Le mascherine U Mask Model 2 ritirate dal mercato

Il ministero della Salute ha disposto il divieto dal commercio e il ritiro dal mercato delle costose e alla moda U Mak Model 2 molto diffuse in Italia. Le mascherine di lusso sono prodotte da una azienda inglese che le descrive come bio tecnologiche, ma non rispondo ai minimi requisiti tecnici di sicurezza previsti dalle autorità sanitarie italiane.

4' di lettura

Stop alla vendita del nuovo modello delle U Mask, in commercio da alcune settimane e sulle quali sono anche in corso accertamenti da parte degli inquirenti e indagini in corso. Il Ministero della Salute ha disposto il blocco delle vendite e il ritiro dal mercato. Motivo: «I risultati dei test che il fabbricante ha reso disponibili in allegato al fascicolo tecnico che non forniscono evidenza scientifica sulla capacità di mantenere inalterate le prestazioni del filtro fino a 200 ore di utilizzo».

Nel provvedimento si legge, infatti, che le U Mask «non sono disponibili relazioni di prova che diano evidenza che le caratteristiche di efficienza di filtrazione batterica, respirabilità e resistenza agli schizzi siano mantenute».

Non soddisfano i requisiti essenziali

Ma non solo, il Ministero ha anche spiegato che in relazione, alla pulizia microbica del dispositivo «non risultano soddisfatti i requisiti essenziali».

Mancano anche «le prove relative a efficienza di filtrazione batterica, respirabilità e resistenza agli schizzi sono riferite ad un prodotto identificato come UMask R1 e non al dispositivo U-Mask Model 2.1 e i test relativi alla biocompatibilità e alla pulizia microbica, presentati dal fabbricante, si riferiscono al prodotto U-Mask Model 2, già oggetto del divieto di commercio e ritiro dal mercato da parte del Ministero a febbraio».

Cancellate dalla lista dei dispositivi medici

«I documenti presenti nel fascicolo tecnico, relativi ai risultati dell’analisi dei rischi e alla rispondenza ai requisiti essenziali, nonché le procedure di fabbricazione, risultano generici».

Qui trovi altre notizie su covi, vaccinazioni e ordinanze

«Con l’emergenza sanitaria in corso – continua il provvedimento ministeriale – ed il conseguente acuirsi dei rischi derivanti dall’assenza di garanzie di efficacia e sicurezza del prodotto il provvedimento ha carattere d’urgenza e si richiede di dare assicurazione in merito all’ottemperanza a quanto disposto entro cinque giorni».

Le U Mask sono così cancellate dalla Banca dati dei dispositivi medici.

U Mask molto costose

La questione della U Mask tiene banco da qualche settimana. Siamo rimasti sospesi tra l’innovazione scientifica, la semplice pubblicità ingannevole o l’ennesima versione di lusso delle mascherine per proteggersi dal coronavirus. Oggi il ministero sembra aver fugato ogni dubbio: quelle protezioni costose (da 30 euro in su), non proteggono alcunché. O, almeno, non ci sono prove a sostegno di quanto afferma il produttore.

Le costose mascherine sono prodotte dalla londinese U-Earth Biotech, che ha anche una filiale a Milano. Già il 20 febbraio il ministero della Salute aveva messo al bando il divieto di vendita per un altro modello. E sempre per le stesse ragioni.

In cinque strati diversi

Ma cosa avevano di diverso queste mascherine U Mask, definite dall’azienda biotecnologiche? La mascherina – così si legge sul sito del produttore – sarebbero state realizzate sovrapponendo uno sull’altro ben 5 strati diversi. Un esterno in nylon riciclato, poi due in tessuto non tessuto, più un sistema di nanofiltrazione e uno bio-layer, che sarebbe il fulcro dell’innovazione biotecnologica, perché «autosanificante» e con una tecnologia che si basa su «una molecola in grado di inibire la crescita di batteri e microbi».

Le analisi del ministero della Salute non hanno confermato questi risultati biotecnologici. Anzi.

La prima inchiesta sulle U Mask

Il blocco alle vendite del primo modello U Mask era stato deciso dopo che i carabinieri del Nas di Trento avevano segnalato al Ministero che le mascherine U Mask risultavano come dispositivi medici in base a certificazione di un laboratorio “privo di autorizzazione”, sottoscritta da un soggetto senza laurea.

Sulla vicenda la Procura di Bolzano aveva aperto un’inchiesta per l’assenza di autorizzazioni e per esercizio abusivo della professione in relazione al laboratorio sequestrato. A Milano, invece, è stata aperta a fine gennaio un’inchiesta, coordinata dai procuratori aggiunti Tiziana Siciliano ed Eugenio Fusco e dal pm Maura Ripamonti, nella quale è indagato l’amministratore della filiale italiana della società produttrice delle U-Mask.

I pm milanesi nelle scorse settimane hanno anche affidato una consulenza ad un esperto per analizzare non solo le U Mask, di cui sono stati sequestrati a gennaio una quindicina di campioni per verificarne il filtraggio, ma anche quelle dell’azienda concorrente dal cui esposto è partita l’inchiesta. In più, accertamenti sono in corso anche sul nuovo modello delle mascherine. Nel frattempo, anche l’Antitrust a febbraio aveva avviato un procedimento

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie