Vaccino Pfizer, somministrato anche ai bambini

Il vaccino Pfizer potrebbe essere somministrato da settembre anche ai bambini tra i due e gli undici anni, sperimentazione quasi conclusa. Negli Stati Uniti dalla prossima settimana via libera alla vaccinazione dei ragazzini tra i 12 e i 15 anni. Entro agosto il vaccino potrebbe essere disponibile anche per le donne in gravidanza.

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Vaccino Pfizer contro il covid somministrato anche ai bambini tra i 2 e gli 11 anni. Sarà possibile, molto probabilmente dopo settembre.

La casa farmaceutica ha annunciato che alla fine dell’estate presenterà l’autorizzazione di emergenza alla Food and Drug Administration, l’ente regolatorio americano (un organismo simile all’Ema europea o all’Aifa italiana). Subito dopo potrebbe presentare la stessa richiesta anche nel Vecchio Continente.

L’annuncio è stato fatto ieri, nel corso dell’annuncio sugli utili trimestrali dell’azienda (che sono come potete immaginare imponenti).

Vaccino Pfizer anche alle donne in gravidanza?

La Pfizer ha anche dichiarato che prevede già questo mese di applicare la piena approvazione (e quindi superando quella di emergenza) dei vaccini per tutte le persone che hanno una età comptesa tra i 16 e gli 85 anni. Ed entro agosto conta anche di avere a disposizione i dati clinici sulla sicurezza del suo vaccino per le donne in gravidanza.

Vaccino Pfizer, negli usa anche ai 12enni

Ma già dalla prossima settimana la FDA potrebbe rilasciare una autorizzazione all’uso di emergenza che consentirà, per ora solo negli Stati Uniti, di utilizzare il vaccino anche sui ragazzini che hanno un’età compresa tra i 12 e i 15 anni.

Sarebbe un passo avanti nella lotta contro il covid, soprattutto in vista della ripresa per settembre delle attività scolastiche.

Vendita diretta ai cittadini

Negli Stati Uniti l’approvazione piena del vaccino (e quindi senza la dicitura “uso d’emergenza”), potrebbe consentire all’azienda di vendere il prodotto in farmacia direttamente ai cittadini.

I tempi non sono rapidissimi, questo procedimento potrebbe comunque richiedere alcuni mesi. Sarà utile nel caso si dovesse arrivare alla decisione di inoculare, dopo sei, sette mesi dalla seconda somministrazione, una terza dose.

Cos’è la piena approvazione di un vaccino?

Al momento tutti i vaccini in circolazione contro il covid hanno una autorizzazione di emergenza.

Cosa significa? Che le autorizzazioni possono essere revocate appena terminato il periodo di emergenza sanitaria.

Vaccino, c’è chi ha bisogno della terza dose

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La piena approvazione consentirebbe al vaccino di restare sul mercato anche alla fine della pandemia e facilitare l’accesso a una futura (e possibile), vaccinazione per scuole, aziende e autorità che ritenessero necessario procedere con una terza dose.

Vaccino Pfizer, quanto dura la copertura anti covid?

Del resto non è ancora chiara la durata dell’efficacia del vaccino. O meglio: non si sa bene fino a quanto dura la copertura assicurata dagli anticorpi prodotto dal vaccino.

Si ipotizzava un anno, ma potrebbe anche essere meno.

E se pure fosse un anno, in Italia molti hanno avuto le prime dosi tra gennaio e febbraio. Potrebbero avere bisogno già nel prossimo inverno di un richiamo. Soprattutto se continueranno a diffondersi nel mondo altre varianti del coronavirus, potenzialmente più infettive e pericolose.

Negli Stati Uniti rallenta la vaccinazione

Negli Stati Uniti la vaccinazione di massa ha avuto un boom di crescita nei mesi scorsi, ma da qualche settimana il ritmo è rallentato. Sono state vaccinate soprattutto le persone che desideravano farlo. Altri sono scettici. Soprattutto in alcuni Stati e nelle popolose comunità evangeliche.

Un aspetto che preoccupa molto le autorità. Non riuscire a raggiungere alte percentuali di vaccinazione tra i cittadini non consente al Paese di uscire completamente dalla pandemia.

Il traguardo del 70%

Il presidente Biden ha fissato per il 4 luglio il traguardo del 70% della popolazione completamente vaccinata.

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La piena approvazione da parte della FDA del vaccino Pfizer potrebbe aumentare la fiducia nel vaccino, in particolare tra quanti sostengono che sia stato sviluppato troppo velocemente.

Almeno questo è l’auspicio delle autorità americane.

Immunità di gregge, impresa (quasi) impossibile

Ricordiamo che negli Stati Uniti gli scienziati, proprio nei giorni scorsi, hanno ritenuto quasi impossibile raggiungere la ben nota immunità di gregge.

Sia perché una fetta della popolazione rifiuta il vaccino, sia perché l’arrivo di varianti più contagiose ha costretto gli esperti a riformulare i calcoli: se prima l’immunità di massa si riteneva potesse essere raggiunta immunizzando il 70% della popolazione, ora quel dato è stato rivisto, e sarà necessario arrivare all’80%.

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Ma non solo: quell’80% dovrebbe essere diffuso sull’intero territorio. Se qualche zona si ferma al

60%, potrebbe costituire un rischio per il resto del Paese.

L’obiettivo, comunque, non più quello di eliminare il coronavirus, ma di renderlo quasi inoffensivo, come una influenza stagionale o un raffreddore.

Ma anche per raggiungere questo scopo sarà importante vaccinare più persone possibili.

Il quadro americano è sovrapponibile, almeno in parte, anche alla situazione europea.

Vaccino Pfizer in un normale frigorifero

Fino a oggi sono state 131 milioni le dosi di vaccino Pfizer-BioNTech somministrate negli Stati Uniti, secondo i Centers for Disease Control and Prevention. Poco più della metà di tutte le dosi somministrate nel Paese.

L’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, ha dichiarato che con nuovi dati il vaccino potrebbe essere conservato a temperature di frigorifero, e non congelato, per un massimo di quattro settimane. Al momento il limite è di cinque giorni.

Una versione aggiornata del vaccino che potrebbe potenzialmente essere conservata nei frigoriferi per un massimo di 10 settimane, se la sperimentazione procede bene potrebbe essere disponibile da agosto.

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