Vaccino AstraZeneca, le autopsie: morti per cause naturali

Si sono concluse le prime autopsie sulle persone che sono morte in Italia dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca, i risultati escludono connessioni con il vaccino. Sarebbero morte per cause naturali. Si attende l'esito degli esami istologici per altre vittime. In Italia ogni anno perdono la vita per morti improvvise 70mila persone. Per ora il vaccino in alcuni soggetti sta causando solo un calo accertato delle piastrine, che non è causa di trombosi.

Vaccino AstraZeneca, le autopsie: morti per cause naturali
Si sono concluse le prime autopsia sulle persone che sono morte in Italia dopo aver ricevuto il vaccino AstraZeneca, i risultati escludono connessioni con il vaccino
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I primi risultati delle autopsie sulle persone morte dopo la somministrazione del vaccino AstraZeneca sembrano escludere qualsiasi connessione con l’iniezione. Sarebbero morte per cause naturali.

In Italia sono morte otto persone. A gela, Catania, Napoli, Trapani, Biella e Roma. Sono state avviate altrettante inchieste, spesso contro ignoti, ed esami autoptici sulle persone che hanno perso la vita.

La morte del bidello di 58 anni e quella di un insegnante di 62, entrambi napoletani, non sono state causate dal vaccino, così come i decessi di un professore di musica di 57 anni, originario di Biella e di un carabiniere 54enne residente a Trapani.

Il vaccino AstraZeneca non sembra dunque la causa, sarebbero morti con o senza la somministrazione del prodotto contro il coronavirus.

Restano ancora da accertare le cause dei decessi di un 43enne sottufficiale di Marina a Siracusa, di un poliziotto di 50 anni di Catania e di un insegnante di 37 anni di Gela. Per questi casi si attende l’esito definitivo dell’autopsia.

In attesa degli esami istologici

È ancora presto comunque per pronunciare una parola conclusiva. In alcuni casi si attende l’esito degli esami istologici che potrebbero chiarire ogni dubbio. Si dovrà aspettare almeno venti giorni.

Non è stata dovuta alla vaccinazione dunque la morte di Annamaria Mantile, l’insegnante di 62 anni, napoletana. Il 27 febbraio è stata immunizzata, quattro giorni dopo un malore l’ha uccisa. Un caso che aveva destato sospetti perché la donna non soffriva di problemi di salute. L’autopsia ha dimostrato che il decesso è stato causato da un infarto intestinale e non è dunque la conseguenza della vaccinazione.

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Anche per l’altra vittima napoletana, il collaboratore scolastico Vincenzo Russo, l’autopsia ha escluso ogni possibile collegamento con la vaccinazione.

Morti improvvise in Italia

Sarebbero dunque morti casuali, che si sarebbero verificate a prescindere dall’inoculazione del vaccino. E del resto le morti improvvise in Italia sono circa 70mila ogni anno, causate da una serie di patologie diverse. Continueranno a verificarsi, anche durante questa campagna di vaccinazione.

Ma quello che ora l’Ema dovrà accertare è se il vaccino AstraZeneca può essere o meno responsabile di coaguli di sangue. Per ora si è constatato in alcuni soggetti vaccinati un calo delle piastrine, che però può essere causa di emorragia, non di trombosi.

Le analisi nel resto d’Europa

Altre analisi sono in corso nel resto d’Europa, su diversi casi ritenuti sospetti. In ogni modo bisogna fare in fretta. Per togliere qualsiasi traccia di dubbio (anche a chi si è vaccinato), e assicurare la popolazione sulla sicurezza del vaccino AstraZeneca. In caso contrario, e se cioè dovesse essere accertata la pericolosità del prodotto, scegliere altre strade (in questo caso altri vaccini), per portare a termine la campagna vaccinale.

Dai primi risultati sembra non ci siano connessioni tra la somministrazione del vaccino e i decessi. Siamo tutti in attesa comunque di una risposta definitiva.

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