Il vaccino Pfizer riduce velocemente il contagio del covid

Il vaccino Pfizer riduce in maniera efficace e rapida il contagio da covid, è il risultato di uno studio inglese effettuato su 23.324 persone. Dopo la prima dose abbatte il rischio di infezione del 70%, dopo la seconda dell'85%. Sia dei casi sintomatici sia di quelli asintomatici.

2' di lettura

Il vaccino Pfizer riuscirà a contenere velocemente la diffusione del contagio da coronavirus. Non è né una speranza, né una considerazione (magari anche ovvia), è la conclusione di una ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica “The Lancet”. Lo studio ha coinvolto 23.324 operatori sanitari della Gran Bretagna.

Qual era lo scopo della ricerca? Semplice e importante, valutare l’impatto del vaccino Pfizer sulle infezioni sintomatiche e asintomatiche. In particolare tra gli adulti che sono impegnati in attività lavorative. Si è scelta una media intorno ai 46 anni.

Efficacia contro la variante inglese

I risultati hanno confermato l’efficacia del vaccino Pfizer nel ridurre in modo drastico l’infezione.

Questi sono i numeri: la possibilità di contagio si riduce del 70% dopo 21 giorni dall’iniezione della prima dose e dell’85% sette giorni dopo la seconda.

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Ma non solo: il vaccino si è rivelato particolarmente efficace anche contro la variante inglese, che al momento dello studio era dominante nel Regno Unito.

Gli studiosi hanno concluso che il vaccino Pfizer protegge dalle infezioni sintomatiche e asintomatiche, e quindi potrebbe essere di grande aiuto nel bloccare l’infezione tra la popolazione.

Ma non si può ancora rinunciare alle mascherine

C’è un piccolo ma. «La vaccinazione – sostengono gli scienziati – non elimina completamente il rischio di infezione (resta quel 30, 20% ndr), e quindi i dispositivi di protezione individuale, gli interventi non farmaceutici e i test saranno necessari fino a quando la prevalenza del coronavirus sarà così bassa da ridurre il rischio di trasmissione».

I numeri dello studio

Come detto sono stati coinvolti nello studio 23.324 partecipanti, disseminati in 104 luoghi diversi dell’Inghilterra. La media di età di 46 anni.

Gli scienziati li hanno suddivisi in gruppo positivo e gruppo negativo.

Durante la fase di follow up, che è durata due mesi, sono state registrate 997 nuove infezioni nel gruppo non vaccinato, con una incidenza di 14 infezioni per 10mila persone ogni giorno.

Il gruppo vaccinato ha invece riscontrato 71 infezioni in 21 giorni dopo la prima dose, con una incidenza di 8 persone al giorno ogni 10mila persone e 9 infezioni 7 giorni dopo la seconda dose (incidenza: 4 infezioni ogni 10.000 persone al giorno).

È proprio sulla base di questi numeri che è stato possibile stabilire l’efficacia di una dosa di vaccino Pfizer al 70% e della seconda all’85%.

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