Variante inglese. Vaccinazioni veloci o sarà un disastro

Variante inglese. Uno studio britannico conferma l'alta contagiosità del nuovo ceppo e indica come unica soluzione la veloce somministrazione del vaccino. Ma in Usa e Gran Bretagna il vaccino si sta distribuendo troppo lentamente. Ulteriori restrizioni non garantiscono il contenimento della diffusione del contagio e dei morti con la nuova variante: «Potrebbero essere più del 2020»

Variante inglese. Vaccinazioni veloci o sarà un disastro
Variante inglese. Uno studio britannico conferma l'alta contagiosità del nuovo ceppo e indica come unica soluzione la veloce somministrazione del vaccino.
5' di lettura

Uno studio pubblicato mercoledì sulla variante inglese del coronavirus conferma i dati preoccupanti che hanno allarmato tutto il mondo. In particolare l’elevata contagiosità. La ricerca è stata elaborata da un team di scienziati britannici. La conclusione? Il nuovo ceppo di coronavirus è così altamente contagioso che sono necessarie ulteriori restrizioni e potrebbero non essere sufficienti. L’unica soluzione «è accelerare la somministrazione del vaccino» alla popolazione.

Il responsabile dello studio è Nicholas Davies, epidemiologo presso la London School of Hygiene and Tropical Medicine, che ritiene lo studio sia un modello di riferimento e un avvertimento per quei Paesi – oltre la Gran Bretagna – dove la variante inglese potrebbe essere già diffusa.

Lo studio è stato pubblicato dal Center for Mathematical Modeling of Infectious Diseases della London School of Hygiene and Tropical Medicine. Non è stato comunque ancora sottoposto a revisione. La ricerca ha confrontato una serie di modelli per prevedere i dati su infezioni, ricoveri e altre varianti. Altri ricercatori stanno studiando se la variante inglese sia biologicamente distinta da altre.

Variante inglese più contagiosa del 56%

Gli scienziati non hanno trovato conferme che la variante inglese sia più mortale di altre. Ma hanno stimato che fosse il 56% più contagiosa. Lunedì, come ricorderete, il governo britannico nell’annunciate nuova restrizioni aveva parlato di una incidenza di contagio superiore del 70% rispetto ai ceppi noti di coronavirus.

Bill Hanage, un epidemiologo della Harvard TH Chan School of Public Health che non è stato coinvolto nello studio, ha definito il risultato della ricerca «solido e coerente. È importante? Sì. Esistono prove che indichino una maggiore trasmissione? Sì. La variante inglese potrebbe avere un impatto significativo nei prossimi mesi? Sì».

Gli scienziati britannici hanno individuato una serie di minuscole mutazioni in diversi campioni trovati in Gran Bretagna. Tutte variazioni che stanno aiutando, in particolare la variante B117, a diffondersi più facilmente.

L’attenzione degli studiosi sulla variante inglese si è puntata in questo mese, dopo che è stata accertata la rapida e travolgente diffusione a Londra e nell’Inghilterra orientale.

Si sta diffondendo in modo uniforme

Il professore Davies e il suo team hanno trovato ulteriori prove sulla facilità di diffusione di questo ceppo del coronavirus. È stata esclusa la possibilità che la variante inglese si stesse diffondendo di più in alcune regioni del Regno Unito solo perché le persone che risiedono in quelle zone si spostano di più e hanno quindi maggiori possibilità di infettarsi o infettare gli altri. Infatti, i dati registrati da Google, che segnalano i movimenti delle persone sui cellulari, non hanno dimostrato differenze sostanziali tra un territorio e l’altro.

Per accertare la capacità di diffusione della variante inglese del coronavirus i ricercatori hanno costruito diversi modelli matematici e analizzato quello che meglio di altri prediceva il numero dei nuovi casi confermati, oltre ai ricoveri e ai decessi.

Più morti del 2020

La conclusione è stata chiara: la variante inglese è capace di diffondersi più delle altre varianti. La stima è un più 56% di contagiosità rispetto ad altre varianti. «La situazione – ha dichiarato Davies al New York Times – deve essere presa molto sul serio».

Se non ci sarà una somministrazione più veloce del vaccino «i contagi, i ricoveri in terapia intensiva – ha continuato Davies – i morti del 2021 potrebbero superare quelli del 2020».

Fondamentale, hanno sostenuto gli scienziati, evitare l’apertura delle scuole e imporre restrizioni severe per evitare un rimbalzo importante dei casi.

Gli scienziati sono fiduciosi sull’efficacia del vaccino sulla variante inglese, anche se questa convinzione deve essere confermata da esperimenti di laboratorio che sono in corso.

Troppo lenta la somministrazione dei vaccini

La vaccinazione, dunque, come rimedio possibile per frenare la diffusione capillare, intensa e fuori controllo dalla variante inglese. Ma in Gran Bretagna si procedendo al ritmo di 200.000 vaccinazioni alla settimana. Troppo basso per gli scienziati. «Con quei numeri sarà impossibile abbassare il livello del restrizioni». Bisognerebbe arrivare a due milioni di vaccinazioni contro il coronavirus la settimana. Al momento non si sa se le strutture sanitarie britanniche siano in grado di garantire quel numero. E neppure quelle di altre nazioni europee.

La diffusione nel mondo

Negli Stati Uniti non è ancora chiaro se si sia diffusa la variante inglese. È impossibile escluderlo, anche perché i Centers for Disease Control and Prevention hanno comunicato che solo una piccola frazione delle infezioni è stata sequenziata. Quindi potrebbe essere già lì. E anche negli Usa il ritmo delle vaccinazioni procede troppo lentamente per evitare una diffusione su larga scala della nuova variante.

Casi di variante inglese sono stati trovati un po’ ovunque in Europa (anche in Italia, nelle Marche e in Puglia), ma pure in Giappone. Resta ancora da accertare scientificamente se davvero e in che modo la mutazione britannica sia più contagiosa sui bambini. In Sud Africa è stata scoperta una ulteriore variante, che sembra ancora più contagiosa.

Serve uno sforzo maggiore per contenere il contagio

Alessandro Vespignani, è il direttore del Network Science Institute della Northeastern University di Boston, ha osservato che «questa è un’altra svolta nella trama del coronavirus»

«Mentre stavamo tutti rallegrandoci per il vaccino – ha dichiarato al New York Times – ecco la possibilità di un cambiamento del contesto epidemiologico che rende i nostri prossimi mesi molto più complessi e più pericolosi da navigare. Si stanno accumulando prove che la variante è più trasmissibile, e questo implica che probabilmente richiederà uno sforzo ancora maggiore per mantenere la diffusione sotto controllo»

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