Covid, vaccino AstraZeneca/Oxford vs Pfizer: chi vince?

Promettenti risultati preliminari per il vaccino AstraZeneca/Oxford. Punto di svolta. Molto efficacie sui più anziani e conveniente. Migliore del Pfizer?

Risultati incoraggianti per il vaccino Oxford/AstraZeneca. Efficacie sugli anziani e costa meno
Risultati incoraggianti per il vaccino Oxford/AstraZeneca. Efficacie sugli anziani e costa meno
3' di lettura

Il vaccino per il coronavirus, sviluppato da AstraZeneca in collaborazione con l’Università di Oxford, ha ottenuto risultati promettenti. Un vaccino interamente europeo, non si conserva a -70 gradi, è efficacie sugli anziani. Non solo. Costerebbe anche 10 volte meno degli altri. Ma la sperimentazione non è ancora finita.

Efficace sui più anziani

Vaccini per il Coronavirus sviluppati in tempi record. Si inizia a vedere la fine di una maratona maratona iniziata a gennaio.

Il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e dalla compagnia anglo-svedese AstraZeneca ha ottenuto risultati promettenti. La sperimentazione della fase 3, ancora in corso, dovrebbe essere ultimata nel giro di poche settimane. Ma i primi risultati sono molto incoraggianti.

Non solo il vaccino ha generato un’ottima risposta immunitaria negli anziani, non deve neanche essere conservato a temperature proibitive. Servono due iniziezioni perché sia efficacie.

Un articolo riguardante i dati preliminari di questo studio è stato pubblicato oggi (19 novembre 2020) sulla rivista di settore The Lancet.

Vaccino Coronavirus: una buona notizia

Anche se Pfizer/BioNtech e Moderna (ne avevamo parlato in questo articolo) sono più avanti nella fase di sperimentazione, per questo occorreranno ancora delle settimane prima di avere dati certi sull’efficacia su larga scala.

Fa ben sperare il fatto che le persone anziane che avevano ricevuto il vaccino, durante il trial, hanno avuto una forte risposta immunitaria paragonabile a quella dei più giovani.

Ma c’è di più. Questo vaccino non porrebbe problemi di stoccaggio perché non avrebbe bisogno di essere conservato a bassissime temperature (come il vaccino Pfizer).

In un intervista rilasciata per Bloomberg, Richard Horton, editore capo di The Lancet, ha affermato che questi dati costituiscono “un altro mattone della casa che stiamo costruendo per questo vaccino.”

Lo studio effettuato avrebbe dimostrato un’efficacia superiore al 99%. Ma è un trail di fase 2. Occorrerà aspettare gli ultimi risultati delle prossime settimane per corroborare questi dati preliminari.

Il vaccino di Astrazeneca costa meno

Ma non è tutto. Questo vaccino costa anche meno della concorrenza.

Ne ha parlato il Financial Times in un lungo articolo.

Con finanziamenti stellari alle case farmaceutiche, pompati nella ricerca per ridurre al minimo il tempo di elaborazione di un vaccino, gli Stati non si sono assicurati uno “sconto”.

I prezzi dei vaccini dipendono da moltissimi fattori: “efficacia, risultati dei trial, costi di sviluppo e produzione, competizione, domanda e se il compratore sarà un gruppo privato, come una compagnia assicurativa, o uno stato” (Financial Times).

Un calcolo reso ancora più complesso dalla necessità di produrre milioni di dosi in tempi record. Tanto che alcune compagnie pensano di farsi aiutare a produrre il loro da altre aziende concorrenti.

Finora sappiamo che il range di prezzo oscillerà tra i 3$ e i 37$ a seconda della casa di produzione.

Secondo il Financial Times il più economico sarebbe proprio il vaccino prodotto da Oxford/AstraZeneca.

Ad agosto, la compagnia anglo-svedese avrebbe stretto un accordo con la Commissione Europea per 400 milioni di dosi a 3$ a dose. Il vaccino Johnson & Johnson, sviluppato insieme a Sanofi e GSK, costerebbe invece 10$ a dose.

Entrambi comunque molto meno rispetto a Moderna che pensa a un prezzo massimo di 37$ a dose. A fronte dei 20$ che pensa di far pagare Pfizer. Secondo quanto riportato dal Financial Times, la ragione di questo divario, al netto del profitto, è legata alla “tipologia di vaccino”.

I vaccini che sfruttano l’mRNA, come Moderna e Pfizer, hanno costi di produzione oggettivamente più alti degli altri, che per converso sono molto più economici perché costa meno produrli.

Intanto il governo britannico ha già fatto accordi con AstraZeneca per 100 milioni di dosi di vaccino, sempre che lo studio ottenga l’approvazione finale.

 

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