Valle del Sabato. “Siamo stanchi di respirare puzze e veleno”

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I riflettori si accendono e si spengono sulla Valle del Sabato. E così, dopo un po’ di clamore suscitato dalla richiesta di aprire una fonderia di piombo e un forno crematorio, così, tanto per peggiorare i già disastrosi tassi di inquinamento, è di nuovo calato il sipario sulla “valle dei veleni”.

L’intollerabile silenzio

Non importa se ad Avellino si continuano a sforare i limiti di polveri sottili nell’aria, anche dopo mesi di stop al traffico. Non importa se non è stato adottato nessun provvedimento, nessun piano, nessuna iniziativa concreta per tentare di risanare decenni di colpevole immobilismo (sarebbe meglio dire “totale menefreghismo”). Non importa che la miriade di candidati sindaco al comune capoluogo, non citino a sufficienza, nelle pur mirabolanti promesse elettorali, una strategia che aiuti sia la città, sia l’adiacente zona industriale a uscire dall’imbuto infestante dell’aria tossica (Avellino non è rientrata nella lista nera stilata da Legambiente negli ultimi mesi solo perché scavalcata dalle città del nord reduci da un inverno senza pioggia).

Mazza, l’appello per la Valle del Sabato

Anche per questo – probabilmente – il presidente del comitato “Salviamo la Valle del Sabato, Franco Mazza, ha consegnato nella sua pagina Facebook, un accorato appello. Lo ha indirizzato a tutti. Dal procuratore Cantelmo al ministro Costa, passando per una decina di altre istituzioni (Arpac e Regione compresa), che sul risanamento e la bonifica di questa zona hanno più di una voce in capitolo. E anche più di una responsabilità.

Date ascolto al nostro grido di dolore

“Vi imploriamo – scrive Mazza -. Fate qualcosa per questo territorio. Le puzze che sopportiamo minano la nostra resistenza e la vostra credibilità. Non si tratta di miasmi provenienti da attività sconosciute, tutt’altro! Si tratta di mettere sotto controllo chi è semplicemente recalcitrante, incurante e indifferente rispetto al contesto in cui opera. Il contesto è composto da uomini, donne, bambini e anziani che vi abitano.
Spero che vi sia ormai chiaro che siamo stanchi e molto preoccupati anche per la salute. In piccole comunità come le nostre non ci era ancora capitato di riscontrare neoplasie in adolescenti e addirittura neonati”.
“Date ascolto – conclude Mazza – al nostro grido di dolore! Noi non molleremo e non vorremmo trovarci a dover registrare iniziative dettate dall’esasperazione”.

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