Il vaccino AstraZeneca inefficace su variante sudafricana

È stata sospesa la somministrazione del vaccino AstraZeneca in Sud Africa perché ha un effetto molto limitato contro la variante sudafricana. Non impedisce l'infezione, ma attenua le conseguenze gravi. Le varianti stanno imponendo la rinuncia all'immunità di gregge: più importante proteggere le persone fragili.

l vaccino AstraZeneca inefficace su variante sudafricana
È stata sospesa la somministrazione del vaccino AstraZenaca in Sud Africa perché ha un effetto molto limitato contro la variante sudafricana.
3' di lettura

Il vaccino AstraZeneca è poco efficace contro la variante sudafricana del coronavirus. Per questo motivo il ministro della salute sudafricano, Zweli Mkhize, ha dichiarato che sospenderà la somministrazione del vaccino nel suo Paese in attesa che l’azienda farmaceutica indichi una strada migliore per contrastare la diffusione del contagio del nuovo ceppo.

Ripensare all’immunità di gregge

Una notizia decisamente negativa e purtroppo attesa. Le voci sulla scarsa capacità dei vaccini nel contrastare la mutazione sudafricana del coronavirus si stavano rincorrendo da giorni. E ora, i principali scienziati esperti nella produzione del vaccino, hanno chiesto ai governi di ripensare i programmi di vaccinazione. Ossia: sarà improbabile raggiungere l’immunità di gregge se in questi mesi continuano a emergere, come è probabile, delle varianti come quella che è dominante in Sud Africa.

Un duro colpo per la vaccinazione di massa

Sia l’Università di Oxford, sia AstraZeneca – hanno sviluppato insieme il siero – hanno riconosciuto che il loro vaccino non protegge le persone colpite dalla variante sudafricana del coronavirus in forma lieve o moderata. Quel vaccino, lo ricordiamo, è di vitale importanza in tutto il mondo anche per il costo basso (tre euro a dose) e la facilità d’uso. La parziale impotenza nel contrastare la mutazione è un duro colpo.

Stessa situazione anche per altri tipi di vaccino

I risultati arrivano dopo uno studio che ha coinvolto più di 2.000 persone nel Sud Africa. E fanno seguito alle ricerche su altri due vaccini, Novavax e Janssen, che hanno dimostrato – come Astrazeneca – una protezione molto ridotta contro la variante, circa il 60%. Anche Pfizer e Moderna hanno ammesso che la variante sudafricana influisce sull’efficacia del loro vaccino, ma i risultati per ora sono limitati a studi di laboratorio.

Ma riduce l’aggravarsi dell’infezione

C’è comunque una buona notizia: tutti i vaccini impedirebbero all’infezione di aggravarsi, evitando per i pazienti la necessità del ricovero o la morte.

Per gli scienziati sudafricani la nuova situazione impone di ripensare agli obiettivi della vaccinazione di massa. Non più l’immunità di gregge, ma la protezione di tutte le persone a rischio di contrarre malattie gravi.

Per ora il vaccino AstraZeneca sembra funzionare contro la variante inglese del corosanvirus. E comunque – ribadendo quello che è stato dichiarato la situazione in Sud Africa – riduce che l’infezione diventi grave o letale.

Il coronavirus si diffonderà tra le popolazioni vaccinate

Uno studio inglese (Università di Oxford), ha confermato che il coronavirus troverà modo di diffondersi anche nelle popolazioni vaccinate, ma i vaccini potrebbero alleviare la pressione sulle strutture ospedaliere e prevenire gravi infezioni.

Anche Ravi Gupta, professione di microbiologia clinica nell’Università di Cambridge ritiene che a questo punto sia pragmatico adottare un approccio diverso sui vaccini, accettare che sono capaci di prevenire le forme gravi della malattia. «Interrompere del tutto la trasmissione dell’infezione – ha dichiarato al Guardian -, se pure fosse possibile, significherebbe somministrare un numero enorme di dosi di vaccino, che non funzionano così bene e neppure molto rapidamente».

Ma è efficace sulla variante inglese

Anche per questo si sta facendo strada, anche in Gran Bretagna, l’ipotesi di somministrare il vaccino soprattutto alle persone vulnerabili, quelle cioè che più di altri possono sviluppare l’infezione grave dal coronavirus.

Per ora, comunque, i vaccini si stanno dimostrando efficaci sulla variante inglese del coronavirus. Anche se un po’ meno rispetto ai risultati ottenuti contro il ceppo originario.

Tutti gli sviluppatori di vaccini stanno ora lavorando per modificare il vaccino e aumentare l’efficacia contro le varianti che hanno mutazioni nella proteina spike. La proteina, che si lega alle cellule umane è l’obiettivo della maggior parte dei vaccini. Ma la nuova versione di un qualsiasi vaccino, in grado di affrontare con efficacia anche le varianti del coronavirus (in particolare sudafricana e brasiliana), non sarà pronta prima dell’autunno. In quel caso chi ha già avuto due dosi ne riceverà una terza.

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