Vaccino AstraZeneca: coaguli, rischi, seconda dose

Vaccino AstraZeneca: facciamo il punto sul vaccino e sui possibili rischi legati alla somministrazione, dai coaguli alle piastrine basse. Come si stanno comportando nel resto d'Europa? Ci sono rischi per chi deve fare la seconda dose? Quali sono i segnali di un possibile coagulo di sangue?

9' di lettura

Tante domande sul vaccino AstraZeneca. Dai sospetti sui possibili coaguli di sangue al mantra di questi giorni: i rischi sono molto inferiori ai benefici. In questo articolo abbiamo cercato di rispondere a tutti i dubbi sul prodotto anglo svedese che è ritenuto una delle chiavi, non l’unica, per uscire il prima possibile dalla pandemia e dalle restrizioni.

Il vaccino AstraZeneca viene utilizzato in almeno 115 Paesi del mondo. Una buona parte del pianeta, dunque. Ma nell’ultimo mese si sono verificati diversi casi di coagulazioni del sangue, alcuni con esiti fatali. Molte nazioni europee, proprio per questo, hanno deciso di ripensare il suo utilizzo che non sarà più previsto per tutte le fasce di età.

Molti di questi Paesi – come buona parte di quelli dell’Unione Europea – hanno a disposizione vaccini alternativi. In tanti stati i governi hanno deciso di utilizzare il vaccino AstraZeneca solo sugli anziani, una fascia d’età dove quei coaguli di sangue si sono verificati in numero inferiore (rispetto, lo ripetiamo, a casi che sono già molto rari). In altre nazioni la scelta è stata più drastica: Astrazeneca non si usa più.

Studiosi ed enti regolatori dei farmaci, anche per l’incidenza estremamente bassa delle coagulazioni, stanno cercando di sensibilizzare l’opinione pubblica: gli effetti collaterali frequenti, dal mal di testa al dolore addominale, più comuni tra i giovani vaccinati con AstraZeneca, non sono né preoccupanti, né durano più di qualche giorno.

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Ma tutte queste notizie, rischiano di alimentare la preoccupazione dell’opinione pubblica e aumentare il numero di persone che decide di non vaccinarsi con AstreaZeneca. E ricordiamo che in diverse Nazioni quello di AstraZeneca (che costa molto di meno), è l’unico vaccino disponibile. Interrompere Astrazeneca significa interrompere la campagna di vaccinazione.

Cerchiamo di capire insieme quali sono i rischi effettivi e quali sono le possibili, ma rare, patologie che in alcuni casi sono state innescati dal vaccino anglo svedese.

Cos’è un coagulo di sangue e da cosa viene generato?

Un coagulo di sangue è un grumo di sangue ispessito e gelatinoso che può bloccare la circolazione. I coaguli si formano quando ci sono delle lesioni, ma possono anche essere provocati da malattie. Tra queste il cancro, patologie genetiche, diversi farmaci e un prolungato riposo a letto. Lo stesso covid può causare seri problemi alla circolazione. I coaguli che si formano nelle gambe a volte si staccano e arrivano ai polmoni. Più raramente al cervello, dove possono essere mortali.

I coaguli riscontrati in alcuni pazienti che hanno assunto il vaccino AstraZeneca hanno suscitato preoccupazione per una insolita varietà di sintomi: blocco delle vene principali, spesso sono quelle che drenano il sangue del cervello, combinato con piastrine basse. E le piastrine son un componente che ha una rilevanza importante nella coagulazione.

I ricercatori in Germania e in Norvegia hanno scoperto sulle persone che hanno sviluppato il disturbo della coagulazione dopo aver assunto il vaccino AstraZeneca, la produzione di anticorpi che attivano le piastrine e causano i coaguli. Gli scienziati hanno suggerito di denominare l’insolita reazione “trombocitopenia trombotica immunitaria indotta dal vaccino” o anche Vitt.

Fino a oggi i ricercatori non hanno individuato alcuna condizione medica pregressa tra le (poche) persone che hanno sviluppato questo tipo di coaguli che potesse spiegare i motivi della reazione.

