Variante Delta in aumento in Italia, ma non sale in contagio

La variante Delta è in costante aumento in Italia, mentre cala la prevalenza della mutazione inglese: al momento non c'è una crescita del contagio. In un mese l'incidenza è passata dall1% al 22,7%. La vaccinazione completa è sufficiente a contenerla. La preoccupazione degli esperti motivata per l'alto numero di persone non ancora immunizzate in tutte le fasce di età.

5' di lettura

La variante Delta è in costante aumento in Italia, in un mese è passata da una incidenza dell’1% al 22,7%. La buona notizia è che la diffusione di questa mutazione più contagiosa non ha provocato un aumento dei casi di Covid, dei ricoveri e dei morti.

Di contro la variante Alfa (quella inglese), che è stata dominante in Italia per mesi, è ora in calo, poco più del 50%.

La variante Delta è presente in tutta Europa ed è segnalata ovunque in aumento. In Italia è stata individuata in 16 regioni. Ma non si può dire che nelle altre sia assente. Potrebbero solo non essere stati fatti i sequenziamenti necessari. È probabile che tra una, due settimane, il quadro sarà più chiaro ed esauriente.

Variante Delta, diffusione in Italia regione per regione

Ma, dati alla mano, vediamo dove e in che misura la variante Delta è diffusa in Italia, regione per regione:

  • Abruzzo 56,3%,
  • Calabria 30%
  • Campania 29,5%
  • Emilia-Romagna 23, 2%
  • Friuli Venezia Giulia 70,6%
  • Lazio 34,9%
  • Liguria 33,3%
  • Lombardia 38.2%
  • Marche 44,4%
  • Bolzano 60%
  • Piemonte 5%
  • Puglia 16,2%
  • Sardegna 66,7%
  • Sicilia 2,9%
  • Toscana 7%
  • Veneto 11,1%

E in vece, non sono stati riscontrati casi in queste regioni:

  • Basilicata,
  • Molise,
  • Provincia di Trento,
  • Umbria
  • Val d’Aosta.

Variante Delta, decisivo il tracciamento dei positivi

La diffusione della variante Delta in Italia era prevedibile. Il virus sta avendo lo stesso andamento già registrato in decine di altre nazioni, in Europa e non solo.

L’importante in questa fase è il tracciamento dei positivi, anche per riuscire a contenere in maniera efficace il contagio. Operazione possibile in Italia, visti i numeri.

La mappatura si può fare fino a quando i contagi sono inferiori ai 50 ogni 100.000 abitanti.

Come difendersi dalla variante Delta

Come possiamo difenderci dalla variante Delta? La risposta è piuttosto scontata: con i vaccini. Un ciclo completo però (nel caso di Johnson e Johnson basta una sola iniezione). È sufficiente a scongiurare forme gravi di infezioni Alfa e Delta.

I vaccini, come saprete, sono meno efficaci con la mutazioni Beta e Gamma (sudafricana e brasiliana). Ma sono comunque una difesa importante. Probabilmente irrinunciabile.

Oltre la variante Delta qual è la diffusione in Italia delle altre mutazioni?

La variante Gamma (brasiliana), è in calo: è passata da una prevalenza del 7,3% all’1.8%.

Non sono invece stati riscontrati casi di mutazione Beta (sudafricana) e Kappa (una mutazione della mutazione Delta).

Troppe persone non ancora vaccinate

L’Istituto Superiore della Sanità non ha escluso una certa preoccupazione, perché la vaccinazione della popolazione è ancora distante da una quota che garantisca coperture sufficienti per ogni fascia d’età. E quindi la diffusione della variante Delta ha potenzialmente lo spazio per avere un impatto rilevante (come sta accadendo in Gran Bretagna, dove ora si contano 28mila casi al giorno).

L’immediato futuro della pandemia è tutto nei ceppi mutanti. O meglio: sulla capacità sia di individuarli sia di verificarne il prima possibile le caratteristiche e il livello di trasmissibilità.

Il livello di trasmissibilità è quello che incide in modo maggiore, è chiaro, sulla diffusione. E infatti la variante Delta, più contagiosa di quella inglese, brasiliana o sudafricana, sta facilmente prendendo il sopravvento ovunque.

L’elenco di tutte le varianti in circolazione, dall’Alfa alla Zeta

L’importante, in questo continuo ciclo di mutazioni, è che le nuove varianti non sia in grado di aggirare del tutto le protezioni del vaccino.

Queste sono tutte le varianti al momento riscontrate nel mondo:

  • Alfa (inglese)
  • Beta (sudafricana)
  • Gamma (brasiliana)
  • Delta (indiana)

Queste altre sono oggetto di interesse:

  • Eta (trovata per la prima volta in Nigeria),
  • Epsilon (Usa),
  • Theta (Filippine),
  • Kappa (India e Colombia).

E queste sono invece «oggetto di monitoraggio»:

  • Lambda (Perù),
  • Iota (Usa),
  • Zeta (Brasile).

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