Vaccino coronavirus, qual è quello che più adatto a noi

Coronavirus, qual è il vaccino che ci rende più immuni. C'è una grande confusione sui vaccini contro il coronavirus: prodotti diversi, efficacia diversa, sistemi diversi. E qualcuno è più atteso di altri in Italia e in Europa. Facciamo un po' di chiarezza.

5' di lettura

Vaccino, siamo appena agli inizi, ma è già una giungla. Tra approvazioni e mancate consegne, vaccino con mRNA messaggero, vaccino tradizionale, vaccino in polvere e vaccino «che basta una sola inoculazione», si sta creando una certa confusione. Per non dire caos.

Con l’aggiunta di un altro dato: il vaccino varia, tra prodotto a prodotto, nella sua efficacia contro il coronavirus: tra il 92% e il 50, 60%. Una bella differenza. A tutto questo, giusto per completare il quadro, ci sono poi le varianti, in particolare quella sudafricana e quella brasiliana, che sarebbero più resistenti agli anticorpi del vaccino. Ma non a tutti.

Vaccino Pfizer

È stato il primo a essere approvato dall’Ema, ed è quindi quello che è stato somministrato alla netta maggioranza degli italiani che si sono già sottoposti alla vaccinazione, circa un milione di persone.

Questo vaccino, a una settimana dalla seconda dose (che dovrebbe essere inoculata una ventina di giorni dopo la prima), ha una risposta immunitaria altissima, il 95% Non lo confermano solo i test effettuati dall’azienda. Ma anche la pratica. Circolano i dati del ministero della Salute israeliano: su 715.425 persone che hanno ricevuto la seconda dose, una settimana dopo solo lo 0.04% aveva contratto l’infezione da coronavirus.

La Gran Bretagna sta inoculando le prime dosi a molte persone prima di passare alla seconda, anche non rispettando i tempi prescritti dalla casa farmaceutica, correndo un discreto rischio: la Pfizer ha più volte dichiarato che con esistono dati sufficienti per dimostrare l’efficacia della protezione dopo 21 giorni. L’Ema, l’ente regolatorio europeo sui farmaci ha deciso di seguire la strada indicata dalla Pfizer: seconda somministrazione dopo tre settimane.

Vaccino Moderna

Moderna è stato il secondo vaccino approvato dall’Ema, e come Pfizer utilizza l’innovativo sistema dell’mRNA messaggero. A due settimana dalla seconda dose l’efficacia è simile al vaccino Pfizer: 94.5%. Ha un vantaggio rispetto ad altri prodotti: si è dimostrato particolarmente adatto a stimolare la risposta immunitaria anche sugli anziani. Per l’Aifa il prodotto è adatto per vaccinare persone che hanno più di 18 anni. La seconda dose deve essere somministrata 28 giorni dopo la prima.

Vaccino AstraZeneca

Il vaccino AstraZeneca è stato approvato ieri dall’Ema, è quindi l’ultimo ad arrivare in distribuzione. Non utilizza il metodo dell’mRNA messaggero e hauna efficacia testata più bassa, intorno al 62%. Che è decisamente meno dei prodotti concorrenti, ma in linea con molti altri vaccini prodotti per altre patologie.

Si è discusso molto dell’efficacia sugli anziani, in particolare gli over 65. Nell’ultima fase di sperimentazione non è stato somministrato molto a persone di quella fascia d’età. Quindi le informazioni non possono essere né dettagliate né molto affidabili.

Viene somministrato da un mese circa in Gran Bretagna e in altri Paesi del mondo. Era il vaccino in vantaggio sugli alti per l’approvazione. Ma qualche incidente di percorso e dati incompleti hanno rallentato l’iter.

La seconda dose deve essere somministrata tra la 4 e le 12 settimane dopo la prima. Ha un vantaggio su Pfizer, può essere conservato a temperatura da frigorifero. Ma non solo, costa molto meno: circa tre euro a dose.

Novamax

È uno dei vaccini contro il coronavirus che presto potrebbero essere immessi in distribuzione. Ha risultati molto promettenti, con una efficacia che sfiora il 90% per il ceppo tradizionale del virus e per la variante inglese. Sulla mutazione sudafricana la copertura scende al 49%.

Nella fase 1 dello studio questo vaccino ha comunque prodotto un numero di anticorpi superiore a quelli di Pfizer e Moderna.

Johnson&Johnson

È forse il vaccino più atteso. Primo: l’Italia ne ha prenotate molte dosi. Secondo: è un vaccino monodose, non ha bisogno di una seconda somministrazione. La sua efficacia è del 72%, ed ha buoni risultati (57%), anche contro la variante sudafricana.

È stato sperimentato più di altri su ultrasessantenni. Potrebbe essere approvato entro aprile e comunque prima dell’estate. Entro il 2021 in Europa dovrebbero essere consegnate 200 milioni di dosi. Che, con una sola vaccinazione, significano anche 200 milioni di persone immunizzate. Avrà un peso rilevantissimo sulla campagna vaccinale del Vecchio continente, e quindi dell’Italia.

Vaccino Sputnik

Si parla molto negli ultimi giorni, soprattutto dopo le polemiche e i ritardi di Pfizer e AstraZeneca, del vaccino russo Sputnik V, circondato da molti dubbi, avrebbe dimostrato una buona efficacia. Non sono ancora noti gli studi della fase 3, quella finale. L’Ema è in attesa per valutare se il prodotto rientra negli standard europei di sicurezza. Potrebbero arrivare in Europa 100 milioni di dosi.

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