Alcuni studi hanno dimostrato che i giovani sembrano essere un po’ più a rischio di coagulo. E poiché queste persone hanno meno possibilità di sviluppare un covid grave – è la tesi dei regolatori – qualsiasi vaccino somministrato a quella fascia di età deve avere una soglia di sicurezza più alta.

Qual è la frequenza dei casi insoliti in Europa?

Fino al 4 aprile sono stati 222 i casi di coagulazione segnalati alle autorità di regolamentazione europea. Si sono verificati nei Paesi dell’Ue, in Gran Bretagna, Islanda, Norvegia e Liechtenstein. Sono 34 milioni le persone che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino di AstraZeneca e l’incidenza dei problemi di coagulazione ha un tasso, circa, di uno a 100.000.

I regolatori europei, l’Ema, hanno dichiarato che a partire dal 22 marzo sono state effettuate revisioni dettagliate su 86 casi, 18 dei quali fatali.

Per i funzionari britannici (e il Regno Unito è il Paese che più ha utilizzato il vaccino AstraZeneca), l’incidenza è leggermente inferiore, ma il dato diverso può essere giustificato dal fatto che in Gran Bretagna il vaccino è stato somministrato soprattutto alle persone anziane, che sono risultate meno suscettibili ai coaguli.

I dati di questa settimana, provenienti proprio dal Regno Unito, hanno dimostrato che la drastica riduzione dei ricoveri in terapia intensiva e del numero dei contagi sono il segnale preciso dei benefici del vaccino AstraZeneca rispetto ai rari casi di coaguli nel sangue. L’unico gruppo – hanno affermato gli scienziati britannici – per il quale il rischio dei coaguli di sangue è maggiore a quello dei ricoveri per covid è quello delle persone sotto i 30 anni. Anche per questo l’uso sui giovani è stato sospeso.

Le persone di tutte le età con un rischio medio o alto di esposizione al covid hanno invece maggiori probabilità di soffrire di gravi problemi di salute per il virus rispetto ai possibili danni causati dal vaccino.

Quali azioni stanno intraprendendo la Gran Bretagna, i paesi europei e le altre nazioni come precauzione di sicurezza?

L’Italia, la Germania, i Paesi Bassi, le Filippine, il Portogallo e la Spagna hanno raccomandato che il vaccino AstraZeneca venga somministrato solo alle persone con più di 60 anni. Canada e Francia lo hanno limitato agli over 55; Australia, oltre 50 anni; e il Belgio, oltre 56 anni. La Gran Bretagna, dove è stato sviluppato il vaccino, l’uso è stato limitato agli over 30.

Danimarca e Norvegia hanno deciso di non usare il vaccino e la Repubblica Democratica del Congo ha ritardato l’inizio del suo programma di inoculazione.

La vaccinazione completa con il vaccino AstraZeneca richiede due dosi, ma le autorità di regolamentazione in Francia hanno raccomandato che le persone sotto i 55 anni che hanno ricevuto una dose ricevano un vaccino diverso per la seconda dose. I funzionari sanitari tedeschi hanno raccomandato lo stesso per le persone sotto i 60 anni.

Mercoledì, l’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha affermato che l’etichettatura del vaccino dovrebbe essere rivista per includere tra i possibili e “molto rari” effetti collaterali anche il disturbo della coagulazione.

Quanto sono comuni i coaguli di sangue?

I coaguli di sangue sono abbastanza frequenti. Negli Stati Uniti, da 300.000 a 600.000 persone all’anno sviluppano coaguli di sangue nei polmoni o nelle vene delle gambe o in altre parti del corpo.

Sulla base di questi dati, e solo negli Usa, si verificano da 1.000 a 2.000 coaguli di sangue al giorno. Con diversi milioni di persone che vengono vaccinate ogni 24 ore è normale che alcune di queste persone sviluppino dei coaguli che sono indipendenti dalla somministrazione del farmaco.

In Gran Bretagna c’è un altro dato: ogni anno almeno una persona su 1000 è affetta da un coagulo di sangue in vena.

Ma è anche vero che i ricercatori tedeschi hanno comunque concluso che i coaguli di sangue si verificano tra le persone che assumono il vaccino AstraZeneca in numero più alto rispetto alle persone che non hanno avuto il vaccino.

