Tuo figlio non studia, niente mantenimento

Tuo figlio non studia, niente mantenimento: la Cassazione ha stabilito che un figlio 32enne non ha più diritto di vivere alle spalle dei genitori, vediamo perché. La sentenza della Suprema Corte, che conferma altre simili, sancisce che oltre l'obbligo dei genitori viene meno «dopo un determinato limite di tempo e di misura» e se il figlio non studia, non cerca un lavoro e neppure segue un corso di formazione.

4' di lettura

Tuo figlio non studia, niente mantenimento. Lo ha sancito una sentenza della Cassazione: in quel caso il figlio in questione aveva 32 anni. Troppi secondi i giudici della Suprema Corte per pretendere ancora di essere a carico dei genitori.

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Il caso ripropone una vecchia questione, che in un Paese come l’Italia si ripete sempre più spesso: fino a quando un genitore è obbligato a mantenere un figlio che non studia e non lavora? Un cosiddetto Neet (Not in education employment or training, appunto un giovanotto che non è studente, non ha un lavoro e neppure sta frequentando un corso di formazione).

La Cassazione, in una sentenza emessa a luglio ma depositata l’8 novembre, non ha avuto dubbi (ancora una volta): superata una certa età, mamma e papà sono liberi di non mantenere più il figlio.

Semplificando: tuo figlio non studia, niente mantenimento. Ma in realtà, il figlio in questione neppure lavora. E peggio ancora, quel lavoro non lo cerca.

Tuo figlio non studia, niente mantenimento: confermata la sentenza d’Appello

I magistrati dell’Alta Corte hanno confermato la sentenza di secondo grado che era stata emessa dai giudici della Corte d’Appello di Caltanissetta. Erano stati loro a disporre la revoca del mantenimento.

Il figlio aveva poi impugnato quella sentenza. Ma si è trovato di fronte anche il muro della Suprema Corte.

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Tuo figlio non studia, niente mantenimento: la storia

Il figlio in questione, oggi 32enne, ha abbandonato gli studi a 16 anni e frequentato dei corsi di formazione tra il 2011 e il 2013. Ha lavorato molto saltuariamente, anche se non ha problemi gli possano impedire di “guadagnarsi la pagnotta”.

Tuo figlio non studia, niente mantenimento: principio di auto responsabilità

I giudici della Cassazione hanno dato rilievo, nella loro sentenza, al principio di auto responsabilità.

Principio «che impone al figlio di non abusare del diritto di essere mantenuto dal genitore oltre ragionevoli limiti di tempo e di misura, perché l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione».

E cioè, il figlio non può, proprio in nome del principio di auto responsabilità, abusare a vita del mantenimento dei genitori.

Tuo figlio non studia, niente mantenimento: più è adulto e meno ha diritto

Mamma e papà hanno il dovere di mantenere il figlio se questo “aiuto” è finalizzato all’educazione o alla formazione. Se questi aspetti non ci sono, se cioè il figlio resta in casa e vive alle spalle dei genitori senza muovere un dito per cercare di essere indipendente, i giudici hanno ritenuto che le decisioni devono essere adottate con un rigore crescente rispetto «all’età del beneficiario».

Ossia: più è adulto il figlio e meno i genitori hanno l’obbligo di provvedere al suo mantenimento

In questo caso 32 anni sono stati ritenuti più che sufficienti. In pratica i genitori sono liberi di dire al loro “ragazzo”: è ora che tu provveda da solo a te stesso.

Tuo figlio non studia, niente mantenimento: cosa dice l’articolo 30

L’articolo 30 della Costituzione sancisce l’obbligo di mantenimento dei figli da parte dei genitori.

Nella Carta si legge:

«È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità».

Tutto vero. Ma nel frattempo ci sono state numerose sentenze emesse dai giudici che hanno imposto limiti ben precisi a questo “dovere e diritto”.

Anche perché quel “dovere diritto” sancito dai padri costituenti non faceva probabilmente riferimento a un 32enne, in buona salute, ma che ha deciso di non lavorare, non studiare e non avviare neppure una attività di formazione adeguata.

I magistrati della Cassazione hanno ribadito ancora una volta che «l’obbligo dei genitori si giustifica nei limiti del perseguimento di un progetto educativo e di un percorso di formazione».

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