Vaccino in vacanza, ci sarà: ecco come e per chi

Vaccino in vacanza: il commissario Figliuolo ha detto un primo sì, ma dovranno essere stabiliti i modi e i tempi per il richiamo in villeggiatura. Sono state accolte le richieste dei governatori. È probabile che la possibilità riguardi chi resta in vacanza per due o tre settimane. Per gli altri si può ricorrere alla flessibilità.

4' di lettura

Il vaccino in vacanza per i turisti ci sarà. Alla fine le Regioni hanno convinto il commissario straordinario per l’emergenza covid, Francesco Paolo Figliuolo. Sulla questione il generale era sempre rimasto piuttosto freddo, soprattutto per le difficoltà organizzative che la vaccinazione ai turisti può comportare.

Il primo sì al vaccino in vacanza è arrivato ieri. Sotto forma di lettera inviata ai presidenti delle Regioni.

«Se qualcuno dovesse pensare di non poter rientrare per effettuare il richiamo – ha dichiarato – le regioni si stanno impegnando a fare in modo che si possa fare la seconda dose in un’altra regione nella quale si trascorre la propria vacanza».

Ma sarà necessario allineare i sistemi informativi per una corretta registrazione e verificare le possibilità di bilanciare le dosi.

Vaccino in vacanza: apertura condizionata

Si tratta di una apertura al vaccino in vacanza. Ma è comunque una apertura condizionata. Per il commissario Figliuolo il richiamo durante la villeggiatura non sarà una prassi, ma una eccezione.

Infatti il generale resta piuttosto scettico sulla questione che ritiene «più uno spot che una necessità».

Resta favorevole alla scelta più semplice e forse più logica: la flessibilità. Il che significa due cose:

  • organizzare le vacanze in base alla data del richiamo
  • consentire un breve rinvio a chi ne fa richiesta

Ma comunque il vaccino in vacanza sarà possibile. Forse non per tutti. Ma questo dipenderà dalle singole regioni.

Vaccino in vacanza: due, tre settimane

Per Figliuolo comunque il vaccino in vacanza sarà possibile per i «lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori della Regione di residenza per un periodo di permanenza congruo».

Sul congruo c’è da discutere. Per alcuni governatori dovrebbero essere due settimane. Per altri tre.

L’ultima ipotesi, tre settimane, sembra la più praticabile. Anche perché il numero di villeggianti che resta in un posto per 21 giorni non è così alto e la gestione dei richiami diventa meno complicata.

Nelle scorse settimane ci sono già stati accordi tra governatori per facilitare la prassi. In particolare Veneto, Piemonte e Liguria. I cittadini di queste tre regioni avranno la possibilità di concordare la data del vaccino in vacanza (all’interno dei tre territori).

Restano da chiarire alcuni punti. Uno in particolare: come faranno le regioni a comunicare tra loro che un turista deve o ha ricevuto il richiamo? Forse la soluzione più semplice, e quella che probabilmente verrà adottata, sarà quella di affidare il compito agli stessi cittadini.

Il registro delle vaccinazioni

Ma resta comunque da fare un registro delle vaccinazioni che sia condiviso tra tutte le regioni. Una scelta saggia e logica. Che poteva essere fatta prima (invece di avere tutte queste piccole repubbliche indipendenti e non comunicanti).

Il vaccino in vacanza resta dunque possibile. E ora che è arrivato il primo via libera dal commissario assolutamente praticabile. Che sia dedicato a chi resta in vacanza due o tre settimane, si vedrà. Chi si allontana per una settimana, e in quei giorni deve fare il richiamo, può ricorrere al sistema “flessibile”, e quindi chiedere la possibilità di spostare la data per la somministrazione della seconda dose.

In Puglia ci sono già state delle somministrazioni di vaccino in vacanza. Ma per ora è stato solo un caso. Ovvero: un gruppo di turisti si è recato in un hub chiedendo se fosse possibile avere lì il richiamo. Sono stati accontentati. Ma non si tratta, per ora, di una vera disposizione regionale. E neppure è stato definito un chiaro protocollo per accontentare queste richieste.

I numeri della campagna vaccinale

Prosegue intanto la campagna vaccinale in tutta Italia. Sono state somministrate 39.891.977 dosi. Ne sono state consegnate 45.278.289. Ovvero l’81,1% è stato utilizzato.

Una media molto alto. Se si continua di questo passo l’obiettivo del Paese immunizzato entro la fine dell’estate è possibile.

Questi i dati per fascia d’età:

  • Over 80: 2 dosi (83,3%) – 1 dose (91,25%)
  • 70/79: 2 dosi (38,85%) – 1 dose (82,95%)
  • 60/69: 2 dosi (31,46%) – 1 dose (71,32%)
  • 50/59: 2 dosi (22,09%) – 1 dose (57,11%)
  • 40/49: 2 dosi (14,60%) – 1 dose (35,91%)
  • 30/39: 2 dosi (12,44%) – 1 dose (23,52%)
  • 20/29: 2 dosi (10,10%) – 1 dose (20,05%)
  • 12/19: 2 dosi (1,57%) – 1 dose (5.59%)

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