«Il vaccino AstraZeneca è sicuro ed efficace. Usatelo»

Non ha dubbi il responsabile vaccini dell'Ema, Marco Cavalieri: il vaccino AstraZeneca bisogna continuare a usarlo, non ci sono elementi per sospenderlo». L'ente regolatorio farà comunque tutte le analisi necessarie per verificare un eventuale collegamento con la morte del militare siciliano. Resta anche un dato: in Gran Bretagna quel vaccino è stato fatto a decine di milioni di persone e non sono stati segnalate situazioni di rischio.

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«Il vaccino AstraZeneca è sicuro ed efficace, bisogna continuare a usarlo». Lo afferma con convinzione il responsabile della Strategia vaccini dell’Ema, Marco Cavalieri. L’ente regolatorio europeo, l’Ema, appunto, «ha guardato tutti i dati che sono a disposizione – ha dichiarato a Sky Tg 24 – riguardo alla sicurezza di questo vaccino, inclusi eventi tromboembolici che si sono verificati, ma che in effetti sono molto rari».

Il Comitato comunque si riunirà la prossima settimana «dopo che tutti i casi cumulativi saranno stati analizzati».

Il blocco del lotto del vaccino Astrazeneca, dopo la morte di un militare siciliano, «è solo precauzionale», ha chiarito l’esponente dell’Ema.

Casi molto rari, impossibile dire ora che è stato il vaccino

«Stiamo parlando – ha continuato Cavaleri – di un numero di casi inferiore a quelli che ci saremmo aspettati, se le campagne vaccinali non fossero in corso, nella popolazione in generale. Dal momento che siamo di fronte a casi molto rari non sono stati ancora discussi nel dettaglio, prima di un approfondimento è impossibile dire che abbiamo un problema con questo vaccino. A oggi quello che ci sentiamo di dire è che il vaccino risulta sicuro e efficace, quindi bisogna continuare ad usarlo».

Le trombosi non sono quasi mai associate ai vaccini

«I trombi – ha aggiunto Cavaleri – non sono eventi che comunemente vengono associati all’uso di vaccini, poi bisogna vedere di quale vaccino si parla. Questo è un vaccino usato su tutta la popolazione adulta e gli anziani, è una popolazione in cui questi eventi succedono comunque, a prescindere dal covid e dai vaccini».

«È molto importante capire cosa sarebbe successo. Accertare se la trombosi sarebbe avvenuta comunque, al di là del vaccino, o se invece potrebbe invece avere una correlazione. A oggi non abbiamo nessuna prova che il vaccino AstraZeneca possa causare questi eventi, ma ovviamente stiamo indagando per capire meglio».

In Gran Bretagna nessun problema col vaccino AstraZeneca

E per fare questo, ha continuato Cavalieri «abbiamo cercato di avere tutte le informazioni, inclusi gli esami effettuati durante l’autopsia (sul corpo del militare siciliano ndr), così da avere un quadro completo, capire se questi dati ci permettono di arrivare a una conclusione in qualche modo. Però ci potrebbe essere bisogno di più tempo per capire se altri casi vengono riportati e capire se effettivamente ci sia uno sbilancio dei casi dopo la vaccinazione, che non ci saremmo aspettati. Ad oggi non è così, i casi sono molto rari. Bisogna stare tranquilli e andare avanti con le vaccinazioni». L’esperto dell’Ema ha anche ricordato la campagna in corso nel Regno Unito: «È il Paese che ha usato di più il vaccino AstraZeneca con undici milioni di dosi, non hanno visto niente di allarmante o preoccupante su questo fronte, sono dati che rassicurano».

Johnson & Johnson vaccino maneggevole

Cavalieri ha parlato anche di Johnson & Johnson, il vaccino che ieri è stato approvato anche dall’Aifa (ente regolatorio italiano). «È un vaccino maneggevole, il fatto che si possa usare con una sola dose, almeno a questo punto della campagna vaccinale in pandemia, è di aiuto e semplificherà le cose. Può essere tenuto in frigorifero, quindi sarà di grande aiuto per raggiungere la popolazione. È sicuramente un’opzione benvenuta».

Verifiche sul vaccino Sputnik V

E infine su Sputnik V, il vaccino prodotto in Russia. «Abbiamo iniziato a verificare le informazioni che sono disponibili a oggi, e elaborato un piano per quando riusciremo ad avere tutte le altre notizie che sono necessarie per arrivare a un’opinione regolatoria, incluse le ispezioni ai siti produttivi e ai centri che hanno condotto gli studi clinici. Il programma è ben definito, ora speriamo che tutto vada nel verso giusto e che siano presto disponibili tutti i dati necessari, per poter concludere in tempi brevi».

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