Vaccino Pfizer, ritardi anche a febbraio: Regioni in crisi

Vaccino Pfizer: ci saranno ritardi anche nelle prime due settimane di febbraio per la consegna dei vaccini e la campagna di immunizzazione è in crisi. Slitta la somministrazione del vaccino agli over 80 e ci sono problemi anche per i richiami. Zaia: lo facciamo noi. Ma l'unica speranza è l'immissione il prima possibile sul mercato di altri prodotti.

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Vaccino contro il coronavirus, altri ritardi. Gli effetti dei problemi della Pfizer ricadranno sulle Regioni italiane (e non solo), e quindi sulla campagna vaccinale, per almeno altre tre settimane. Un tempo enorme, almeno rispetto al piano che era stato approntato dal governo per vaccinare buona parte degli italiani entro la fine dell’estate. Questo accade mentre incombe in tutta Europa l’incubo delle varianti, che oltre a essere più contagiose rischiano di essere anche resistenti al vaccino.

Slitta la vaccinazione degli over ’80

La vaccinazione in Italia era partita anche bene, almeno rispetto ad altri Paesi europei, più di un milione di persone hanno ricevuto la prima dose e 20mila anche il richiamo. Ma il ritardo di Pfizer rischia di far saltare tutti i programma. Anzi, è già più di un rischio. Ci saranno difficoltà per l’inoculazione delle seconde dosi e la vaccinazione degli over 80.

Ritardi anche a febbraio

Sembrava si dovesse risolvere entro il 25 gennaio, per quel giorno – così aveva annunciato la Pfizer – i rifornimenti di vaccino sarebbero stati normalizzati. Non sarà così. Ieri la casa farmaceutica ha fatto sapere che non potrà integrare le dosi che non sono arrivate in questi giorni. E c’è di peggio; i ritardi dureranno per almeno altri quattordici giorni a febbraio.

De Luca: situazione grave e inaccettabile

La preoccupazione è altissima. Soprattutto tra le Regioni, che gestiscono la fase finale della somministrazione dei vaccini. De Luca, governatore della Campania era infuriato: «Abbiamo ricevuto ieri sera la comunicazione che la fornitura di vaccini prevista per la Campania il 25 gennaio è stata dimezzata. Già i ritardi dei giorni scorsi hanno prodotto una forte diminuzione nelle vaccinazioni. Questa ulteriore riduzione di consegne rischia di bloccare del tutto le somministrazioni, determinando una situazione grave e inaccettabile».

Problemi in tutte le Regioni

Naturalmente la stessa storia si ripete ovunque, dalla Val d’Aosta alla Sicilia. Con Regioni che hanno avuto anche meno dosi rispetto alle altre. Divaricazioni che potrebbero essere risolte solo con una compensazione solidale tra le Regioni.

Ma è un pannicello caldo. Può risolvere delle emergenze nell’immediato. Garantire almeno in parte la somministrazione dei richiami. Ma niente di più. Per la vaccinazione degli over 80, la categoria più a rischio con le infezioni di coronavirus, non ci sono tempi certi.

Luca Zaia: il vaccino lo produciamo noi

Una proposta per risolvere le difficoltà di Pfizer l’ha lanciata il presidente del Veneto, Luca Zaia, ma sembra più una boutade che un’idea concreta, ovvero: affidare ad imprenditori italiani, dopo un accordo con la Pfizer, la produzione del vaccino. Le Regioni potrebbero mettere gli stabilimenti a disposizione.

Speranza AstraZeneca

Potrebbe essere una strada. Ma anche no. Pure perché sta per arrivare sul mercato almeno un altro vaccino (AstraZeneca), oltre quello di Moderna. E la soluzione, quella vera, per arginare le difficoltà di Pfizer potrebbe essere quella.

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