U2, la mia vita: così ho convinto Bono a fare quella foto con me

Stefano Belfiore con Bono degli U2
9' di lettura

Estate 1992, Contrada Baccanico – Avellino. A casa di un mio amico suona un bootleg dello Zoo Tv: il tour che porta in giro per il mondo un capolavoro della musica chiamato Achtung Baby. All’epoca avevo 15 anni. Quel suono fu per me un vero e proprio colpo di fulmine. Di quelli che ti penetrano nell’anima fino al cuore senza lasciarti più. Da allora si è accesa una luce nella mia vita chiamata U2. Un quarto di secolo, trascorso finora insieme ad una band che, come ben sostiene Brian Eno, vive il senso di gruppo come se fosse un clan. Senza troppi giri di parole, fra me e gli U2 c’è empatia. Una partecipazione emotiva (unica nel suo genere, straordinaria nella sua portata di entusiasmo) che ha contribuito a formarmi, a strutturare la mia vita su determinate piattaforme musicali e valoriali che rappresentano per me un patrimonio immenso e prezioso.

Stefano davanti l'ingresso dell'abitazione di Bono degli U2
Qui sorveglio la casa di Bono, sperando esca fuori…

Primo passo: collezionismo

Come è naturale che sia, la prima cosa che ho fatto, per creare un legame quanto più stretto e conoscitivo possibile, è stato documentarmi collezionando. Da 26 anni raccolgo materiale uduico rigorosamente originale (vinili, cd, cassette, vhs, dvd) unitamente ad un’altrettanta quantità importante di bootleg. Senza dimenticare il filone di libri e riviste. E’ come avere una personale cantina di vini. Riascoltare a distanza di anni un vecchio album o live è un po’ come degustare un buon vino invecchiato, assaporandone un retrogusto diverso, carpendo ogni volta sensazioni nuove, background inaspettati. Fino a qualche anno fa, la mia vecchia stanza (oggi di mia figlia) è stata un vero museo: un tempio dedicato agli U2 curato in ogni angolo ed aspetto.

Parte del "santuario" di cimeli di Stefano sugli U2
Parte del mio tempio dedicato agli U2

Dublino: go home!

Oltre 10 viaggi fatti in “Terra Madre”. Il primo nel 1997 quando gli U2 danzavano con Pop (album che porto nel cuore!). L’ultimo nel 2017 in occasione del tour celebrativo di “The Joshua Tree”. Ogni volta che metto piede a Dublino mi sento a casa. Quanti ricordi mi legano a questa città e ai 4 bimbi irlandesi! Innanzitutto pellegrinaggi d’obbligo fatti sotto casa di Bono a Killiney. Nell’ordine gli incontri ravvicinati: la moglie Ali, la primogenita Jordan, il giardiniere (eh sì anche lui fa parte della family!) e lo stesso Bono in un taxi, nel 2008, che entra senza fermarsi perché (me lo riferisce dopo l’autista) era appena tornato da un funerale…ma l’appuntamento con Paul ritarda solo di qualche anno! (Stefano, oltre che un gran fan degli U2 è anche un social media manager di grande esperienza. Leggi la sua intervista dove ci spiega delle strategie vincenti per posizionare la tua azienda sui maggiori social network)

Stefano, ragazzo e già appassionato degli U2
Io giovanissimo sulle tracce degli U2

L’esame di inglese e la fortuna irlandese!

Il link con gli U2 impatta positivamente anche nel mio percorso di studi universitari. Sostengo, infatti, l’esame di inglese portando una tesina incentrata sostanzialmente sul rapporto fra gli U2 e la Dublino degli anni Ottanta e Novanta, spesso raccontata e ripresa nelle loro canzoni. Un tema che mi porta fortuna e che mi fa traguardare l’esame a pieni voti! (Qui un interessante articolo di Radio Capital con 5 cose che forse non sai su Bono Vox)

La mia laurea, il primo vinile degli U2

Mi laureo in Scienze Politiche nel dicembre del 2002. Per festeggiare rivado a Dublino, dopo esserci già stato. Questa volta ritorno con Antonietta: lei che sarebbe stata poi mia moglie, lei che con me ha vissuto da allora in poi ogni viaggio, momento e situazione memorabile legata agli U2. Forse senza il suo intuito, tante cose non sarebbero accadute! Quel viaggio lo ricordo per 3 precisi motivi: la vigilia del nuovo anno trascorsa, insieme ad un ragazzo francese, sotto gli Hannover Quay Studios degli U2 (aspettando invano che uscisse qualcuno della band), l’aver avuto l’onore di bermi una Guinness nel “The Dockers Pub” dove Bono, Edge, Larry ed Adam erano soliti trascorrere le serate fino a tarda notte (un locale fuori dal circuito turistico e zeppo in ogni angolo di rarità uduiche, persino nella toilette!). Infine il regalo di laurea: l’EP U2 Three nei formati 7 e 12 pollici!

Un giovanissimo Stefano già fan degli U2
Che bei tempi questi!

