Variante inglese, in Campania contagiato un positivo su 4

Campania, un positivo su 4 contagiato dalla variante inglese: la dimostrazione che la mutazione è ormai diffusa e presto sarà il ceppo dominante nella regione. Il dato è simile a quello nazionale ed è stato accertato da una ricerca dell'Istituto Zooprofilattico, dalla Tigem e dal Cotugno.

2' di lettura

In Campania un positivo su quattro è stato contagiato dalla variante inglese del coronavirus, il 25%. Una conferma che la diffusione del nuovo ceppo è ormai molto avanzata e nel giro di qualche settimana, così come è accaduto altrove, sarà quello dominante. Avrà cioè sostituito del tutto quella originaria.

Accertata la presenza massiccia della mutazione

Il dato viene fuori da una indagine sull’aumento dei campioni positivi registrati in Campania nelle ultime settimane, aumento che – era l’ipotesi iniziale, poi confermata – avrebbe potuto coincidere con l’arrivo di una delle tre varianti principali (inglese, sudafricana e brasiliana).

Lo studio di sorveglianza epidemiologica, condotto da Istituto Zooprofilattico, Tigem e Cotugno, ha dunque preso in esame la diffusione territoriale del contagio con il campionamento dei casi positivi. Una ricerca che ha già accertato la presenza massiccia della variante inglese nella regione. Il 25% trovato in Campania è comunque in linea con il dato medio nazionale.

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È ancora più urgente vaccinare in fretta

«È questa la principale motivazione – scrive in una nota l’Unità di Crisi della regione – per mantenere altissima la guardia e per cui si richiede un lavoro ancora più intenso di controllo sui territori e sui contatti diretti dei positivi con variante inglese. E’ in atto un’azione di monitoraggio costante sulla diffusione di varianti, ed è ancora più urgente che vi siano a disposizione i vaccini».

La variante inglese è la prima ad aver allarmato la comunità scientifica, a causa delle numerose alterazioni a livello genetico che la caratterizzano. Si chiama B.1.1.7 e, secondo gli scienziati, ha avuto origine nel Sud-Est dell’Inghilterra a settembre. Si è diffusa molto in fretta da novembre in poi.

Le caratteristiche della mutazione

Le alterazioni che caratterizzano questa variante sarebbero almeno 23, 14 delle quali localizzate sulla proteina spike, la “chiave” d’ingresso del virus nella cellula. Stando alle osservazioni degli studiosi, questa variante presenta maggiori capacità di legarsi al recettore ACE-2 umano e pertanto rende più semplice la propagazione del virus.

Più contagiosa, ma i vaccini funzionano

I primi dati indicano che probabilmente è più contagiosa, ma non più virulenta, anche se recenti studi parlano di un aumento fino al 30% della letalità, ma non è ancora chiaro se sia un dato legato davvero alla sua gravità intrinseca o spiegabile con la maggiore diffusione di questo tipo di virus tra le categorie fragili.

In ogni caso sembra possa essere neutralizzata dagli attuali vaccini anti-coronavirus. Dai primi studi infatti emerge che i vaccini Pfizer, Moderna e Astrazeneca funzionino contro questa particolare variante.

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