Vaccini, un fiume di miliardi: ecco chi si è arricchito

Chi guadagna miliardi dai vaccini contro il coronavirus? Le case farmaceutiche, certo. Ma non tutte. Ecco chi e quanto incasserà fino al 2023. I soldi potrebbero diventare molti di più se il vaccino anti covid dovesse diventare stagionale, come quello dell'influenza. Le variazioni in borsa, i miliardi intascati, le dosi vendute e da vendere.

10' di lettura

Siamo grati alle case farmaceutiche per aver trovato in tempi rapidi vaccini contro il coronavirus, ma quanto guadagnano le aziende? Un fiume di miliardi. Non tutte: alcune hanno navigato nella pandemia con l’obiettivo dichiarato di fare business, altre intascheranno meno, anche perché il loro prodotto è stato messo in vendita a prezzi molto bassi. L’obiettivo, per queste ultime, era soprattutto quello di fornire una via d’uscita planetaria al contagio da coronavirus.

Tra i vincitori di questa “competizione” ci sono sicuramente le americane Moderna e Pfizer. Aziende diverse, ma entrambe hanno messo in vendita il prodotto a più di 30 dollari a dose (e ne servono due).

Moderna è una casa farmaceutica molto giovane. È stata fondata 11 anni fa e fino a prima del coronavirus non aveva mai realizzato profitti. Ha un numero relativamente basso di dipendenti: prima della pandemia erano 830.

Storia del tutto diversa quella di Pfizer. È stata fondata nel 1849, ha 80.000 dipendenti e lo scorso anno ha realizzato un utile netto di 9.6 miliardi di dollari.

Queste due aziende si gonfieranno le tasche di soldi.

Altri produttori, come l’anglo-britannica AstraZeneca e l’americana Johnson &Johnson, si sono invece impegnate a fornire i vaccini per mettere fine al contagio senza scopo di lucro.

Per capire se i vaccini contro il coronavirus sono destinati a diventare una fonte stabile di denaro (e non limitata solo al 2021), sarà necessario capire se questi vaccini diventeranno come quello del morbillo, da fare una sola volta, o se invece avranno bisogno di un richiamo annuale, come quello per l’influenza. È chiaro che nel secondo caso il business dei vaccini contro il coronavirus si appresta a diventare il superbusiness delle case farmaceutiche.

Il prestigioso quotidiano inglese The Guardian, ha analizzato una per una le aziende farmaceutiche e i guadagni che si apprestano a fare con le consegne dei vaccini in tutto il mondo. Alcuni azionisti hanno già accumulato una fortuna.

Pfizer / BioNTech (vaccino mRNA)

Il vaccino Comirnaty di Pfizer, è stato sviluppato insieme alla tedesca BioNTech, e si basa sull’RNA messaggero riprogettato. In pratica c’è una molecola che invia istruzioni genetiche dal DNA al meccanismo di produzione delle proteine di una cellula. È stato il primo vaccino a essere approvato. Deve essere conservato a temperature estremamente basse (-70 gradi). I governi hanno ordinato circa 780 milioni di dosi, inclusi gli Stati Uniti (200 milioni di dosi per $ 3,9 miliardi) e la Commissione europea (300 milioni), mentre 40 milioni di dosi andranno alle nazioni a basso reddito con la struttura Covax. Costa 39 dollari per due dosi negli Stati Uniti e circa 30 dollari nell’Unione Europea.

Incassi previsti nel 2021: tra i 15 e i 30 miliardi

Pfizer, che divide i costi e i margini di profitto equamente con BioNTech, prevede 15 miliardi di vendite nel 2021 sulla base degli accordi che sono stati stipulati nel 2020. Il saldo finale potrebbe essere il doppio: Pfizer afferma che quest’anno può potenzialmente fornire 2 miliardi di dosi. Gli analisti prevedono un fatturato di 21,5 miliardi di dollari nel 2021, 8,6 miliardi di dollari il prossimo anno e 1,95 miliardi di dollari nel 2023, supponendo che serva vaccinarsi una sola volta e non tutti gli anni.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

Pfizer: + 1,8%

BioNTech: + 156%

I due fondatori di BioNTech, Ugur Sahin e Özlem Türeci, marito e moglie, sono diventati multimiliardari l’anno scorso, quando l’accordo con Pfizer e il potenziale vaccino hanno fatto lievitare le azioni della loro azienda.