In giro per l’Europa

Una piccola e doverosa parentesi ai tour. Per quanto ho potuto, ho avuto la fortuna di seguire la band in giro per l’Europa, vivendo più volte i loro concerti anche a Dublino. Ne conto 21. Il primo nel 1997. Partimmo dal piazzale antistante il tribunale di Avellino. Direzione: aeroporto dell’Urbe di Roma per andar a vedere il grandioso show del Pop Mart Tour! Senza dimenticare altri due memorabili concerti vissuti a Zurigo (nel 2001) con l’amico e storico fan Sergio dove recuperammo cimeli a fine concerto, conoscemmo l’allora manager degli U2 (Paul McGuinness), per poi finire in un servizio televisivo di un tg svizzero!
(Se questo articolo ti sta piacendo, fermati un momento e segui la pagina facebook di The Wam. A te costa un attimo, ma ci aiuterebbe a crescere molto)

Zurigo: il sogno diventa realtà

Zurigo, 12 settembre 2010. Questa la cornice indimenticabile in cui si realizza il mio desiderio. Volere è potere. Se vuoi una cosa e t’impegni con tutto te stesso prima o poi la otterrai. Verissimo! Quello che, in questa specifica circostanza, è poi capitato a me. Ma è l’intero viaggio a Zurigo (motivato per vedere due concerti della band in occasione de “U2 360° Tour”) che ha dell’incredibile. Metto da parte l’emozione intensa delle due performance, la fortuna vuole che nell’albergo dove alloggiavamo ci fosse l’intera crew degli U2. Riesco a conoscere due figure importantissime per noi fan: Dallas Schoo e Phil Dockerty, rispettivamente tecnici delle chitarre di The Edge e di Bono (sarà lo stesso Dockerty ad omaggiarmi della set list di uno due concerti svizzeri visti!). Non finisce qui. Ho il privilegio di conoscere Angelino Lanzino, sosia ufficiale di Bono Vox. Una pietra miliare tra i fan della vecchia guardia (con cui oggi pensiamo di portare avanti un progetto editoriale a tema).

Stefano e il suo grande amore, Bono degli U2... ah c'è anche la moglie...
Io e il mio grande amore… non vi dico chi dei due sennò lei mi uccide!

Questo solo l’antipasto. La mattina del secondo concerto, io e mia moglie riusciamo a sapere qual è l’hotel dove risiede Bono grazie ad una imbeccata dataci dal concierge del residence in cui pernottavamo. Ci andiamo ad ora di pranzo. Non c’è anima viva. Decidiamo allora di andare a pranzo in un ristorante a pochi passi dall’hotel. Ritorniamo subito dopo. Incontriamo, inizialmente, 3 ragazzi tedeschi, poi si aggiungono due italiani ed infine un piccolo gruppetto di argentini e brasiliani. Alla fine ne saremmo stati scarsi 10. Un numero irrisorio e fortunatissimo per vivere ciò che stava capitando. In una frazione di secondo si apre la porta dell’hotel ed esce Brian Murphy, la guardia del corpo di Bono. E’ in quel preciso momento che metto a fuoco ciò che stava per accadermi. Brian si avvicina, ci dice di stare calmi perché sta uscendo Bono. Ed eccolo arrivare!

La figlia di Stefano: anche lei fan degli U2
Una passione senza tempo… U2 per sempre

Camicia di jeans aperta dove si intravede il rosario datogli in dono da Papa Wojtyla e l’immancabile segno distintivo: gli occhiali. Trattengo le mie emozioni, voglio vivere a pieno questo momento, per assaporare bene quei pochi istanti. Esordisce salutando dapprima tutti noi e poi dicendoci che la sera prima aveva fatto tardi, bevendo un buon vino e che ora sarebbe andato a fare il soundcheck per il concerto della sera!. “You have changed my life” gli dico quando mi si avvicina. Mi guarda negli occhi, mi sorride e ci invita a farci una foto insieme (scattata da Brian). Poi tocca agli altri: disponibile con tutti. Attento ad ogni parola e pensiero. Come sempre!

Da quel momento è sorto in me un desiderio a ricontrarlo di nuovo. Ci sono andato vicino nel 2017 a Dublino, attendendolo fino alle 4 del mattino che uscisse da un party post-concerto e l’anno scorso a Milano, aspettando per buone 7 ore dinanzi all’hotel in cui alloggiava! Ci riproverò alla prossima occasione utile!. (A proposito di incontri incredibili. Leggi di quando Vinyl Gianpy è stato chiamato amico da Bono Vox)

I will follow until the end of the world

Posso dire che gli U2, oggi quasi 60enni, rientrano (per quanto mi riguarda) in quella scala di valori importanti che ogni persona, a modo suo, custodisce nel suo cuore. Un’onda emotiva che continua a muoversi con la stessa enfasi dentro di me. E che oggi rivive negli occhi di mia figlia Sara. A lei ho trasmesso la passione per quella musica, la passione per la musica rock. Ma l’eredità più preziosa (quella a cui tengo di più) è farle comprendere quei grandi ideali sociali che gli U2 hanno cantato e creduto con il fuoco della passione. E darle anche quel pizzico di ottimismo, saggezza, candore e poesia che li ha sempre contraddistinti in 40 anni di carriera.

Bono, Edge, Larry, Adam vi voglio bene, tanto!

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