Variante inglese in Italia: 44mila i rientri dal Regno Unito

Variante inglese in Italia. È scattato l'allarme e il tracciamento delle persone e dei contatti rientrati nelle ultime due settimane dagli aeroporti londinesi verso l'Italia. Impresa difficile, sono tanti. Ma non solo, è difficile intercettare gli italiani che hanno fatto scalo in qualche altro aeroporto europeo. La variante inglese è molto contagioso anche con una bassa carica virale.

Variante inglese in Italia: 44mila i rientri dal Regno Unito
Variante inglese in Italia: è scattato l'allarme e il tracciamento delle persone e dei contatti rientrati nelle ultime due settimane dagli aeroporti londinesi verso l'Italia.
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L’allarme per la variante inglese del coronavirus è partita in ritardo. Troppo. Mentre il contagio si diffondeva in Gran Bretagna sono entrate in Italia 44mila persone. Per tutte sono scattati i controlli. Saranno sottoposti a tampone e insieme a loro anche i contatti più diretti. Si cerca di arginare la diffusione della variante inglese anche in Italia.

Il timore è evidente: si tratta di un ceppo più contagioso e capace quindi di far rialzare e di molto la curva epidemiologica, anche se – è bene chiarirlo – a una elevata contagiosità della variante inglese non corrisponde un maggiore gravità della patologia.

I problemi legati alla variante inglese sono però ben chiari: più contagiati, più ricoveri in ospedale, più morti.

A due passi dalla vaccinazione di massa sarebbe fondamentale evitare o ridurre al minimo questo pericolo.

La responsabilità del governo inglese

Le responsabilità del governo inglese, nei confronti dei suoi cittadini e dei Paesi Europei, è evidente. Tracce della variante inglese erano state già trovate a settembre. A novembre si è diffusa nel Kent, unica zona del Regno Unito a veder crescere i contagi mentre altrove erano in fase calante. Fino a una settimana fa il premier Boris Johnson ha continuato a rassicurare tutti («Il Natale è salvo»), per poi raccontare, venerdì scorso, che chiudeva tutto perché la variante inglese era fuori controllo. Spiazzando tutti, i suoi concittadini e i Paesi di tutto il mondo. In primis i vicini europei. E gettando nel panico il pianeta in lotta contro il contagio.

Subito dopo sono stati bloccati i voli da e per l’Inghilterra da un numero sempre crescente di Paesi. La Gran Bretagna è ora isolata. Iniziano a scarseggiare anche alcuni vivere.

La decisione di Speranza

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha disposto che «le persone che si trovano nel territorio nazionale e che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato nel Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente l’avvenuto ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e a sottoporsi a test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone».

Corsa contro il tempo per fermare la variante inglese

Ora è corsa contro il tempo. E’ partito il tracciamento di decine di migliaia di persone. Si cerca di evitare le conseguenze di una eventuale diffusione del virus inglese, che nel sud est del Paese ha soppiantato in pochi mesi il coronavirus “tradizionale”.

I voli da Londra

Da Milano Malpensa e Linate sono sbarcate solo da Londra – che è ora l’epicentro della nuova ondata – 9.000 persone in due settimane. Dagli aeroporti di Roma (Fiumicino e Ciampino), altre 7.000. Ma la contabilità dei rientri non può tenere conto di quanti, provenienti dall’Inghilterra, hanno fatto scalo in Francia, Olanda o Germania.

Il traffico aereo tra l’Italia e la Gran Bretagna è notevole. Dal 7 al 20 dicembre – come scrive il Corriere della Sera – sono partiti dagli scali londinesi di Heatrhrow, Gatwik, Stansed e Luton, 113 aerei, tutti diretti a Milano, Roma e Bergamo.

Italiani bloccati in Gran Bretagna

Domenica scorsa, giorno del blocco dei voli, sono atterrati in Italia, provenienti dal Regno Unito, 29 aerei. 15 sono stati bloccati. Ora migliaia di connazionali sono bloccati in Gran Bretagna e stanno chiedendo alla Farnesina la possibilità di rientrare dopo aver effettuato il tampone.

La variante inglese contagiosa anche con bassa carica virale

In molti si chiedono perché la variante inglese del coronavirus sia più contagiosa, anche con una bassa carica virale.

Per il primario dell’Ospedale Sacco di Milano, Mauro Viecca «il virus con la variante inglese è più contagioso perché basta meno carica virale per trasmetterlo, a maggiore ragione occorre usare la mascherina. Si è modificato – spiega l’esperto all’Agi – uno degli aminoacidi che formano la proteina Spike, che possiamo immaginare come una serratura che permette al virus di entrare nei polmoni. Ciò appunto comporta una maggiore velocità di diffusione perché è sufficiente una carica virale inferiore per infettare a fronte di un quadro clinico che è rimasto del tutto invariato».

La variante inglese ha in pratica sovvertito quella che era diventata una delle poche certezze degli esperti sul coronavirus, ossia: meno carica virale, meno contagiosità. Un po’ come è accaduto questa estate.

Con la variante inglese non è più così: resta molto contagioso a prescindere dalla carica virale e fino al 70-80% in più della versione più nota del coronavirus.

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