Vaccini. L’unica soluzione? Produrli in Italia

Produrre i vaccini in Italia per aggirare le restrizioni alla produzione imposte dalle case farmaceutiche: De Luca, Salvini, Zaia e Zingaretti sulla stessa linea. Per De Luca se si attrezzassero da subito le aziende in estate si potrebbe avviare la produzione.

Vaccini. L'unica soluzione? Produrli in Italia
Produrre i vaccini in Italia per aggirare le restrizioni alla produzione imposte dalle case farmaceutiche: De Luca, Salvini, Zaia e Zingaretti sulla stessa linea.
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Vaccini in Italia. Per una volta De Luca, Salvini, Zingaretti e Zaia sono sulla stessa linea. Il miracolo politico si è materializzato di fronte alla proposta quasi identica formulata dai quattro: produrre i vaccini in Italia per non essere costretti a rincorrere le fluttuanti consegne delle case farmaceutiche.

«Ci auguriamo – ha dichiarato De Luca – che il nuovo governo dia un’accelerazione ma non c’è da farsi grandi illusioni, io credo che dobbiamo accelerare i tempi di valutazione dei vaccini di Aifa ed Ema e cominciare a produrre in Italia le dosi».

«I tempi di attività delle agenzie di controllo Aifa ed Ema – ha continuato il governatore – sono incompatibili con i tempi dell’epidemia, non possiamo perdere mesi, per affrontare una pandemia si deve accelerare. Le due agenzie devono lavorare anche la notte e devono essere valutati tutti i vaccini presenti nel mondo. Poi dovremmo produrre in Italia i vaccini».

De Luca: possiamo adeguare le tecnologie

«Quando ci dicono – ha aggiunto De Luca – che ci vogliono mesi per adeguare le tecnologie, io dico che se cominciamo a lavorare oggi, 24 ore al giorno, a giugno, luglio, agosto abbiamo le tecnologie, in modo particolare i bioreattori che servono per produrre i vaccini, ma se non abbiamo capacità di programmazione arriveremo sempre tardi».

Le incertezze dei medici

«Rimaniamo sconcertati – ha continuato – dagli improvvisi tagli delle forniture dei vaccini. Dal governo non ci dicono assolutamente niente, l’interlocuzione con l’attuale commissario (Domenico Arcuri, ndr) è pessima e non abbiamo la possibilità di fare una programmazione».

«Un direttore generale di una Asl – ha dichiarato De Luca – ad oggi, fine febbraio, non sa con certezza quanti vaccini avrà a marzo, questo vuol dire che se devi vaccinare un cittadino che deve avere poi il richiamo, devi pensarci venti volte perché senza garanzia che arrivi il vaccino tu crei un danno al cittadino».

A Zaia dico: i vaccini non sono grappa

«Acquistare i vaccini attraverso gli intermediari penso sia una bestialità, qualche collega del Veneto lo ha proposto, mi permetto di osservare che i vaccini sono diversi dalla grappa barricata, quella puoi comprarla con gli intermediari e neanche quella se la vuoi di qualità».

«I vaccini – ha concluso il governatore della Campania – assolutamente non si possono prendere dagli intermediari. Vanno acquistati con rapporti tra governi nazionali e regionali ma interloquendo con le aziende produttrici e subordinando tutto alle verifiche delle agenzie di controllo sanitario, l’Ema o perlomeno l’Aifa a livello nazionale. A queste condizioni si può cercare anche sul mercato».

Zingaretti: produciamoli sul nostro territorio

«La campagna dei vaccini – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti – sta andando avanti, noi come regione Lazio siamo pronti, anzi se ci fossero più vaccini ne faremmo molti e molti di più e, anche per questo, è importante nelle prossime settimane impegnarci come sistema Paese per permettere alle nostre aziende farmaceutiche di produrre il vaccino sul nostro territorio».

Il governatore è stato chiaro, servono le dosi dei vaccini ed è necessario «spingere affinché le case farmaceutiche, anche quelle col brevetto, permettano la produzione industriale dei vaccini anti covid in tutti i siti che possono produrre».

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«Il Lazio – ha concluso Zingaretti – lo può fare e lo farà per quel che riguarda il vaccino italiano, ma credo che anche le grande aziende che hanno i brevetti degli altri vaccini dovrebbero metterlo a disposizione per una produzione negli impianti industriali che lo possono fare».

Salvini: sovranità vaccinale

Sulla stessa linea, o quasi, anche il segretario della Lega, Matteo Salvini.

«Ho sentito – ha dichiarato – il ministro Giorgetti e penso già domani inviterà le aziende farmaceutiche Pfizer, Astrazeneca, Johnson&Johnson per ipotizzare una sovranità vaccinale italiana, cioè una produzione italiana del vaccino, senza dipendere dalla multinazionale tedesca, americana, cinese, giapponese».

«Spero – ha invece dichiarato il governatore del Veneto, Luca Zaia – che il presidente Draghi, dall’altro della sua autorevolezza e il suo standing internazionale, ci possa dare una mano a rimpinguare le scorte di vaccini».

«Noi abbiamo necessità di vaccinare – ha concluso Zaia – se immaginassimo di avere vaccini a sufficienza, noi potremmo fare 50 mila vaccini al giorno».

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