Vaccinazione: allo stadio e ai concerti chi è immunizzato

Vaccinazione: andrà allo stadio o ai concerti o in discoteca solo chi sarà immunizzato, è l'ipotesi al vaglio del governo per incentivare le somministrazioni. Scartata la possibilità di imporre l'obbligo. L'obiettivo è arrivare al 70% di immunizzati entro settembre. Ma resta il nodo di luglio e agosto quando la voglia di vacanze potrebbe far precipitare il numero delle vaccinazioni.

4' di lettura

Non sarà obbligatorio fare la vaccinazione, ma potrà andare allo stadio, ai concerti, nei palazzetti dello sport solo chi risulta immunizzato. Una sorta di incentivo per spingere, soprattutto i più giovani, a vaccinarsi contro il covid.

L’obiettivo è immunizzare più italiani possibile prima dell’autunno.

Il motivo è semplice: l’esperienza ormai acquisita insegna che dopo l’estate è probabile una risalita dei contagi. Ma non solo: è anche vero che in quel periodo le prime persone che sono state vaccinate avranno un ridotto numero di anticorpi e potrebbero avere bisogno di un terzo richiamo. Gli esperti hanno valutato che la durata della copertura vaccinale è di circa nove mesi.

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E quindi, chi ha avuto la vaccinazione tra gennaio e febbraio potrebbe essere di nuovo esposto al contagio.

I timori per l’estate

Ma cosa teme il governo? Un rallentamento della campagna vaccinale tra luglio e agosto, quando molti italiani saranno in vacanza, i contagi saranno scesi ancora e in troppi potrebbero decidere di rinunciare all’immunizzazione perché «tanto il peggio è passato».

Vaccinazione: obiettivo 70%

La campagna di vaccinazione dovrà raggiungere il 70% degli italiani entro la fine di settembre. Una cifra che renderebbe di fatto improbabile una nuova ondata di contagi. Costituirebbe un argine importante al coronavirus e fornirebbe la reale, concreta e forse definitiva consapevolezza che il prossimo non sarà un inverno come quello appena trascorso.

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Con il 70% di immunizzati il virus non avrebbe tante possibilità di circolare. E sicuramente non potrebbe creare problemi al sistema sanitario e imporre nuove e sanguinose chiusure.

Efficaci contro la variante indiana

C’è anche un dato che conforta: i vaccini AstraZeneca e Pfizer sono efficacia anche contro la variante indiana. Contro la mutazione che al momento suscita maggiore preoccupazione a livello globale, ritenuta il 60% più contagiosa della variante inglese.

Aumentare le somministrazioni

Ma come si raggiunge il traguardo del 70% di vaccinati?

Non certo continuando a somministrare 450, 500mila vaccini al giorno. Bisognerà quasi raddoppiare quel dato. E non sarà semplice, soprattutto perché bisognerà vedere cosa faranno gli italiani a luglio e agosto: rinunceranno o sposteranno le vacanze se coincidono con il giorno della vaccinazione?

La politica degli incentivi

Per questo motivo qualcuno ha pensato di introdurre l’obbligo di vaccinarsi. Ma la strada non sembra percorribile. E allora si è ipotizzato l’incentivo.

Ci spieghiamo. Tra un paio di mesi, se si accelera con le somministrazioni, in Italia potrebbero essere state vaccinate tutte le persone che desiderano farlo. Per spingere più persone a sottoporsi all’iniezione, si pensa di legare l’immunizzazione al ritorno allo stadio, ai concerti, nei palazzetti dello sport. Ma anche nelle discoteche.

Ma non solo: l’obbligo potrebbe essere esteso anche a chi prende un treno o sale in areo.

Di fatto, quindi, non ci sarebbe nessun obbligo a vaccinarsi, ma per chi non fa le limitazioni potrebbero essere davvero pesanti.

La vaccinazione degli adolescenti

Un altro impulso alla vaccinazione potrebbe arrivare entro la fine di maggio, quando l’Ema dovrebbe approvare il vaccino Pfizer anche per la fascia di età 12, 15 anni.

Un passaggio fondamentale per garantire la ripresa dell’anno scolastico in piena sicurezza.

Al momento gli italiani che hanno avuto almeno uno dose di vaccino sono 20,5 milioni, il 33 per cento della popolazione. Il 40% si raggiunge facile, già solo con le persone che si sono prenotate nelle scorse settimane.

L’incognita indecisi

Il punto cruciale ci sarà quando dovranno essere vaccinati gli indecisi. Non esistono dati statistici per valutare il numero delle persone ancora incerte sulla necessità di avere la vaccinazione. Ma potenzialmente potrebbero essere tra il 20 e il 40%.

Oltre agli indecisi c’è anche l’altro aspetto: come convincere i giovani tra i 20 e i 30 anni a rinunciare o comunque organizzare le vacanze in funzione delle vaccinazioni dopo un anno passato tra lockdown e restrizioni

Il successo della campagna vaccinale si gioca tutto lì. O quasi.

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