Quali sintomi indicano le reazioni avverse come i coaguli di sangue dopo la vaccinazione?

I regolatori europei hanno raccomandato alle persone vaccinate di chiedere assistenza medica per una serie di possibili sintomi: tra gonfiore alla gamba, dolore addominale persistente, mal di testa grave e continuo, visione offuscata e minuscole macchie di sangue sotto la pelle oltre l’area in cui è stata effettuata l’iniezione.

Ma questa serie di sintomi è così vaga che quasi immediatamente i pronto soccorso britannici sono stati presi d’assolto da pazienti preoccupati. Di conseguenza alcuni medici hanno chiesto una guida più dettagliata anche su come gestire questi arrivi in ospedale che sono spesso ingiustificati.

Ricercatori tedeschi hanno invece consigliato degli esami del sangue che possono diagnosticare il disturbo e suggerito un trattamento con immunoglobulina per via endovenosa, un farmaco che viene utilizzato per trattare vari disturbi immunitari.

Possono essere somministrati anche farmaci come gli anticoagulanti (ma non l’eparina).

I vaccini causano altri disturbi emorragici?

Altri vaccini, in particolare quello somministrato ai bambini per morbillo, parotite e rosolia, sono stati collegati a livelli temporaneamente ridotti di piastrine, un componente del sangue essenziale per la coagulazione.

Livelli di piastrine abbassati sono stati segnalati in un piccolo numero di pazienti che hanno ricevuto i vaccini Moderna, Pfizer-BioNTech e AstraZeneca. Un vaccinato, medico in Florida, è morto per un’emorragia cerebrale quando i suoi livelli piastrinici non potevano essere ripristinati, e altri sono stati ricoverati in ospedale. Funzionari sanitari statunitensi hanno affermato che i casi sono oggetto di indagine.

Qual è stato l’impatto in Europa?

Poco dopo l’emergere dei problemi di sicurezza, il mese scorso, i sondaggi hanno iniziato a mostrare che in Germania, Francia e Spagna, la maggioranza delle persone dubitava della sicurezza del vaccino AstraZeneca.

I Paesi europei sono stati comunque in grado di arginare i problemi legati alla limitazione dell’uso del vaccino perché hanno acquistato dosi da altre aziende farmaceutiche. L’Unione Europea prevede l’arrivo di 360 milioni di dosi di vaccini contro il coronavirus nel secondo trimestre di quest’anno, si tratta in gran parte di Pfizer-BioNTech, che sta diventando il vaccino più importante per il vecchio continente.

Ciò non toglie che sono tantissime le persone con più di 60 anni che non temono di vaccinarsi con AstraZeneca, come dimostrano i dati di questi ultimi giorni.

Ma ci sono anche domande ricorrenti, e alle quali ha risposto il governo sul sito del Ministero della Salute. Ecco le più frequenti.

Ho avuto la prima dose Astrazeneca, cosa devo fare?

Chi ha già fatto la prima dose del vaccino AstraZeneca (ora si chiama Vaxzevria) avrà già l’appuntamento per la somministrazione della seconda dose. Può quindi procedere con la vaccinazione.

Ci sono dei rischi con la seconda dose?

Il parere della Commissione tecnico scientifica, per ora, non riporta particolari problemi: «Non esistono dati sul rischio correlato alla seconda dose in quanto al momento essa è stata somministrata solo ad un numero limitato di soggetti».

Si può cambiare vaccino per la seconda dose?

La Commissione europea ha ribadito: «Non c’è alcuna ragione per interrompere la somministrazione della seconda dose AstraZeneca». Da uno studio effettuato nel Regno Unito, dal Craig Venter Institute, emerge che non sono stati registrati casi di trombosi o di trombocitopenia dopo il richiamo del vaccino Astrazeneca.

Come ci si può preparare alla seconda dose?

Il Comitato tecnico scientifico non ha dato indicazioni riguardo possibili farmaci da assumere prima della seconda dose per evitare possibili rischi: «Non è possibile esprimere raccomandazioni circa l’individuazione di specifici fattori di rischio, e nel contempo non sono identificabili trattamenti preventivi degli episodi trombotici».

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