Vaccino coronavirus: sulle liste Italia nel caos totale

Vaccino coronavirus: sulle liste Italia nel caos totale con le Regioni in ordine sparso e la complicata selezione degli under 55 per categorie specifiche. La proposta del modello israeliano. Anche nella vaccinazione per gli over 80 c'è chi parte prima, chi dopo, chi non si sa. Mentre aumenta la diffusione delle varianti e siamo nel pieno di una crisi di governo.

4' di lettura

Sul vaccino si rischia il caos e non solo per i ritardi delle case farmaceutiche. C’è il nodo del vaccino AstraZeneca, consigliato agli under 55 e le scelte a dir poco frammentate delle Regioni che rischiano di trasformare la campagna vaccinale in un puzzle irrisolvibile e proprio nel pieno di una crisi di governo.

Diciamo la verità, la prima fase della somministrazione del vaccino è stata agevole: le dosi sono state inoculate al personale sanitario, degenti e operatori delle Rsa. Tutte persone che lavorano o sono ospiti nello stesso luogo dove è stata organizzata la vaccinazione. Non proprio un gioco da ragazzi, ma quasi. Almeno rispetto a quello che ci aspetta ora.

Astrazeneca e gli under 55

I problemi sono iniziati proprio con AstraZeneca. Può essere somministrato solo agli under 55 e il governo ha deciso di partire dalle categorie che erano state inserite nella fase 3, quella successiva a alla vaccinazione degli over 80: insegnanti, forze dell’ordine, dipendenti di servizi pubblici essenziali, comunità chiuse, come la carceri. Per un totale di 3.8 milioni di cittadini.

Vi sembra semplice? Per niente. Le Regioni dovrebbero selezionare una a una, categoria per categoria, tutte le persone che hanno meno di 55 anni. Una selezione da fare in tempi brevissimi: una missione quasi impossibile. Al punto che potrebbe bloccare del tutto la campagna di vaccinazione di massa, che comunque non partirà prima di marzo. Tra un mese. Un tempo interminabile in questa pandemia da 400/500 morti al giorno e 13/14mila nuovi infetti ogni 24 ore.

Più funzionale il metodo Israele

Dalle Regioni c’è chi propone il “metodo Israele”. Semplice, pratico, funzionale: se devono essere vaccinati gli under 55 si procede per classi. E quindi prima i nati nel 1966 e a seguire tutti gli altri. Nessun problema di selezioni. Si potrebbe dare nell’ambito di questa scelta priorità alle categoria inserite nella fase 3, ma senza perdere troppo tempo per stilare le liste.

Il punto chiave è che bisogna fare presto e semplificare le procedure. Lo dicono in tanti, è una corsa contro il tempo. I ritardi nella consegna delle dosi di vaccino hanno mandato all’aria il piano elaborato dal governo, a questo punto bisognerebbe avere la capacità di rimodularlo in fretta. Anche perché le Regioni non hanno ancora pronte le liste, i nomi e i cognomi delle persone che rientrano nei requisiti under 55 per vaccinarsi.

Le varianti si diffondono, Perugia in lockdown

Nel frattempo le stesse regioni viaggiano in ordine sparso. C’è chi ha già somministrato una buona parte delle seconde dosi e chi arranca. Ma nel frattempo le varianti di coronavirus si stanno diffondendo nel Paese. Da oggi la Provincia di Perugia è in lockdown per l’aumento esponenziale dei casi provocato dalla mutazione inglese. Casi di variante brasiliana e sudafricana sono stati già segnalati. E quelle due ultimi mutazioni rendono il vaccino (qualsiasi vaccino), meno efficace.

Non si può perdere tempo anche perché la vaccinazione di massa è l’unica chance che abbiamo per uscire dal guado della pandemia, per riconsegnare il Paese alla normalità e far ripartire un’economia in profonda depressione.

La tempistica delle consegne di vaccino

Ieri sono state consegnate in Italia le prime 249.600 dosi del vaccino AstraZeneca. Dovevano arrivare il 10 febbraio, sono dunque un po’ in anticipo, anche se sono 200mila meno del previsto. La casa farmaceutica ha comunque assicurato che entro i prossimi 14 giorni si arriverà al quantitativo che era stato promesso: 1.2 milioni di dosi. A marzo, se AstraZeneca mantiene gli impegni (ma chi può dirlo?), dovrebbero essere consegnate altre 4 milioni di dosi e nel secondo trimestre altre 5.3 milioni. Tutto vaccino che andrà agli under 55.

Il mistero del vaccino per gli over 55

Si sta organizzando la campagna per gli over 80 (le persone più a rischio in caso di infezione), ai quali sarà somministrato il vaccino Pfizer o Moderna. Ma anche in questo caso le Regioni vanno in ordine sparo: c’è chi inizia domani (Lazio), chi tra una settimana o dieci giorni dopo, ma ci sono anche Regioni che non hanno fissato nessuna data.

Resta il nodo della fascia di mezzo, le persone tra i 55 e gli 80 anni, che giovani non sono, ma che con la questione di AstraZeneca (da somministrare solo agli under 55), ha di fatto escluso per ora dalle vaccinazioni.

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