Uccide la moglie per un tradimento di 40 anni fa

Il piemme ha chiesto l'ergastolo per Giovanni Perria, accusato dell'omicidio di sua moglie per un tradimento vecchio 40 anni. Per l'accusa l'anziano è responsabile di omicidio volontario, premeditato e pluriaggravato. La vicina teste chiave. L'imputato si è sempre dichiarato innocente. E' accaduto in provincia di Oristano.

Uccide la moglie per un tradimento di 40 anni fa
Avrebbe ucciso la moglie per un tradimento vecchio 40 anni: il piemme ha chiesto per l'anziano imputato che si dichiara innocente una condanna all'ergastolo.
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Ha ucciso la moglie per un tradimento vecchio 40 anni. Non ha avuto dubbi il pubblico ministero, Armando Mammone, che questa mattina, davanti a giudici della Corte d’Assise di Cagliari, ha chiesto la condanna all’ergastolo per Giovanni Perria, pensionato di 78 anni di Narbolia, in provincia di Oristano. L’anziano è ritenuto colpevole di omicidio volontario premeditato e pluriaggravato. Avrebbe ucciso la moglie, Brigitte Pazdernik, 77 anni, di origine tedesca. La donna è scomparsa di casa il 10 ottobre del 2018, è stata ritrovata tre giorni dopo, in riva al mare. Morta.

Colpita in casa e poi gettata in mare

All’epoca dei fatti il medico legale ha spiegato che la vittima era annegata. Per il piemme l’autore del delitto sarebbe stato il marito. Movente: un tradimento di 40 anni fa.

L’uomo l’avrebbe colpita fino a farle perdere in sensi all’interno della loro abitazione per poi caricarla in auto e gettarla nelle acque di Su Pallosu.

Nel corso della requisitoria il pubblico ministero ha anche chiesto ai giudici il ritorno dell’imputato dietro le sbarre subito dopo la sentenza. La misura cautelare era stata alleviata con la detenzione domiciliare durante la pandemia di Covid.

L’imputato potrebbe uccidere ancora

Per l’inquirente Giovanni Perria potrebbe uccidere ancora. Scagliarsi in particolare contro la vicina, teste chiave dell’accusa: con la sua deposizione ha dato concretezza alle tesi del piemme in un processo altrimenti solo indiziario.

L’imputato si è sempre dichiarato innocente. Lo ha ribadito anche questa mattina, nel corso dell’udienza. «Senza mia moglie sono solo, abbiamo vissuto una vita assieme e mi è piovuta questa cosa addosso».

La sentenza il 2 novembre

Nella requisitoria il pubblico ministero ha ricostruito le fasi del delitto e delle indagini, puntando molto proprio sulla testimonianza della vicina di casa, che in aula ha raccontato di aver sentito la coppia litigare e poco dopo aver visto l’auto dell’imputato allontanarsi. Tesi che è sempre stata negata da Perria.

La prossima udienza è stata fissata per il prossimo 2 novembre, quando dovrebbe essere emessa la sentenza.

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