Moderna (vaccino mRNA)

Anche il vaccino di Moderna, società biotecnologica statunitense con sede in Massachusetts, deve essere conservato a una temperatura di congelamento (-20 gradi). Il Regno Unito ha ordinato 17 milioni di dosi, l’UE ne ha acquistate 310 milioni con un’opzione per altre 150 milioni nel 2022, mentre il governo degli Stati Uniti ha ordinato 300 milioni di dosi. Il Giappone 50 milioni. Le due dosi di Moderna costano 30 dollari negli Stati Uniti e 36 nell’UE.

Incassi previsti nel 2021: tra i 18 e i 20 miliardi di dollari

Moderna prevede per il 2021 un fatturato di 18,4 miliardi di dollari. Secondo gli analisti l’aziedna farmaceutica incasserà di 19,6 miliardi di dollari nel 2021, 12,2 miliardi di dollari nel 2022 e 11,4 miliardi di dollari nel 2023. Ipotizzando in questo caso la necessità di ripetere le vaccinazioni ogni anno.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

+ 372%

Un gruppo di investitori che ha sostenuto la società quando è stata fondata nel 2010 e ha ottenuto rendimenti molto sostanziosi. L’amministratore delegato, Stéphane Bancel, un dirigente francese di 48 anni, possiede il 9% delle azioni, che ora valgono quasi 5 miliardi di dollari.

Johnson & Johnson (Vaccino adenovirus)

Il vaccino di J&J , il primo vaccino Covid-19 monodose, è stato sviluppato dalla sua divisione Janssen in Belgio. Utilizza l’adenovirus-26, una rara variante del virus del raffreddore. È stato approvato negli Stati Uniti a fine febbraio e può essere conservato a temperature standard del frigorifero per almeno tre mesi. I grandi ordini includono gli Stati Uniti, il Regno Unito (30 milioni di dosi più un’opzione per 22 milioni), l’UE (fino a 400 milioni di dosi) e le nazioni Covax, quelle più povere e fragili (500 milioni di dosi fino al 2022).

Incassi previsti nel 2021: fino a 10 miliardi di dollari

L’azienda mira a fornire almeno 1 miliardo di dosi quest’anno, che genererebbero 10 miliardi. Il governo degli Stati Uniti ha ordinato 100 milioni di dosi, con la possibilità di acquistarne altri 200 milioni, e sta pagando 10 dollari a dose.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

+ 7,7%

AstraZeneca (Vaccino vettoriale adenovirus)

Il vaccino sviluppato con l’Università di Oxford utilizza un virus del raffreddore di scimpanzé modificato e può essere conservato a temperatura di frigorifero. I vaccini virali utilizzano un virus innocuo per fornire un pezzo di codice genetico alle cellule. Grandi ordini sono arrivati ​​dal Regno Unito (100 milioni), dall’UE (fino a 400 milioni), dagli Stati Uniti (300 milioni) e dal Giappone (120 milioni ).

Incassi previste nel 2021: tra i due e i tre miliardi di dollari

Gli analisti prevedono incassi di 1,9 miliardi di dollari quest’anno e 3 miliardi nel 2022. La cifra per il 2021 potrebbe essere molto più alta se AstraZeneca raggiungesse il suo ambizioso obiettivo di produrre 3 miliardi di dosi. L’azienda si è impegnata a fornire il vaccino senza scopo di lucro durante questa pandemia. Il costo del vaccino è tra 4,40 e 10 dollari per due dosi.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

-8,6%

Sinovac (Vaccino virale inattivato)

Il vaccino CoronaVac è stato somministrato per uso di emergenza in diverse città cinesi dalla scorsa estate ed è stato approvato dal regolatore cinese all’inizio di febbraio. Sinovac, ha sede a Pechino, e ha stretto accordi con Brasile, Cile, Singapore, Malesia e Filippine. A gennaio, la Turchia e l’Indonesia hanno dato il via alle loro campagne di vaccinazione con il vaccino.

Sinovac prevede anche di fornire 10 milioni di dosi di vaccino alle nazioni Covax.

