Vaccinazione in vacanza per chi deve fare il richiamo

Vaccinazione in vacanza: la seconda dose somministrata a chi deve farla in località balneari o di montagna durante il periodo delle ferie. Se n'è discusso tra il commissario Figliuolo e i presidenti delle Regioni. Serve a scongiurare un rallentamento della campagna vaccinale che non renderebbe possibile l'obiettivo immunità di gregge in autunno. Si sta studiando la proposta, ma l'organizzazione non è semplice.

4' di lettura

Vaccinazione in vacanza. Se ne è discusso nel confronto tra le Regioni e il commissario Figliuolo. Di che si tratta? La possibilità di somministrare il richiamo a chi in quel periodo, tra luglio e agosto, si trova in una località balneare o di montagna per le ferie.

Una decisione – se adottata – che serve sia a non far rallentare la campagna vaccinale, sia a immunizzare i più giovani, che proprio d’estate dovrebbero ricevere il vaccino.

Per evitare rinunce al vaccino

Ma non solo, la vaccinazione in vacanza ha anche un’altra importante ragione.

Si ipotizza, anche sulla base di quanto è accaduto lo scorso anno, che una riduzione dei contagi potrebbe convincere molti a rinunciare al vaccino (soprattutto, appunto, se si trova in vacanza), con la conseguenza che non potrebbe poi essere possibile, all’inizio dell’autunno, avvicinarsi a quella immunità di gregge che fornirebbe al Paese la base giusta per una ripartenza piena nei mesi invernali, a cominciare dalla ripresa senza timori dall’anno scolastico.

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La possibilità di vaccinarsi anche in vacanza potrebbe ridurre l’effetto della rimozione collettiva del vaccino, cosa che è invece accaduta nell’estate 2020 (il coviddi non c’è più). Con la conseguente esplosione dei casi in autunno.

Vaccinazione in vacanza, l’operazione è complessa

Ma l’operazione non è così semplice. Come gestire la possibilità di vaccinarsi in una regione diversa da quella di residenza? Come organizzare gli hub e le prenotazioni? Come allestire la distribuzione delle dosi nelle località turistiche?

Insomma, non sarà così semplice.

Vaccinazione solo ai residenti che tornano

Per il governatore del Friuli Venezia Giulia, Fedriga, l’offerta di vaccino non dovrebbe essere così generalizzata. Ovvero, non si immagina di somministrarlo a chiunque sia in vacanza.

«Noi pensiamo – ha dichiarato – soprattutto a casi particolari di persone che hanno il domicilio dove lavorano, ad esempio a Roma, e la residenza in un’altra regione, dove è nata e dove torna in estate».

«Perché – continua Fedriga – non consentire di ricevere la seconda dose dove si trova in vacanza e magari ha ancora la residenza? Risulta, però, più complicato pensare a vaccinazioni di massa nelle località turistiche, indiscriminatamente per tutti».

Hub vaccinali sulle spiagge

Il problema per il governatore friulano non solo le dosi di vaccino, ma il personale. «Organizzare centri vaccinali aperti a tutti nelle mete turistiche rischia di mandare in crisi il sistema sanitario delle regioni con molti visitatori».

Dunque, vaccinazioni in vacanza sì, ma non per tutti. O meglio solo ai residenti nella stessa regione.

Ma si possono anche prevedere sulla costa degli hub vaccinali, magari a due passi dalle spiagge e riservati solo ai residenti in quella regione.

Un esperimento è stato immaginato nel Lazio dove nei giorni scorsi ha aperto un centro vaccinale a Ostia, all’interno del Centro federale Frecciarossa. Si iniettano fino a 800 vaccini al giorno.

Vaccinare gli operatori turistici

Anche l’Emilia Romagna pensa alle vaccinazioni in vacanza, sulla spiaggia. Ma non per i turisti: a essere immunizzati dal covid saranno gli operatori balneari. Una scelta che renderebbe le zone di mare più sicure per chi ci lavora e per chi va in vacanza.

Lo spiega bene il governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini: «Noi non abbiamo nessuna isola, però, visto che stiamo mettendo al riparo la popolazione anziana e la popolazione fragile, stiamo valutando sulle spiagge romagnole e nei luoghi di maggiore affollamento turistico se vaccinare gli operatori, quelli degli stabilimenti balneari, una volta che abbiamo raggiunto i target per le età, con una via anche prioritaria».

Lo stesso discorso si sta facendo anche per le isole, in Campania, in Sicilia (Eolie), in Toscana.

Anche in quel caso i vaccini sono somministrati ai residenti, non ai visitatori.

Cts: vaccinate sempre o ovunque

La vaccinazione in vacanza potrebbe essere una soluzione per non fermare la campagna vaccinale, ma i problemi organizzativi non sono semplici: prima dose in una regione, seconda in un’altra.

Le difficoltà potrebbero comunque essere superate, perché in estate ci saranno dosi di vaccini in abbondanza, quindi la suddivisione regionale potrebbe avere una importanza ridotta rispetto a oggi.

Per il Cts comunque non ci sono dubbi: non conta molto dove ci si somministra il vaccin, l’importante è farlo presto e a più persone possibili.

Quindi va bene anche la vaccinazione in vacanza. Vedremo.

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