Vaccino, quando sarà il mio turno? Categorie e prenotazioni

Vaccino contro il coronavirus: la campagna vaccinale stenta a decollare perché mancano le dosi, ma nonostante le difficoltà questi sono i tempi previsti per le vaccinazioni. Molto dipende dalla case farmaceutiche. Oggi si puntava a somministrare 400mila dosi, non si andrà oltre le 175mila. Quando toccherà ai 60enni? E quando agli altri?

4' di lettura

Chi avrà oggi il vaccino contro il coronavirus? E quando toccherà a tutti gli altri? Come sta procedendo la campagna di immunizzazione del Paese, rispetteremo i tempi previsti, ossia il raggiungimento della immunità di gregge entro la fine dell’estate?

Difficile, ma non improbabile. Al momento ci sono difficoltà evidenti, anche gravi, e apparentemente insormontabili.

Nel piano vaccinale c’è una previsione precisa: oggi dovrebbero essere somministrate 300mila dosi di vaccino. L’obiettivo non sarà raggiunto: difficile superarne 175mila. Il problema sono i vaccini, che non ci sono. E non ci saranno a sufficienza per almeno questa settimana. Si è in attesa delle consegne di Pfizer, mentre AstraZeneca ha più che dimezzato gli obiettivi (da 180 milioni a 75). Da Johnson e Johnson non è arrivata una sola dose. Le prime arriveranno ad aprile, ma saranno meno delle 7 milioni e mezzo che erano state promesse.

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Le difficoltà sono evidenti, l’Europa continua a essere ottimista, i governatori di Regione assicurano che i ritardi non dipendono da loro.

Al momento bisogna ancora completare le categorie che sono più esposte: personale sanitario, ultra 80enni, residenti nelle Rsa, professori e lavoratori della scuola, cittadini fragili, forze dell’ordine e forze armate. Nel frattempo dovrebbero partire le vaccinazioni per tutti gli altri, spetterebbero ai medici di base. Ma sono partite solo nel Lazio. La Campania e altre regioni sono in alto mare.

Vaccino a ultra 80enni, gravi ritardi

Dovrebbe completarsi più a inizio maggio che entro aprile, almeno nelle Regioni che sono più indietro nella somministrazione del vaccino a questa categoria. Per ora hanno ricevuto la prima dose 2.221.000 anziani. Siamo al 50% del totale. Si procede a un ritmo di 50mila somministrazione al giorno (tutte con Moderna e Pfizer). Facendo due conti si arriva appunto ai primi di maggio. Avrebbero dovuto essere immunizzati a febbraio.

In alcune regioni si procede con una certa velocità, come nel Lazio e in parte in Campania. Altrove i numeri sono davvero deprimenti.

Quando tocca a chi ha tra 70 e 79 anni?

In questa fascia di popolazione ci sono 5.5 milioni di italiani. Molte regioni non potranno partire prima di maggio, altre stanno già raccogliendo le prenotazioni. Dovrebbero essere vaccinate nei centri vaccinali o dai medici di base.

I tempi previsti per la fascia dei 60enni

I tempi sono incerti. Il piano vaccinale esposto dal commissario Figliuolo prevedeva di iniziare entro aprile. Ma devono realizzarsi quelle che al momento sembrano solo speranze: raggiungere il prima possibile quota 500.000 vaccinazioni al giorno e avere entro aprile o inizi di maggio parte delle 33 milioni di dosi del vaccino Johnson e Johnson che dovrà essere somministrato anche nelle 19.000 farmacie sparse su tutto il territorio italiano. Il vaccino monodose è quello che potrebbe garantire una accelerazione della campagna vaccinale. Ma già si annunciano ritardi nelle consegne, almeno nella prima fase. In tutto, entro settembre, dovrebbero esserne consegnate in Italia 22 milioni di dosi. Che significa 22 milioni di cittadini italiani immunizzati. C’è un dovrebbero di troppo.

Vaccinazione sui posti di lavoro

Le case farmaceutiche dovrebbero consegnare in Italia 60 milioni di dosi entro giugno e altre 80 entro settembre. Su questi numeri si basa il piano per la vaccinazione degli italiani. Sono numeri che garantirebbero la somministrazione del vaccino a tutti i cittadini che hanno intenzione di mettersi in sicurezza. Sarà possibile? Chissà.

Se tutto procede senza ulteriori intoppi, prima dell’estate cominceranno anche le vaccinazioni sui posti di lavoro, in particolare nelle fabbriche con più personale. Da giugno saranno vaccinati tutti, anche i ragazzi delle università. Sarà in quella fase che la campagna di vaccinazione assumerà davvero le proporzioni di una somministrazione di massa.

Il commissario straordinario per l’emergenza assicura che gli uomini, le strutture e la logistica sono pronte. Al momento manca un numero adeguato di vaccini. E non è detto, purtroppo, che entro maggio, giugno, le case farmaceutiche siano in grado di assicurare tutte le dosi promesse. Si vedrà. Gli stop sono già stati troppi. Incrociamo le dita.

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