Incassi previsti nel 2021: miliardi di dollari (ma non è stato possibile accertare nel dettaglio)

Sinovac afferma di poter produrre più di 1 miliardo di dosi quest’anno. Il vaccino ha un prezzo, in Cina, di 60 dollari per due dosi. Il partner indonesiano di Sinovac Bio Farma, che ha ordinato almeno 40 milioni di dosi, ha dichiarato che lì costerebbe 27.20 dollari per due dosi.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

-21,6%

Istituto Gamaleya / Fondo russo (Vaccino adenovirus)

Sebbene non sia stato ancora stato approvato dal regolatore dell’UE, l’Ungheria e la Slovacchia hanno già acquistato e stanno somministrando il vaccino russo Sputnik V. In totale, più di 50 paesi, tra cui Iran, Algeria e Messico, lo hanno ordinato. AstraZeneca sta testando una combinazione a due dosi del suo vaccino con Sputnik.

Incassi previsti nel 2021: poco chiare, ma forse miliardi

Gli sviluppatori si stanno impegnando per produrre in serie lo Sputnik in Russia, ma il mese scorso RDIF, un fondo sovrano, ha dichiarato al Financial Times di aver firmato contratti con 15 produttori in 10 paesi per produrre 1,4 miliardi di dosi. Gli sviluppatori hanno dichiarato che il costo internazionale del vaccino è di 20 dollari, o anche meno, per le due dosi. In Russia lo stanno fornendo gratuitamente.

Novavax (Vaccino proteico ricombinante)

Il vaccino Novavax utilizza il piccolo frammento di una versione prodotta in laboratorio della proteina spike Sars-CoV-2. L’azienda statunitense spera di ottenere l’approvazione normativa nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri paesi durante il primo semestre del 2021.

L’azienda studia vaccini da oltre 30 anni e non ha mai ricevuto l’approvazione di un prodotto. Finora ha accettato di fornire 300 milioni di dosi, inclusi Regno Unito (60 milioni di dosi), UE, Canada e Australia. Spera di produrre 150 milioni di dosi al mese e dovrebbe essere più economico dei concorrenti. Secondo il Financial Times, la società ha accettato di venderlo per 3 dollari a dose in Africa. Il vaccino potrà essere conservato a temperatura di frigorifero.

Incassi previsti nel 2021: diversi miliardi (se approvato)

Sulla base di questi accordi, Novavax ha dichiarato che nei prossimi mesi potrebbe incassare potenzialmente diversi miliardi di dollari. Una cifra che potrebbe aumentare perché Novavax prevede di produrre 2 miliardi di dosi all’anno entro la metà del 2021, grazie a una partnership con il Serum Institute of India.

Variazione del prezzo delle azioni negli ultimi 12 mesi

+ 1.128%

I maggiori guadagni finanziari andranno ai gestori di fondi come Vanguard e BlackRock, che sono i maggiori azionisti.

CureVac (vaccino mRNA)

CureVac prevede di pubblicare i risultati in fase avanzata per il suo vaccino CVnCov ad aprile e spera di ottenere l’approvazione dell’UE entro giugno. L’UE ha preordinato 225 milioni di dosi con la possibilità di acquistarne altri 180 milioni. A differenza di altri vaccini a mRNA, l’iniezione di CureVac può essere conservata a temperatura di frigorifero. Insieme a GSK, che possiede quasi il 10% dell’azienda tedesca, sta cercando di sviluppare iniezioni di nuova generazione per più varianti Covid-19 emergenti in un unico vaccino.

Incassi previsti nel 2021: poco chiari, i prezzi non sono stati ancora resi noti.

La biotecnologia mira a produrre fino a 300 milioni di dosi quest’anno e da 600 milioni a 1 miliardo di dosi nel 2022. CureVac afferma che il suo vaccino richiede un ingrediente meno attivo rispetto ai concorrenti, ma insiste sul fatto che non può ancora valutare il costo di una singola dose.

Variazione del prezzo delle azioni

+ 45,5%

Il maggiore azionista è il miliardario tedesco Dietmar Hopp, il co-fondatore della società di software SAP. Possiede più dell’80% di CureVac, che ora vale più di 12 miliardi di dollari.

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