Vaccino obbligatorio contro il coronavirus? Forse da aprile

Il vaccino contro il coronavirus potrebbe inevitabilmente diventare obbligatorio da aprile se troppi italiani dovessero rifiutarsi di farsi inoculare il siero anticovid. La decisione sarebbe adottata per evitare il fallimento di quella che è stata annunciata come la più grande campagna vaccinale della storia e al momento l'unica arma per contrastare la pandemia.

Vaccino obbligatorio contro il coronavirus? Forse da aprile
Il vaccino contro il coronavirus potrebbe inevitabilmente diventare obbligatorio da aprile se troppi italiani dovessero rifiutarsi di farsi inoculare il siero anticovid.
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Il vaccino obbligatorio? È possibile, soprattutto se la campagna vaccinale non dovesse avere le adesioni necessarie per raggiungere, entro l’autunno, la soglia minima per arrivare all’immunità di gregge, ovvero: il 70% della popolazione vaccinata.

Il primo check sarà fatto ad aprile. Se i numeri dei vaccinati dovessero essere molto più bassi del previsto, e sarà dunque evidente che la «più grande campagna vaccinale della storia» si sta trasformando in un disastroso insuccesso, rendendo inefficace l’unica arma oggi disponibile per bloccare la pandemia, il governo potrebbe non avere altra scelta.

Ci sarebbero – secondo le indiscrezioni rivelate dal Corriere della sera – tre opzioni possibili sul campo. Mentre cresce il fronte di quanti spingono per rendere obbligatorio il vaccino, magari non per tutti. Ma quasi.

Vaccino obbligatorio per i dipendenti pubblici

La prima opzione prevede di imporre l’obbligatorietà dei vaccini ai dipendenti pubblici, in particolare quelli che sono più esposti al contatto con il pubblico o al rischio di contagio. E quindi, medici, insegnanti e impiegati impegnati agli sportelli. Sul punto ci potrebbero essere scontri con i sindacati, che anche ieri hanno protestato davanti al ministero perché insoddisfatti dell’adeguamento del contratto di lavoro. Una scena paradossale: con un Paese in ginocchio, tanti settori in agonia, commercianti costretti a chiudere per sempre.

Lo Stato può imporre l’obbligo

Per il giurista Pietro Ichino l’articolo 32 della Costituzione, ovvero la libertà di sottrarsi ai trattamenti «contiene due principi. Prima sancisce quello di protezione della salute di tutti; poi prevede la libertà di scelta e di rifiuto della terapia. Ma quando la scelta di non curarsi determina un pericolo per la salute altrui, prevale la tutela di questa. Se sono un eremita sono liberissimo di non curarmi e non vaccinarmi. Se rischio di contagiare familiari, colleghi o vicini di posto in treno, no: lo Stato può vietarmi questo comportamento».

E quindi: difficile sostenere la libertà di non vaccinarsi.

È anche vero che l’obbligo potrebbe comportare delle conseguenze. A partire dai risarcimenti che lo Stato sarebbe costretto a elargire in caso di reazioni avverse al vaccino. Reazione che non sono escluse, così come accade per qualsiasi farmaco. Comunque sia, c’è un documento della commissione bioetica che ritiene motivata l’obbligatorietà per alcune categorie. Ma comunque, gli impiegati pubblici sono 3 milioni. Solo il 5% della popolazione. Troppo pochi per modificare un eventuale no di massa, o quasi, alla vaccinazione. Anche per questo il governo immagina anche altre soluzioni.

Vaccino obbligatorio: parente immunità

La seconda opzione è la patente di immunità. Si tratta di un documento – una sorta di carta del vaccinato – o anche di un’app, che consentirà a chi ha già ricevuto il vaccino di partecipare a eventi pubblici. Come andare a vedere le partire, o a cinema, teatro, prendere aerei o treni. In questo caso un limite consiste nei controlli, non sempre possibili (immaginate all’ingresso di una discoteca).

Vaccino obbligatorio dipendenti settore privato

C’è poi una terza opzione. La più delicata. E riguarda i dipendenti del settore privato. Una bella fetta di italiani, oltre quindici milioni. In questo caso l’obbligo del vaccino dovrebbe essere imposto dal datore di lavoro che è tenuto a tutelare la salute dei dipendenti. La questione si complica se un lavoratore rifiuta di vaccinarsi.

Nel settore sanitario obbligo per tutti

Intanto comunque cresce il fronte di quanti sostengono necessario imporre l’obbligo della vaccinazione, a partire da tutto il personale sanitario. Lo ha dichiarato anche Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico.

«Un operatore sanitario deve vaccinarsi – ha dichiarato Miozzo a Il Messaggero -. E secondo me l’obbligo deve valere anche per chi lavora in una rsa, non solo per chi assiste gli ospiti ma anche per chi entra a fare le pulizie».

Ma non solo.

Se la percentuale è bassa decisione inevitabile

«Andrei anche oltre – ha aggiunto Miozzo -. Penso a tutte le strutture pubbliche, alle scuole, a chi lavora a contatto con molte persone. Bisogna andare per gradi. La via maestra è quella del convincimento. Dobbiamo fare il possibile per spiegare agli italiani quanto sia importante e sicuro vaccinarsi. Serve un’informazione adeguata. Se la percentuale resta troppo bassa, allora si prendano misure più serie. Ma in un ospedale, per capirci, non ci devono essere tentennamenti: se vuoi lavorare, devi vaccinarti, dobbiamo proteggere i pazienti. Poco fa ho incontrato un alto ufficiale dei carabinieri e lui, giustamente, mi ha ricordato che per entrare nell’Arma era obbligatorio avere fatto alcuni vaccini. Perché per il coronavirus oggi dovrebbe essere differente quando parliamo di medici e infermieri?».

Prima la strada del convincimento

«Rendere obbligatorio il vaccino per tutti – conclude Miozzo -, da subito, può essere controproducente, rischi di alimentare l’irrazionalità no vax. Devo dire che questi strumenti di sensibilizzazione e informazione ancora non li vedo, ci sono ancora troppe esitazioni. Prevale nella narrazione collettiva il dubbio. Va anche detto che nel prossimo futuro sarà obbligatorio essere vaccinati per viaggiare, si va verso il passaporto sanitario. In fondo già oggi in alcuni Paesi non entri se non hai determinate vaccinazioni, dove sarebbe lo scandalo nel chiedere anche la prova di essere immunizzati al coronavirus?».

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