Vaccino agli italiani entro nove mesi. Le dosi sotto scorta

Il vaccino contro il coronavirus sarà somministrato al 70% cento degli italiani entro nove mesi, raggiungendo così la soglia per l'immunità di gregge. Ne è convinto il commissario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri. Le dosi in arrivo e quelle che saranno distribuite dopo l'approvazione Ema di Moderna e Astrazeneca. «Nessuna corsia preferenziale: il vaccino e gratuito per tutti o obbligatorio per nessuno».

Vaccino agli italiani entro nove mesi. Le dosi sotto scorta
Il vaccino contro il coronavirus sarà somministrato al 70% cento degli italiani entro nove mesi, raggiungendo così la soglia per l'immunità di gregge.
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L’obiettivo è quello: vaccinare 42 milioni di italiani contro il coronavirus entro nove mesi. Da qui a settembre. «Il faro – ha dichiarato il commissario straordinario all’emergenza Covid, Domenico Arcuri – è quel 70% della popolazione, ovvero: l’immunità di gregge».

Arcuri è ottimista, anche perché «abbiamo già la discreta certezza – ha dichiarato al Fatto Quotidiano – di avere 38 milioni di vaccini per i primi tre trimestri. E quindi prima dose di vaccino e richiamo per 20 milioni di concittadini».

Subito le prime diecimila dosi di vaccino

«Pfizer – continua Arcuri – ha assicurato che le prime diecimila dosi arriveranno un giorno prima del Vaccine Day europeo. Il carico sarà diviso per 21 sedi e da Roma ripartiranno le dosi per i venti presìdi regionali».

Il ruolo dell’esercito

«Saranno le forze armate – ha continuato Arcuri – a gestire i viaggi dalla capitale. Nei giorni successivi, a partire dal secondo invio del vaccino, il 30 gennaio, la Pfizer porterà le dosi nei trecento centri regionali».

Le celle frigorifere ci sono

«Abbiamo condiviso la scelta dei luoghi e delle dosi per regione – continua Arcuri -. Il 98% dei siti individuati dispone già di cella frigorifera o ne disporrà già nei primi giorni del 2021. Al restante 2% le stiamo comprando noi. In totale toccheranno all’Italia 202 milioni di dosi, il 13,4% di quelle acquistate dall’Unione europea».

Arcuri spiega poi in quante tranche e con quale quantitativo di dosi arriverà il vaccino Pfizer in Italia.

Il quantitativo di vaccino in arrivo

«Da Pfizer – spiega ne avremo 27 milioni: 8.8 nel primo trimestre del 2021, 8.1 nel secondo trimestre e 10.1 nel terzo. L’Ue sta negoziando con l’azienda per farcene arrivare altri 13.5 milioni».

Ma non c’è solo Pfizer

«Se il sei gennaio l’Ema approverà anche Moderna noi siamo pronti per riceverne 10.8 milioni: 1.4 nel primo trimestre, 4.7 nel secondo e nel terzo. L’Ue sta negoziando per averne altri 10.8 milioni».

«A questi 38 milioni di dosi di vaccino Pfizer e Moderna – spiega Arcuri – bisogna aggiungere quelle che si stanno negoziando con le stesse case farmaceutiche e poi gli altri che arriveranno in approvazione».

L’Europa aveva puntato forte sul vaccino AstraZeneca, col senno di poi forse è stato un errore.

«Non ci abbiamo puntato troppo noi – continua il commissario -, ma la centrale unica d’acquisto europea. Penso che sia una bella dimostrazione del modo di essere Europa: l’Ue negozia per tutti i Paesi e divide le dosi di vaccino sulla base di criteri certi e condivisi. Confido che, in tempi speriamo non troppo più lunghi, arrivino anche le 40 milioni di dosi di Astrazeneca».

Il sistema Italia reggerà

Arcuri ha escluso la possibilità che si verifichi, come in primavera, un caos come quello delle mascherine. Per il commissario all’emergenza Covid, andrà in modo molto diverso.

«Il sistema Italia di contrasto all’emergenza coronavirus ha dieci mesi di esperienza e lavoro comune. Le dosi di vaccino non sono un bene scarso come mascherine e ventilatori a marzo. Abbiamo un piano strategico approvato dal Parlamento: tre settimane fa ci accusavano di non averlo».

Attenti ai furti di dosi di vaccino

«Abbiamo anche implementato – continua Arcuri – il sistema informatico per seguire in tempo reale le vaccinazioni. Anche perché l‘Interpol ha segnalato il rischio di furti di dosi di vaccino e per questo motivo il trasporto su gomma sarà scortato».

Il commissario ha anche spiegato come e a chi verrà inoculato il vaccino, e ha escluso favoritismi di qualsiasi tipo.

Nessuna corsia preferenziale

«Dopo la prima fase somministrata alle fasce deboli – continua – non ci saranno corsie preferenziali, né un mercato dei vaccini. Saranno gratuiti per tutti e obbligatori per nessuno. Quando avremo dosi sufficienti, speriamo tra il secondo e il terzo trimestre, tutti potranno facilmente vaccinarsi. Coinvolgeremo anche i medici di base e i pediatri. La promessa solenne è: non lasceremo una sola dose di vaccino nei nostri depositi».

Scuole riaperte? I prefetti al lavoro

Arcuri ritiene infine che le misure di Natale, quelle del 3 novembre siano servite a contenere il contagio da coronavirus e lascia aperta una possibilità alla riapertura delle scuole il 7 gennaio.

«L’Rt è a 0,8 e si abbasserà ancora. Prima delle zone a colori era il doppio. La situazione sarà più sotto controllo. È un ulteriore sacrificio, ma s’intravede la luce. Spero che il 7 gennaio si vada a scuola? I prefetti stanno facendo un lavoro straordinario per connettere trasporti e scuola e consentire la riapertura».

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