Vaccini in pillole o con spray nasale contro il coronavirus

Vaccini in pillole o con spray nasale: la seconda generazione di vaccini potrebbe non prevedere l'iniezione. Sarebbe un grande vantaggio. Molte aziende sono all'opera, i risultati definitivi previsti nel 2022. Potrebbero essere molto efficaci anche contro le varianti.

4' di lettura

Vaccini in pillole. La prossima generazione di vaccini contro il covid potrebbe non essere iniettata ma assunta come una pillola e uno spray nasale. Sono diverse le aziende che hanno messo al lavoro i laboratori per questa soluzione. Potrebbe essere una scelta decisiva per arginare la pandemia, anche in futuro, quando la copertura assicurata dalle dosi somministrate in questi mesi sarà finita.

Prendere una pillola non presuppone lo stesso spiegamento di personale specializzato nei centri per la vaccinazione.

Vaccini in pillole, semplici da distribuire

I vaccini in pillole offrono anche un’altra garanzia, sarà più semplice distribuirli in ogni parte del pianeta, l’unico modo per evitare che si ripresenti, di anno in anno, una forma di covid mutata e magari resistente ai vaccini.

Quando saranno pronte

Il vaccino spray nasale potrebbe essere disponibile già nel 2022. Gli scienziati sono al lavoro perché dovrà essere valutata con studi clinici la sua efficacia. Chiaro che in parallelo la sperimentazione riguarda prodotti che saranno in grado di arginare la diffusione di tutte le varianti.

Ricercatori all’opera

Al momento sono cinque le aziende che stanno sviluppando i vaccini in pillole. Due sono già passate alla sperimentazione clinica di Fase 1.

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Tredici case farmaceutiche invece stanno lavorando al vaccino spray nasale e sono cinque le aziende passate alla fase iniziale delle sperimentazioni cliniche.

La ricerca dei vaccini in pillole o con spray nasale sono quasi tutte negli Stati Uniti.

Per capire meglio come funzionano (o funzioneranno), facciamo un piccolo passo indietro e spieghiamo in breve come agiscono i vaccini iniettabili, per capirci quelli tradizionali (che avete fatto o farete).

Gli attuali vaccini contro il covid aiutano il nostro organismo a sviluppare l’immunità fornendo linfociti T e linfociti B, di memoria. Questi ultimi globuli bianchi sono importanti, perché ricordano come combattere il coronavirus. Un “ricordo” fondamentale se in futuro il coronavirus dovesse aggredire il nostro corpo.

Come funzionano gli attuali vaccini

I vaccini che si stanno iniettando nel mondo sono di tre tipi:

quello con l’mRNA messaggero (Pfizer e Moderna): contiene del materiale del virus che ha il compito di istruire le nostre cellule e creare una proteina unica che consente di combattere il coronavirus, anche in futuro;

c’è poi il vaccino della subunità proteica, che contiene proteine innocue del virus invece dell’intero germe. Dopo aver avuto la vaccinazione il corpo sarà in grado di riconoscere la proteina e ricorderà anche come combattere il virus;

il terzo tipo di vaccino è quello vettoriale (AstraZeneca e Johnson e Johnson), che contiene la versione modificata di un virus diverso (adenovirus). Quando il vettore virale è nella cellula, le cellule producono una proteina che poi viene ricopiata. Una attività che sollecita il nostro corpo a costruire i linfociti T e B che possono proteggere dal coronavirus.

Vaccini in pillole come funzioneranno?

Una delle aziende impegnate nella realizzazione di vaccini in pillole (o una compressa solubile) è la ImmunityBio, che è stata già autorizzata per passare alla fase 1 della sperimentazione clinica.

E dunque, se i vaccini iniettabili stimolano la risposta immunitaria per generare gli anticorpi che dovranno poi combattere la proteina del coronavirus, il vaccino ImmnunityBio, prende di mira sia la proteina spike, quella esterna e più soggetta alle mutazioni, sia la proteina interna, più stabile. Ma attiva anche gli anticorpi, ovvero le cellule B della memoria e le cellule T contro il coronavirus.

Un’altra azienda al lavoro sul vaccino di nuova generazione è Altimmune. In questo caso gli scienziati si stanno concentrando sulla soluzione “spray nasale”.

Questo sistema (quello dello spray nasale), è progettato per stimolare una risposta immunitaria proprio dove il virus entra nel corpo, aumentando l’immunità della mucosa nella cavità nasale.

Al momento è ancora presto per capire se la prossima generazione di vaccini covid sarà in pillole o spray nasale, anche perché si dovrà stabilire se la loro efficacia sarà paragonabile a quella dei vaccini che si stanno iniettando in questi mesi.

Vaccini in pillole? L’esempio della polio

La storia della medicina ha però numerosi esempi di versioni orali di un vaccino da assumere dopo le dosi iniettabili.

Un esempio? Nel 1953 il vaccino contro la polio è stato introdotto sul mercato iniettabile. Nove anni dopo gli scienziati hanno sviluppato la versione orale, che ha contribuito in maniera determinate a eliminare il poliovirus dal pianeta.

Quindi ci sono dei procedenti.

Un enorme vantaggio contro il coronavirus

Chiaro che vaccini in pillole o con spray nasale sono molto più semplici da somministrare e possono contrastare in maniera efficace le varianti, un sistema che garantirebbe se non la completa eliminazione del coronavirus, almeno una efficace prevenzione e una riduzione drastica degli effetti.

Senza dimenticare un altro particolare: i vaccini in pillole o con spray nasale si conservano a temperatura ambiente. Un altro importante vantaggio per distribuirlo senza problemi in ogni parte del pianeta.

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