Vaccini, effetti collaterali: Pfizer, Moderna e Astrazeneca

Vaccini contro il coronavirus: ecco tutte le reazioni avverse che si sono registrate in Italia dopo la somministrazione di Pfizer, Moderna e AstraZeneca. Gli effetti collaterali più comuni, quelli più gravi e il caso delle 40 persone che sono morte dopo aver ricevuto il vaccino. Il dato sugli choc anafilattici. L'età e il sesso delle persone che hanno subito più spesso delle conseguenze indesiderate.

5' di lettura

Vaccini ed effetti collaterali: a quasi tre mesi dall’inizio delle somministrazioni in Italia si può fare un primo bilancio. Analizzando, con i dati a disposizione, cose è accaduto a quanti hanno già ricevuto una o due dosi di Pfizer, Moderna o AstraZeneca, in attesa del vaccino Johnson e Jhonson che dovrebbe essere approvato oggi dall’Ema e quindi sarà presto, consegne permettendo, integrato agli altri tre, con il vantaggio che basta una sola dose.

Sono circolate molte voci in questa settimana. In particolare per gli effetti del vaccino AstraZeneca, che provocherebbe dolori e febbre, soprattutto il giorno dopo la somministrazione. È così? Ci sono stati casi gravi dopo la vaccinazione? Come reagisce l’organismo?

Proviamo a rispondere

Tutte le reazioni avverse

Dall’inizio della somministrazione dei vaccini (fine dicembre), a tutto febbraio, sono state segnalate 729 reazioni avverse ogni 100.000 vaccinazioni. A prescindere dal tipo di prodotto.

Le segnalazioni riguardano in particolare il vaccino Pfizer (96%), ma soprattutto perché è stato nettamente quello più utilizzato. Poi Moderna (1%) e AstraZeneca (3%).

Le reazioni sono quasi tutte di lieve entità: febbre, cefalea, dolori muscolari e articolari, dolore dove è stato iniettato il vaccino, brividi e nausea.

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La febbre è un sintomo che si manifesta con maggiore frequenza dopo la dose di richiamo. Gli altri due sintomi più comuni solo la cefalea e la stanchezza. Quasi tutti si manifestano il giorno dopo l’iniezione.

I dati sulle reazioni avverse sono stati diffusi ieri dalla Rete nazionale di Farmaco sorveglianza. Questi i numeri (si riferiscono alla fine di febbraio):

  • Vaccinazioni: 4.118.277
  • Reazioni avverse: 30.017

Tasso di segnalazione:

  • Donne: 907 ogni 100.000 dosi
  • Uomini: 424 ogni 100.000 dosi

L’età media delle persone che hanno avuto effetti collaterali è di 46 anni.

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Gli eventi gravi sono stati 44 ogni 100.000 dosi. Sono tutte in corso di accertamenti, ovvero si sta analizzando caso per caso per verificare se gli effetti sono da attribuire direttamente alla somministrazione del vaccino.

Pfizer

Per il vaccino Pfizer la più alta percentuale di effetti collaterali riguarda la febbre e soprattutto dopo la seconda dose. Poi: dolori, stanchezza e brividi. Nel 94% dei casi questi sintomi sono catalogati sotto la voce «non grave».

Gli altri effetti indesiderati dopo l’iniezione del vaccino Pfizer solo:

  • cefalea
  • parestesia
  • dolori muscolari e articolari
  • nausea
  • diarrea

Le segnalazioni relative al vaccino Pfizer sono state 1.700

Gli altri sintomi segnalati sono:

  • reazioni tipo allergico
  • linfoademopatia
  • parestesia
  • tachicardia
  • crisi ipertensiva
  • paralisi facciale

Moderna

Per quanto riguarda Moderna, che dei tre vaccini è stato quello meno somministrato, gli effetti collaterali riguardano, nell’ordine:

  • febbre
  • stanchezza
  • dolore dove è stata fatta l’iniezione
  • Sono 32 le reazioni avverse considerate gravi:
  • febbre alta
  • dolori muscolari e articolari diffusi

AstraZeneca

Per AstraZenaca le reazioni avverse dopo la vaccinazioni sono state:

  • febbre
  • brividi
  • stanchezza
  • dolore in sede di iniezione

Il 90% delle reazioni non sono ritenute gravi

Sono invece 79 le reazioni avverse considerate gravi, e riguardano questi sintomi:

  • Febbre alta
  • tremore
  • vertigine
  • sudorazione eccessiva
  • sonnolenza
  • difficoltà respiratorie
  • dolore generalizzato

Quaranta morti

Sono state 40, entro il 26 febbraio, le segnalazioni di morte dopo il vaccino. Al momento la valutazione di ogni singolo caso sembra escludere la responsabilità del vaccino. Si tratta di persone che aveva già gravi patologie e assumevano molti farmaci. L’età media delle persone che sono morte dopo aver ricevuto il vaccino è di 86 anni. Spesso la morte è stata causata da patologie cardiovascolari.

Choc anafilattico

L’anafilassi (choc anafilattico), è di certo un evento grave e potenzialmente letale. Si presenta in media in un caso su un milione dopo aver fatto i vaccini contro il coronavirus.

I sintomi compaiono rapidamente (entro 30 minuti dalla somministrazione). I sintomi coinvolgono le vie respiratorie e l’apparato cardiocircolatorio, associati a reazioni alla pelle e alle mucose.

Non ci sono casi di decesso a seguito di shock anafilattico o reazioni allergiche importanti.

Dopo le somministrazioni di vaccini contro il coronavirus si sono registrati alcuni casi di anafilassi.

I dati che arrivano dagli Stati Uniti (dove sono già state inoculate molte dosi), si sono registrati:

  • 4.7 casi ogni milione di dosi di vaccino Pfizer
  • 2.5 casi per milione per il vaccino Moderna.

Quasi tutti i casi riguardano donne e spesso si tratta di persone che già in passato hanno avuto allergie o reazioni allergiche ad altre sostanze e choc anafilattici dopo la somministrazioni dei vaccini.

Si ritiene che a causare gli choc anafilattici sia stato il polietilenglicole (Peg), una delle componenti dei lipidi che avvolgono l’mRna.

È anche per questo motivo che tutte le persone vaccinate devono rimanere in osservazione per almeno 15 minuti dopo aver fatto il vaccino. Se ci sono dei fattori di rischio il tempo di attesa dopo la somministrazione arriva a 60 minuti.

In questi mesi sono state segnalati 25 choc anafilattici dopo la somministrazione di Pfizer e nessuna per Moderna e Astrazeneca (da ricordare che con gli ultimi due sono state vaccinate molte meno persone).

Mancanza di efficacia

Ci sono anche state 20 segnalazioni, che riguardano il vaccino Pfizer, di una possibile mancanza di efficacia della vaccinazione. Il prodotto non ha provocato una risposta immunitaria sufficiente o non ha protetto contro la malattia.

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