organizzazioni malavitose sono sempre pronte a incunearsi nella maglie troppo larghe di normative che permettono di fare soldi facili.

Truffa del Superbonus e riciclaggio

C’è anche altro, sempre a proposito di criminalità organizzata. La truffa del Superbonus può anche essere uno strumento assai efficiente per riciclare denaro. E questo rischio è già stato segnalato dalla Uif (Unità di informazione finanziaria) della Banca d’Italia: i crediti potrebbero essere acquistati con denaro sporco e reinseriti nel circuito legale.

La cedibilità dei crediti è stata comunque confermata dal governo anche per il prossimo anno. La decisione è stata presa per l’effetto traino che stanno avendo sull’economia. Almeno secondo Confedilizia.

Ma la conferma della cedibilità dei crediti sarà però accompagnata da norme stringenti contro la truffa del Superbonus. Norme che forse potevano essere adottate prima.

Ma diciamolo, non era semplice.

Queste agevolazioni sono entrate in vigore quando il Paese era in piena emergenza pandemia. Hanno risposto a una priorità in particolare: accelerare al massimo l’immissione di liquidità in un sistema economico che era stremato. Con una crisi che partiva da lontano, ma che era stata resa drammatica dalla pandemia.

Truffa del Superbonus: controlli a posteriori

I legislatori, nel caso di queste agevolazioni, hanno indirizzato i controlli “a posteriori”, dopo la concessione dei bonus casa. Una scelta, comprensibile in quel momento, che ha dimostrato di essere assai carente. Ma soprattutto, intervenire dopo che il danno è stato arrecato non può certo definirsi una decisione molto saggia.

Una scelta che di fatto ha esposto i cittadini alle truffe di false imprese e altrettanto falsi intermediari. Ora quei soldi – almeno così dispone la legge – dovranno essere restituiti dal “primo cedente”, chi ha commissionato i lavori, che spesso è anche vittima, insieme allo Stato, della truffa del superbonus.

A meno che non si intervenga, e questa potrebbe essere l’intenzione del governo, direttamente sulla normativa.

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