Variante Covid. Allarme Europa, e c’è la mutazione francese

Variante Covid: allarme in tutta Europa e ieri summit dei 27 Paesi per arginare la diffusione mentre spunta alle porte di Parigi una variante francese molto contagiosa. In un ospedale alle porte di Parigi sono stati contagiati dal coronavirus 170 pazienti e 70 tra medici e infermieri. Dieci casi di variante inglese scoperti in Lombardia.

4' di lettura

Le nuove varianti del coronavirus (ora è spuntata anche quella francese), fanno paura all’Europa. Ieri, al termine di un summit in teleconferenza tra i rappresentanti dei 27 Paesi, sono state decise misure più restrittive per frenare la diffusione delle varianti, in particolare quella inglese e quella sudafricana (che sono già state rintracciate un po’ ovunque), e che risultano decisamente più contagiose del ceppo che sta circolando nel vecchio continente da mesi.

Test obbligatori e mappa del rischio

È stata prevista l’introduzione dei test obbligatori per tutte le persone che si apprestano a partire e la quarantena obbligatorie all’arrivo per chi ritorna da zone ritenute ad alto rischio. Le aree a più alto contagio saranno definite su una cartina epidemiologica con varie gradazioni di rosso, da più chiaro a più scuro, dove evidentemente il rischio viene ritenuto più elevato.

Accelerare su AstraZeneca

I 27 hanno anche valutato il ritardo della Pfizer nella distribuzione del vaccino, almeno per come era stata concordata. E deciso di velocizzare il più possibile l’approvazione del vaccino di AstraZeneca, che dovrebbe limitare i danni causati dalle forniture intermittenti della Pfizer.

Ora, in questo momento, e proprio per contrastare le varianti del coronavirus è importante vaccinare il più alto numero di persone nel più breve tempo possibile. A cominciare dai più esposti e i più fragili.

Passaporto vaccinale

Si è discusso anche del passaporto vaccinale, per consentire agli immunizzati di potersi muovere liberamente all’interno dell’Ue. È stata soprattutto la Grecia a promuovere questa scelta, probabilmente per tentare di salvare la prossima stagione turistica.

Ma la verità, è emerso alla fine della lunga riunione, è che «nessuno può dire con certezza cosa accadrà in seguito alla comparsa dei virus mutati e tutti hanno paura di vedere le contaminazioni esplodere come è avvenuto in Inghilterra».

La variante inglese in Lombardia

Nel frattempo, e la notizia è di queste ore, la variante inglese è arrivata a Mantova e Cremona, dove sono stati registrati 10 contagi tra persone che sono rientrate dall’Inghilterra. L’Ats Val Padana ha tracciato tutte le 250 persone tornate dal Regno Unito.

Ventidue sono le persone risultate positive. Ma dieci sono quelle infettate dalla variante inglese, che è molto più contagiosa (tra il 50 e il 60%),

Sotto esame ci sono altri 18 tamponi, in questo caso si cercano tracce della variante brasiliana, che rispetto alla variante inglese, così come quella sudafricana, ha un altro problema: potrebbe essere più resistente agli anticorpi dei vaccini.

Ora spunta la variante francese

Sulle varianti del coronavirus c’è anche un’altra notizia. E arriva dalla Francia. Nell’ospedale di Campiégne, a un’ora d’auto da Parigi, si è sviluppato un maxi focolaio. Oltre 170 pazienti e 70 tra medici e infermieri sono contagiati. Il coronavirus si è diffuso in tutti i reparti.

I primi test hanno escluso che si tratti della variante inglese del coronavirus (la variante B117). Il timore è un altro, la comparsa di una variante francese, comunque molto più contagiosa del ceppo precedente.

C’è molta preoccupazione, anche perché fenomeni analoghi sono stati riscontrati in altri ospedali, nel Sud Ovest e nell’Est del Paese transalpino, dove la media dei contagi è molto più alta rispetto alla media nazionale.

Mutazioni sempre più imprevedibili

Gli esperti non sono sorpresi del moltiplicarsi di queste varianti, le mutazioni con il passare del tempo sono normali. Ma proprio per questo la campagna di vaccinazione deve accelerare il più possibile. Più contagi ci sono e più varianti ci saranno, con il rischio che nel frattempo le mutazioni rendano del tutto inefficaci i vaccini che sono stati immessi sul mercato.

Eppure, proprio la Francia, è tra i Paesi più indietro nella campagna di vaccinazione. Mentre Italia e Germania sono decisamente oltre il milioni di prime dosi inoculate, la Francia è ferma a 700mila. E la lentezza delle vaccinazioni, con il timore della diffusione di nuove varianti, sta suscitando un esteso allarme. Al punto che si parla di un terzo lockdown per cercare di arginarne la diffusione e non compromettere la campagna di vaccinazione.

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