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Turismo, in Italia è l’anno del crack. Va meglio al Sud e nelle località di mare

turismo-Italia-Covid-Sud-mare-dati-oggi-18-giugno-2020

di The Wam

Giugno 2020

Qualcosa si muove dopo la fine del lockdown, ci sono timidi segnali positivi, ma questa estate sarà la peggiore per il turismo italiano degli ultimi venti anni. Almeno. Chi si aspettava un bel po’ di prenotazioni dopo che il Covid ha un po’ mollato la presa e tante attività sono riaperte, si è sbagliato.

Quasi 13 milioni di viaggiatori in meno

Uno studio condotto da Cst Firenze per Assoturismo e Confesercenti, stima 12,8 milioni di viaggiatori e 56 milioni di pernottamenti in meno rispetto alla stagione 2019. L’analisi è stata condotta su un campione di 2.118 imprenditori della ricettività.

Pesante crollo del fatturato

Il quadro è desolante. Crollo del fatturato di 3,2 miliardi. 52 per cento per le attività extra alberghiere e 48 per cento per il settore alberghiero. Numeri da crisi profonda.

Turisti stranieri arrivederci

Il dato più scoraggiante è quello dei turisti stranieri. Su 56 milioni di pernottamenti ben 43 sono di turisti esteri, che quest’anno si terranno alla larga dalla Penisola. Facendo segnare un -43,4 per cento rispetto allo scorso anno.

Va un poco meglio con gli italiani

La domanda interna va un po’ meglio (-11,6 per cento). I risultati peggiori sono per gli alberghi (-28,7 per cento), un po’ meglio le altre ricettività (23,7 per cento).

Al Sud calo più contenuto

Il calo è evidente in tutta l’Italia. Ma è più marcato nel Nord Ovest (-32,9 per cento di pernottamenti). Seguono il Nord Est (-28,7 per cento) e il Centro (-25,8). va un po’ meglio al Sud, anche perché è stato meno colpito dalla diffusione del coronavirus: -19.3 per cento.

Viva il mare e la collina

Oltre al Sud anche le località di mare si difendono meno, facendo registrare un calo del 20,9 per cento. Come, vi sembra molto? In realtà è molto meno di quanto perderanno le località lacustri (-38,3) e quelle termali (-36). Le città d’arte faranno registrare un – 34,3 per cento. Le mete rurali e collinari faranno registrare un -21,8. Vicine al livello delle zone turistiche di mare.

Migliaia di alberghi non apriranno

Questi numeri avranno delle conseguenze. Saranno 23mila le strutture turistiche che resteranno chiuse. E 3mila sono alberghi. Tante altre – sia per la sostenibilità, sua per il distanziamento sociale – hanno dovuto ridurre le disponibilità. In totale per l’estate 2020 è prevista una riduzione complessiva di 1,8 milioni di posti letto.

Posti di lavoro addio

Si perderanno anche molti posti di lavoro: oltre 82mila (tra fissi e stagionali). Il 66 per cento tra gli addetti del settore extra alberghiero e il 34 per cento negli alberghi.

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