Vacanze in mascherina: sarà un’estate migliore, ma prudenza

Vacanze in mascherina, in attesa che si completa l'immunizzazione del Paese che dovrebbe completarsi entro l'inizio del prossimo autunno. Per Fabio Ciciliano, del Cts, saranno vacanze più tranquille, ma bisogna avere prudenza. I prossimi giorni saranno determinanti: si vedrà l'effetto che hanno avuto sui contagi le aperture del 26 aprile.

5' di lettura

Vacanze in mascherina. La prossima estate sarà migliore della prossima, soprattutto grazie ai vaccini, ma bisognerà continuare a indossare la mascherina ed evitare gli assembramenti. Il concetto è chiaro, ad esprimerlo al Messaggero è Fabio Ciciliano, componente del Comitato Tecnico Scientifico.

Immunità di gregge

Per arrivare a una situazione molto più prossima alla normalità bisognerà arrivare all’immunità di gregge, che secondo i calcoli del commissario Figliuolo dovrebbe concretizzarsi entro la metà di settembre, quando l’80% degli italiani saranno stati vaccinati.

Esperimenti come Barcellona

Ciò non toglie, ha aggiunto, Ciciliano, che in Italia non si possano nel frattempo proporre degli esperimenti, come quello di Barcellona (due eventi sportivi, uno all’aperto e uno al chiuso), per verificare se grazie ai tamponi e alle mascherine si può organizzare una manifestazione con migliaia di persone senza che ci sia una propagazione del contagio da coronavirus.

Vacanze in mascherina, dunque. Nonostante i vaccini. Ma se c’è un problema da affrontare oggi in Italia, ma non solo, è la riduzione della percezione del pericolo contagio.

Non è una stranezza: dopo un anno e mezzo di pandemia anche questo tipo di reazione è prevedibile, ma deve essere gestita.

Mascherine per tutto il 2021

Ma torniamo alle vacanze in mascherina. «Diciamolo chiaramente – ha dichiarato Ciciliano al Messaggero -: saranno vacanze più tranquille, ma le precauzioni devono continuare. Parlo di mascherine, distanze e igiene. L’esempio di Israele, dove all’aperto stanno rinunciando alle mascherine, non possiamo ancora seguirlo perché noi raggiungeremo l’immunità di gregge solo in autunno. E comunque è probabile, per prudenza, che le mascherine possano essere necessarie per tutto il 2021».

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Le vacanze in mascherina, dunque. Non sempre, ma dove è necessario. Per gli esperti è un passaggio indispensabile per approdare alla definitiva normalità.

Dovranno essere vaccinati almeno 42 milioni di italiani

Ok, vacanze in mascherina, ma quando in Italia si potrà parlare di immunità di gregge, ovvero, quando potremo dire di essere adeguatamente protetti dal ritorno delle infezioni da covid?

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«Per essere in sicurezza – ha continuato Ciciliano – dobbiamo aver somministrato la doppia dose a 42 milioni di italiani e che, comunque, trascorra un mese tra la seconda iniezione e lo sviluppo dell’immunità massima, al di là dell’eccezione Johnson e Johnson che è monodose».

«Possiamo essere ottimisti – ha continuato il componente del Cts – questa estate per le vacanze avremo molte opportunità di svago e libertà, ma dobbiamo mantenere alta l’attenzione perché l’esperienza dell’anno scorso qualche cosa ci deve insegnare».

Gli errori della scorsa estate

L’anno scorso sono stati commessi degli errori. A partire da una apertura troppo anticipata delle discoteche, l’anno scorso però non solo la campagna di vaccinazione era solo un’ipotesi lontana, ma neppure c’erano ancora i vaccini.

Il covid pass

Quest’anno dovrebbe esserci anche il covid pass. Il certificato verde per viaggiare in Europa, dovrebbe garantire che nessun turista andrà in giro portando il coronavirus. Sia per gli italiani che andranno all’estero, sia per chi arriva nel nostro Paese. Anche questa misura potrebbe fornire molta più sicurezza.

Vaccinazioni in vacanza?

Vacanze in mascherina, ma non solo. C’è anche chi propone di istituire dei centri di vaccinazione nelle località turistiche.

«Potrebbero essere utili, ma non risolutivi – continua Ciciliano –. Se sono in ferie in una regione differente da quella in cui risiedo, come faccio a vaccinarmi lì? Rischio di pesare su un sistema regionale differente, andrebbero organizzati sistemi di compensazione nella distribuzione nelle dosi, è complicato».

Resta il tema della messa in sicurezza delle località turistiche.

«Sono perplesso – aggiunge Ciciliano al Mesaggero -: in Grecia è più semplice, basta vaccinare nelle isole. In Italia tutto il Paese è di interesse turistico, perché intervieni in una località e non in un’altra?».

Le conseguenze delle riaperture

Il tema di questi giorni è però un altro, che potrebbe in buona parte decidere se le prossime saranno vacanze in mascherina o dovremo aspettarci anche altre e più rigide misure di restrizione. Ovvero: valutare se e quando le riaperture del 26 aprile incideranno su un eventuale aumento delle infezioni.

Dipende tutto dai nostri comportamenti

«Ora – ha continuato Ciciliano – è troppo presto per rispondere. Oggi possiamo solo vedere l’effetto dei rientri a scuola in presenza. Voglio essere molto chiaro: se i comportamenti non saranno rigorosi, un aumento dei casi renderà inevitabili nuove chiusure. E non si può pensare che tutto dipenda dai controlli del Ministero dell’Interno, delle forze dell’ordine. Puoi vigilare strade e piazze, ma più di tanto non si potrà mai fare».

La percezione del pericolo covid

«Il problema – conclude il componente del Cts – è rappresentato dalla scarsa attenzione nei comportamenti personali. Molto passa dal senso di responsabilità di ogni cittadino. Le immagini di questi giorni purtroppo non aiutano e lasciano pensare a un rischio della ripresa dei contagi. Non c’è più la percezione del pericolo covid, vengono considerati normali i 200-300 morti al giorno, e questo è un problema che favorisce la diffusione del virus».

Vacanze in mascherina, dunque, sperando che basti e in attesa di un autunno davvero più libero, quando il Paese sarà quasi completamente immunizzato.

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