Vaccino, Italia in crisi: mancano le dosi. Ancora ritardi

Vaccino, Italia in crisi: la Pfizer sta accumulando ritardi su ritardi nella consegna delle dosi e si continuerà così fino al 25 gennaio, annuncia l'azienda. Molte Regioni hanno sospeso la somministrazione del farmaco e sono a rischio le seconde dosi. Il governo adirà le vie legali contro la Pfizer ma rischiano di saltare i programmi della campagna di vaccinazione.

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Vaccino, l’Italia in crisi. La campagna vaccinale rischia di arenarsi per i ritardi, che ormai si accumulano, di Pfizer. Oggi dovrebbero arrivare 241.020 dosi, erano quelle previste per ieri, quando ne sono state consegnate solo 53.280. Una situazione che si ripete da giorni, anche venerdì sono arrivate in Italia, via Belgio, 165mila dosi di vaccino Pfizer in meno. Numeri che hanno stravolto l’organizzazione e mettono a repentaglio la somministrazione delle seconde dosi, oltre a sospendere la vaccinazione di altre persone. In particolare, in queste fase, quelle ad alto rischio (gli ospiti delle Rsa) e quelle più esposte al contagio (medici e infermieri).

Una situazione molto preoccupante

La situazione è stata definita dagli esperti dell’Aifa, l’agenzia che regola l’approvazione dei farmaci in Italia, molto preoccupante. Le Regioni sono in evidente difficoltà. Si stanno rinviando i “richiami “ del vaccino e non si è iniziata la somministrazione ad altre persone che avrebbero dovuto riceverlo in questi giorni.

Pfizer, consegne a suo piacimento

Il tutto senza una logica. La Pfizer sta decidendo come, quando e quanto vaccino deve consegnare. A sua discrezione, da Regione a Regione. Un altro motivo che rischia di pregiudicare i piani che era stati fatti per avere una campagna di vaccinazione omogenea su tutto il territorio nazionale.

Ci sono alcune regioni che riceveranno il 50% delle dosi concordate, come Sardegna, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna.

Una crisi quella dei vaccini che preoccupa anche più di quella politica. La ripresa della nazione passa dalla immunizzazione dei cittadini. Se si ritarda si ritarda anche la ripartenza, con le conseguenze che tutti possiamo immaginare. E tutto questo mentre bussano alle porte varianti del coronavirus (inglese, brasiliana e sudafricana), che oltre a essere più contagiose potrebbero anche ridurre la capacità dei vaccini di contrastare l’infezione.

Dal 25 riprende la distribuzione regolare (forse)

Ora la Pfizer annuncia che dal 25 gennaio la distribuzione del vaccino riprenderà in maniera regolare. Il 25 gennaio, con la pandemia che continua a correre e 600 morti al giorno, è una eternità. La comunicazione, con amarezza, è arrivata dal commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri.

«La Pfizer – ha dichiarato – ha annunciato che anche nel corso della prossima settimana non solo non consegnerà in Italia le dosi che non sono arrivate questa settimana, pari al 29%, ma ci sarà una pur lieve riduzione delle consegne».

Esposto in Procura e criterio di solidarietà

Ora il governo, all’unisono con le Regioni, parla di comportamento «deplorevole» e si appresta a presentare un esposto alla Procura per il mancato rispetto dei termini del contratto.

Che sarà anche una decisione e una reazione legittima, ma non risolve il problema. E soprattutto non assicura che questo «deplorevole» comportamento della Pfizer non si ripeta ancora e ancora.

Per far fronte all’emergenza Governo e Regioni hanno rimodulato il piano per la distribuzione dei vaccini, è stato anche inserito un criterio di solidarietà. Ovvero: le Regioni che hanno più dosi di scorta potrebbero cederle a chi ne ha meno consentendo quindi la somministrazione del richiamo rispettando in tempi previsti (circa tre settimana dalla prima inoculazione).

Slittate molte vaccinazioni

Intanto però sono slittate molte vaccinazioni previste. In Campania alla Mostra d’Oltremare ieri nessuna vaccinazione, in attesa che arrivi il nuovo carico di dosi. Rischia di saltare l’obiettivo della prima fase, che era quello di vaccinare tutto il personale sanitario e gli over 80. Al momento in Italia hanno ricevuto la prima dose un milione e 200mila persone. Ma meno di 5mila sono state immunizzate anche con la dose di richiamo del vaccino.

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