Coronavirus. Arriva il vaccino Moderna:10 milioni di dosi

Coronavirus. L'Ema dà il via libera anche al vaccino Moderna, domani l'approvazione dell'Aifa per la commercializzazione in Italia: arriveranno 10 milioni di dosi. Rispetto al prodotto Pfizer si conserva per 30 giorni a 2, 8 gradi centigradi. Dovrebbe facilitare il trasporto, la distribuzione e la somministrazione del farmaco. Tutte le fasi della sperimentazione.

Coronavirus. Arriva il vaccino Moderna:10 milioni di dosi
Coronavirus. L'Ema dà il via libera anche al vaccino Moderna, domani l'approvazione dell'Aifa per la commercializzazione in Italia: arriveranno 10 milioni di dosi.
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Anche il vaccino Moderna è stato approvato dall’Ema, l’ente regolatorio europeo. E per domani è già stata convocata la riunione dell’Aifa per la messa in commercio in Italia. «Quello di oggi – ha dichiarato il ministro della Salute, Roberto Speranza – è un importante passo avanti contro il coronavirus».

Si conserva in un normale frigorifero

Il vaccino Moderna è efficace al 94.5% e rispetto al prodotto della Pfizer ha un vantaggio evidente: si conserva per 30 giorni a temperature tra i 2 e gli 8 gradi centigradi. Per le condizioni di trasporto e conservazione a lungo termine deve essere invece essere mantenuto a una temperatura di – 20 gradi centigradi.

Il vaccino mRna-1273 (questo il nome del farmaco), si potrà distribuire utilizzando l’infrastruttura di somministrazione e stoccaggio dei vaccini standard. E non è richiesta alcuna diluizione prima della vaccinazione.

In Italia 10 milioni di dosi

Arriveranno in Italia altri 10 milioni 568 mila dosi di vaccino. Manca l’approvazione del prodotto AstraZeneca (tra fine gennaio e inizi di febbraio) e quello (un po’ più lontano) di Johnson & Johnson per avere una fornitura in grado di coprire tutto il fabbisogno della popolazione italiana. Mentre in estate potrebbe essere disponibile anche il farmaco prodotto in Italia, Reithera.

Come quello di Pfizer BioNTech, anche “mRNA1273”, il vaccino sviluppato da Moderna in collaborazione con il National Institute of Allergy and Infectious Diseases ‘(NIAID) diretto da Anthony Fauci, è a base di Rna.

Un vaccino innovativo

Si tratta di una tecnologia particolarmente innovativa che è stata “inaugurata” proprio con i vaccini contro il coronavirus. e che è stata inserita tra quelle finanziabili dal Biomedical Advanced Research and Development Authority (Barda).

Il vaccino Moderna contiene istruzioni genetiche per costruire una proteina del coronavirus, conosciuta come spike. Quando viene iniettato nelle cellule, il vaccino fa sì che queste producano proteine che poi vengono rilasciate nel corpo e provocano una risposta dal sistema immunitario.

Le fasi della sperimentazione

Nel corso delle sperimentazioni, che sono state condotte su un campione di 30.000 persone arruolate il 22 ottobre 2020 negli Stati Uniti, i ricercatori hanno somministrato due dosi di vaccino Moderna a distanza di 28 giorni l’una dall’altra. Il vaccino ha dimostrato di essere molto efficace nel contrastare le infezioni da coronavirus (il 94,5 per cento) e di inibire ogni forma grave della malattia con un’efficacia del 100 per cento.

Lo sviluppo del vaccino Moderna ha visto coinvolti due distinti gruppi di ricerca: uno pubblico, presso l’NIAD, guidato da Kizzmekia Corbett che ha messo a punto la strategia e ha caratterizzato sotto il profilo molecolare il target verso il quale rivolgere il vaccino – la proteina Spike del virus -, e uno privato, presso la start-up biotecnologica Moderna guidato da Melissa Moore e con il contributo di Michelle Lynn Ann che ha permesso di mettere a punto gli algoritmi necessari per disegnare con precisione la molecola di Rna cuore del vaccino.

I primi decisivi test del vaccino Moderna, quelli cioè che hanno valutato la sicurezza del vaccino sono stati invece condotti sotto la supervisione di un’altra donna, Lisa A. Jackson del Kaiser Permanente Health research Center di Washington.

Dove è già stato autorizzato

Il vaccino Moderna è stato autorizzato per la somministrazione in emergenza (prima che in Europa) negli Stati Uniti, in Canada e in Israele. Il primo lotto clinico, finanziato dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations, è stato completato il 7 febbraio 2020, meno di un mese dopo la pubblicazione delle sequenze genetiche del coronavirus da parte dei ricercatori cinesi ed è stato spedito al National Institutes of Health (NIH) il 24 febbraio, 42 giorni dalla selezione della sequenza.

La prima dose somministrata il 16 marzo

La prima dose di vaccino Moderna è stata somministrata il 16 marzo, 63 giorni dalla selezione della sequenza, al primo volontario che ha partecipato allo studio di fase 1 condotto da NIAID. Quindi il 12 maggio la FDA ha concesso la designazione Fast Track del vaccino Moderna per il coronavirus e il 29 maggio, è iniziato lo studio di fase II su due distinti coorti di pazienti: una con età tra i 18 e i 55 anni (circa 300 persone). e una, sempre di 300 persone, di anziani con età pari o superiore ai 55 anni.

L’8 luglio, lo studio di fase 2 ha completato l’arruolamento. I risultati delle sperimentazioni sono stati via via pubblicati sulla rivista peer review New England Journal of Medicine.

La fase 3 conclusa il 30 novembre

Il 30 novembre Moderna ha annunciato l’analisi di efficacia primaria dello studio di fase 3 del vaccino condotto su 196 casi. Lo stesso giorno ha anche reso noto di aver presentato istanza di autorizzazione all’uso di emergenza presso la FDA statunitense e un’autorizzazione all’immissione in commercio condizionale (CMA) presso l’Agenzia europea per i medicinali.

Il 10 dicembre è iniziato il reclutamento per la sperimentazione del vaccino Moderna anche per gli adolescenti con età compresa tra i 12 e i 18 anni.

Il 18 dicembre la FDA ha autorizzato l’uso d’emergenza del vaccino Moderna Covid-19 in individui di età pari o superiore a 18 anni. Il vaccino e’ stato ampiamente sostenuto dai fondi pubblici americani. In primo luogo dal programma Barda, che ha garantito una copertura di 955 milioni di dollari che sono andati a finanziare tutti i costi sostenuti per la sperimentazione a cui si aggiungono altri 1.525 milioni di dollari del governo federale per l’acquisto e la fornitura di 300 milioni di dosi di vaccino.

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