Vaccinazioni coronavirus, il piano di Draghi per fare presto

Vaccinazioni coronavirus: prende forma il piano di Draghi per dare una accelerata alla campagna di vaccinazione. La Protezione Civile diventa centrale e cercherà di rimediare al caos innescato dalle Regioni. L'obiettivo è arrivate a 600mila dosi al giorno. La strategia in Europa per accelerare sulle approvazioni dei vaccini.

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Il piano di Draghi per dare una svolta alla campagna di vaccinazione, quella che il premier ritiene sia essenziale per avviare con successo qualsiasi discorso di definitiva ripresa economica, prevede di superare il caos innescato dalle Regioni, che viaggiano a ritmo incostante, con evidenti differenze tra un territorio e l’altro, e sembrano in difficoltà rispetto ai numeri che una campagna di vaccinazione di massa dovrebbe prevedere appena sarà arrivato un numero sufficiente di vaccini.

Cambiano i vertici dell’emergenza coronavirus

L’uomo di Draghi per portare a compimento la svolta vaccini è Franco Gabrielli. L’ex capo della Polizia è stato nominato sottosegretario ai servizi e potrebbe ricevere dal presidente del Consiglio anche la delega per la sicurezza nazionale.

Gabrielli diventerebbe di fatto un super commissario per la gestione dell’emergenza coronavirus. Comprese il piano vaccinale. Insieme a lui anche il nuovo capo (si tratta comunque di un ritorno), della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

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La scelta di Gabrielli, per la delega alla sicurezza nazionale, non è ancora ufficiale. Ma sarebbe solo una questione di ore.

Cambiano i nomi dunque alla guida dell’emergenza. Ma cambia – si spera – anche il ritmo e l’organizzazione. L’obiettivo dichiarato è quello di somministrare 500/600mila dosi al giorno. La campagna per le vaccinazioni si velocizzerebbe di molto e completarsi anche prima della fine dell’anno.

Il presidente del Consiglio. Mario Draghi. ha anche una strategia europea per la vaccinazione. La parola d’ordine è “fare presto”. A cominciare dall’autorizzazione del vaccino Johnson&Johnson da parte dell’Agenzia Europea del Farmaco (è stato appena approvato da quella americana). I tempi previsti sono entro la seconda metà di marzo. Il premier vorrebbe accelerare.

Piano Draghi: in campo la Protezione Civile

Sarà dunque, sull’asse Gabrielli-Curcio, la Protezione Civile ad assumere un ruolo guida nella campagna delle vaccinazioni, mettendo in secondo piano le Regioni. Sembra una scelta logica, che forse poteva essere adottata anche prima. La Protezione Civile è stata già testata più volte nelle emergenze nazionali. Può utilizzare fino a 300mila volontari distribuiti in tutta la Penisola e coordinati dai dipartimenti regionali. Ma non solo ha una grande esperienza nella logistica (quindi allestire centri di vaccinazione). È chiaro che le iniezioni saranno competenza del personale sanitario (compresi i medici di base), e gestiti dalle Regioni (che ne hanno competenza).

Vaccini, accelerare sulle approvazioni

È necessario comunque incrementare il numero delle vaccinazioni giornaliere. Il picco attuale è di 120mila somministrazioni in 24 ore. Troppo poco, decisamente. Ma senza dosi sufficienti certi numeri non potranno essere mai raggiunti. Per questo, oltre a Johnson&Johnson, si punta all’approvazione del vaccino russo Sputnik 5, che sembra molto efficace.

Non sembra convincere molto la politica inglese della prima dose a tutti la seconda si vedrà. Sarà possibile con Johnson&Johnson, che è monodose, e in parte con Astrazeneca, che prevede la seconda somministrazione dopo tre mesi.

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