Calcagno: “Ripresa falsata della Serie C. Errori commessi a monte. Basta cassa integrazione”

Calcagno, vice presidente di AIC, commenta negativamente la ripresa del campionato di Lega Pro.



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Umberto Calcagno, vicepresidente di AIC, intervistato da TuttoC.com, critica le modalità di ripresa del campionato di Lega Pro, sottolineando gli errori commessi a livello apicale in questi mesi.

Un’intervista a 360 gradi dove Calcagno non nasconde le proprie considerazioni in merito a questa ripresa “falsata” e mal organizzata: “La nostra posizione è stata fin da subito chiara. Sarebbe stato molto meglio completare la regular season senza playoff e playout. Così, invece, si è creato uno squilibrio competitivo: nella parte apicale c’è chi può scegliere di non ripartire, senza conseguenze disciplinari, situazione che falserà la competizione, viste le vittorie a tavolino. Per non parlare delle squadre retrocesse d’ufficio con 11 giornate d’anticipo”.

Il vice presidente di AIC sottolinea come la ripresa della Serie C solo dai playoff condizioni negativamente la stagione. Stesso discorso anche per le retrocessioni imposta da ufficio, che ha visto condannare molte squadre al limbo della Serie D.

Ma Calcagno evidenzia come gli errori siano stati commessi a “monte” cioè a livello verticistico. Come sottolineato nelle precedenti settimane, Ghirelli, presidente della Lega Pro, ha gestito malissimo l’emergenza, tutelando gli interessi personali a discapito di quelli collettivi. L’assemblea di Lega ha evidenziato il parere negativo sulla ripartenza e sulla mancata ripresa degli allenamenti, un “errore strategico” è stato definito dallo stesso Calcagno: “La Lega Pro, nella sua ultima assemblea di un mese fa, ha scelto di non ripartire e volutamente non ha ripreso gli allenamenti. Ho discusso molto, all’epoca, con alcuni presidenti e direttori che oggi sono i primi a lamentarsi di questa ripresa, oltre che con Ghirelli; ho spiegato loro che il blocco sarebbe stato un errore strategico. E così è stato: ci saranno playoff con squadre che passeranno il turno senza giocare: l’impressione è che siamo di fronte a tutto tranne che a un campionato professionistico. Purtroppo, una volta deciso in FIGC il giusto ritorno in campo, non c’erano più i tempi tecnici per terminare la stagione con le modalità migliori”.

Aspre critiche anche nei confronti delle società che chiedono la proroga di 9 settimane della cassa integrazione nonostante il parere positivo sulla ripresa dei campionati. Un controsenso che non dovrebbe esser accetto in quanto le attività sono riprese e sono state le società a rifiutare la ripartenza del calcio giocato: ”Addirittura da parte della Lega Pro è arrivata la richiesta di prorogare la cassa integrazione per altre 9 settimane. Non sarebbe giusto che venisse accolta una simile richiesta, perché adesso il mancato ritorno in campo è volontario e non causato dall’emergenza. C’è chi sta già risparmiando investendo i soldi della mancata ripresa per l’anno prossimo e vorrebbe anche la cassa integrazione nonostante abbia volontariamente deciso di non riprendere”.

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