Vaccino italiano coronavirus: a Reithera basta una dose

Vaccino italiano coronavirus. E' stato presentato Reithera un prodotto italiano efficace al 93.5% con una sola dose potrebbe essere approvato dall'Ema in estate. La fase finale della ricerca sarà finanziata dalla Regione Lazio e dello Stato, si potranno produrre cento milioni di dosi rendendo il Paese indipendente sui vaccini.

Vaccino italiano coronavirus: a Reithera basta una dose
Vaccino italiano coronavirus: è stato presentato Reithera un prodotto italiano efficace al 93.5% con una sola dose potrebbe essere approvato dall'Ema in estate.
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Passi avanti decisivi per il primo vaccino anti coronavirus italiano, prodotto dalla società farmaceutica Reithera con l’Istituto Spallanzani. Tre le buone notizie: produce anticorpi nel 92.5% dei casi (come Moderna e Pfizer), ha bisogno di una sola dose e potrebbe essere disponibile entro l’estate, rendendo il Paese indipendente rispetto alla vaccinazione contro il coronavirus.

La sperimentazione del vaccino italiano è iniziata il 24 agosto in fase 1, e sia la Regione Lazio, sia lo Stato hanno deciso di puntare sulla produzione del vaccino Reithera, tutto made in Italia.

Produce anticorpi nel 92.5% dei casi.

Oggi, all’Istituto Spallanzani di Roma sono stati presentati i risultati. E fanno ben sperare per le successive fasi di sperimentazioni. Su 100 persone arruolate, 45 sono state vaccinate e la produzione di anticorpi è stata riscontrata nel 92,5% dei casi. Ma non solo, c’è stata anche una consistente produzione di cellule T, quelle che si occupano di distruggere le cellule dell’organismo già infettate.
Per arrivare alla produzione e alla distribuzione bisognerà aspettare la conclusione delle fasi di sperimentazione, con il protocollo di Fase 2 che è già pronto per essere sottoposto agli organi di controllo. Se tutto procede bene entro l’estate il siero dovrebbe essere sottoporlo al giudizio dell’Ema.

Saranno prodotte 100 milioni di dosi

«Reithera – ha spiegato Antonella Folgori, presidente di Reithera – copre tutte le fasi dello sviluppo nel suo stabilimento di Cassino. Siamo in grado di produrre 100 milioni di dosi, in modo scalabile ed economico, e potrà essere mantenuto a una temperatura tra i 2 e gli 8 gradi».

Come AstraZeneca, un prodotto di facile gestione, non come il farmaco della Pfizer che deve essere conservato a temperature inferiori ai meno 70 gradi.

Come il vaccino per l’Ebola

«I vaccini – ha aggiunto – possono essere sviluppati attraverso diverse tecnologie, ci sono nuove tecnologie come i vaccini genetici, basati su Dna e RNA e vettori virali. Questi vaccini sono estremamente rapidi nel loro sviluppo e Reithera si è specializzata nei vettori virali, sviluppando vaccini in fase clinica avanzata, come quello per Ebola. La caratteristica importante della piattaforma vaccinale si basa su un’unica piattaforma di sviluppo».

Il vaccino italiano ci rende indipendenti

Antonella Folgori ha anche ricordato, per spegnere le polemiche sul fatto che l’azienda sia controllata a sua volta da una società svizzera, che «Reithera è controllata da una società italiana che paga le tasse italiane, che lavora in Italia e ha sviluppato il suo vaccino qui. I soci della società sono tutti italiani tra cui i due figli del professor Cortese, fondatore di Reithera».

È molto soddisfatto per questi primi dati anche il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, che si è augurato di raggiungere una indipendenza di produzione del vaccino così come già avvenuto per i dispositivi di sicurezza e ventilatori.Come dire: vaccino italiano per italiani.

«A marzo – ha dichiarato Arcuri – non producevano né Dpi né ventilatori, importavamo tutto. Oggi siamo in grado di produrre tutto ciò che serve. In queste settimane dipendiamo per la produzione di vaccini da altri Paesi, ogni giorno combattiamo con noi stessi per avere il massimo di dosi possibili di vaccini prodotti da altri, per questo oggi cerchiamo di raggiungere una certa indipendenza, lasciando a chi verrà dopo una capacità di ricerca e sviluppo che prima avevamo».

Lo Stato nel capitale di Reithera

Arcuri ha annunciato che lo Stato «entrerà nel capitale di Reithera», per dare quelle risorse economiche utili a sostenere le successive fasi di sperimentazione e produzione del vaccino italiano.

Si tratta comunque di «dati che hanno fornito dei risultati più che promettenti e che largamente giustificano un ulteriore sviluppo nelle successive fasi», ha sottolineato il presidente del Consiglio Superiore di Sanitàn Franco Locatelli.

«Dati – ha concluso – che dimostrano la capacità che la nostra nazione ha di cimentarsi negli orizzonti sfidanti come quello dello sviluppo e validazione di un vaccino».

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