Vaccinazione di massa contro il coronavirus: ecco il piano

Vaccinazione di mazza contro il coronavirus: così il nuovo commissario straordinario per l'emergenza covid ha strutturato l'organizzazione. Coinvolte centinaia di migliaia di persone, si vaccinerà anche nei centri commerciali e nelle scuole. Impegnati i medici di base, gli odotoriatri e i pediatri di prima scelta. Parziale immunità di gregge a fine luglio. A settembre l'80% degli italiani avrà ricevuto il vaccino.

5' di lettura

Vaccinazione contro il coronavirus, arriva l’accelerata. Tra una settimana è attesa la svolta e dovremmo passare dalle 170mila somministrazioni al giorno a 300mila, quasi il doppio. Ma l’obiettivo guarda un po’ più avanti, alla seconda metà di aprile, quando la vaccinazione dovrebbe raggiungere mezzo milione di persone ogni 24 ore. Obiettivo ambizioso, ma irrinunciabile se si vuole mettere in sicurezza il Paese entro la fine dell’estate.

Gli obiettivi: estate quasi in sicurezza

Una parziale immunità di gregge si ottiene con il 60% dei vaccinati (e un consistente calo di contagi, ricoveri e di conseguenza morti), potrebbe essere centrata entro la fine di luglio. A metà settembre si punta all’80%. Entro fine ottobre la più grande campagna vaccinale nella storia d’Italia (e del mondo), si dovrebbe concludere. In tutto 51 milioni di persone immunizzate (se si escludono i giovani con meno di 16 anni).

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Lo prevede il «Piano per la vaccinazione contro il Covid» elaborato dal generale Francesco Figliuolo, da qualche settimana commissario straordinario per l’emergenza coronavirus.

Tutte le forze in campo

Come si raggiunge questo obiettivo? Coinvolgendo l’intero Paese. Tutti in campo, forze dell’ordine (carabinieri, polizia, guardia di finanza), esercito, tutte le agenzie del ministero della Salute, la Protezione civile e la Croce Rossa. Tutti insieme e coordinati, con uno scopo soltanto: liberare l’Italia dalla Pandemia.

La Regioni e i protagonismi

Le Regioni non saranno lasciate “sole”. O meglio: l’organizzazione sarà fortemente centralizzata, anche per evitare sbilanciamenti tra una regione e l’altra, con una vaccinazione, come è accaduto fino a oggi, a molte e diverse velocità (o lentezze). Le Regioni dovranno comunque essere protagoniste sul territorio, operare in piena sinergia tra loro sotto il controllo e la supervisione del commissario straordinario.

Un modo anche per mettere fine a stupidi protagonisti e a governatori sfiduciati o con il petto in fuori perché si sentono più bravi degli altri. Al Paese non servono né gli uni, né gli altri. Dalla pandemia o esce tutta l’Italia insieme o non se ne esce.

Vaccinazioni, la distribuzione sarà capillare

La parola d’ordine è capillarità. Deve essere massima, per assicurare la vaccinazione a tutti e ovunque e nel più breve tempo possibile. La distribuzione del vaccino partirà dall’hub di Pratica di Mare. Le dosi saranno distribuite ai vari centri regionali di smistamento anche dalla Sda Express Courier, dalle Poste italiane, esercito e forze dell’ordine.

Nel nuovo piano per la vaccinazione di massa è stata prevista una riserva di vaccini, più o meno l’1,5% delle dosi. Saranno indirizzate dove si accendono focolai improvvisi e particolarmente importanti di contagio. Una scorta che sarà utilissima per contribuire a contenere la diffusione del coronavirus.

Settore medico coinvolto in pieno

Il settore medico sanitario sarà coinvolto in pieno. Non solo ospedali, ma anche medici di base (44mila), odontoiatri (60mila), specializzandi (23mila). In campo anche i medici del Coni.

Se avete fatto due conti altri 120mila somministratori di vaccini. A tutti questi potrebbero aggiungersi i medici aziendali, quelli convenzionati con gli ambulatori e i pediatri di libera scelta.

Due conti: se solo loro iniettano tre dosi di vaccino al giorno sono già 360mila. Si può fare. Anche perché dalla seconda metà di aprile, AstraZeneca o non AstraZeneca, ci dovrebbero essere dosi sufficienti. Al momento sono stati approvati 4 vaccini, e l’ultimo, quello prodotto dalla Johnson & Johnson, dovrebbe facilitare molto il compito: prevede una sola iniezione. Ma presto potrebbe arrivare un vaccino tedesco, quello russo e in rampa di lancio c’è anche il vaccino cinese (non lontano pure quello italiano di Reithera).

Le dosi di vaccino ci saranno

Sono arrivare fino a oggi in Italia quasi otto milioni di dosi di vaccini. Raddoppieranno nelle prossime tre settimane. Tra aprile e giugno dovrebbero esserne consegnate altre 52 milioni, e 84 entro l’autunno. Se non ci saranno ritardi clamorosi la copertura dell’intera popolazione è assicurata. (Tutti i numeri della vaccinazione ora, regione per regione)

Sarà allargata e di tanto la rete vaccinale. Oggi i punti di somministrazione sono 1.733. Nel nuovo piano vaccinale saranno coinvolti anche stabilimenti industriali, grande distribuzione, palestre, scuole, sedi di associazioni, la Caritas e altre organizzazioni cattoliche. Un po’ come accadde a Napoli durante la vaccinazione contro il colera: un milione e mezzo di somministrazioni in una settimana (così, tanto per ricordare).

Il nuovo piano sembra l’unico possibile per fare presto, per arginare la diffusione del coronavirus e delle temibili varianti. Ci chiediamo, ma il piano precedente, come era stato immaginato? E perché tutta questa fetta del Paese non era stata coinvolta nella «più grande vaccinazione di massa»?

Non lo sapremo mai, e a questo punto neppure ci interessa.

La fine della pandemia non è lontana

Il generale Figliuolo è un esperto di logistica. Che significa anche rendere semplici e praticabili organizzazioni complesse. Proprio per questo ha scelto di individuare tre linee operative, che devono camminare insieme: approvvigionamento e distribuzione, monitoraggio dei bisogni e somministrazione capillare. Solo così si potrà – si legge nel piano vaccinale – «ottimizzare e velocizzare l’intero processo vaccinale».

Saranno migliorate anche le strutture informatiche per la prenotazione dei vaccini (oggi vanno spesso in tilt appena c’è un picco di contatti). Saranno più centralizzate anche per avere una immediata visione di come sta procedendo nei singoli territori.

Sembra un piano vaccinale efficace e adeguatamente capillare. Che mette in gioco tutte le risorse e la logistica del Paese. Potremmo davvero essere vicini alla fine della pandemia tra qualche mese.

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