Variante inglese. Altri tre casi in Italia, in Puglia e Veneto

Variante inglese. Altri tre casi sono stati individuati nelle ultime ore della pericolosa mutazione inglese del coronavirus: uno in Puglia e due nel Veneto. Che sono anche le regioni italiane che stanno conoscendo in queste settimane l'aumento più consistente di infezioni.

Variante inglese. Altri tre casi in Italia, in Puglia e Veneto
Variante inglese. Altri tre casi sono stati individuati nelle ultime ore della pericolosa mutazione inglese del coronavirus: uno in Puglia e due nel Veneto.
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C’è un secondo caso di variante inglese del coronavirus in Puglia e altri due in Veneto, a Treviso e Vicenza. Lo hanno annunciato poco fa l’assessore alla Salute della Regione pugliese, il virologo Pierluigi Lopalco e il governatore del Veneto, Luca Zaia.

In Puglia si tratta di un giovane rientrato da Londra il 19 dicembre, con lo stesso aereo dove aveva viaggiato anche la donna ritrovata positiva alla variante inglese del coronavirus qualche giorno fa.

Il secondo paziente è stato ritrovato grazie allo screening avviato su tutte le persone che erano a bordo dell’aereo.

Ora il sequenziamento del genoma virale

I tamponi dei due pazienti sono stati trasferiti all’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, dove verranno sottoposti al test di isolamento del virus su cellule Vero E6 e al sequenziamento del genoma virale. Le sequenze dell’intero genoma dei due virus verranno poi depositate nella banca dati pubblica e messe a disposizione della comunità scientifica internazionale.

«Il lavoro contro il coronavirus e per la tutela della salute – ha dichiarato l’assessore Lopalco – non si è fermato neanche il giorno di Natale. La notizia più significativa è che l’Istituto zooprofilattico sperimentale è riuscito a isolare il virus corrispondente a questo ceppo, fatto questo di grandissimo rilievo scientifico. Cogliamo l’occasione per esprimere un plauso a chi ha condotto con successo queste analisi e a tutto il personale sanitario che prosegue incessantemente le attività anche in queste giornate».

Collegamento diretto con la Gran Bretagna

In entrambi i casi il collegamento con la Gran Bretagna è diretto. E questo rende la “scoperta” meno preoccupante. Diverso il caso invece trovato nelle Marche, in provincia di Ancona. In quel caso a essere rimasta contagiata è stata una intera famiglia (mamma, padre e figlio), che non aveva avuto nessun contatto diretto o indiretto con il Regno Unito. Il che ha lasciato supporre che l’infezione fosse stata trasmessa da altre persone e che quindi la variante inglese sia in circolazione in Italia già da tempo.

Una ipotesi che viene tenuta in grande considerazione, anche perché le prime tracce della variante in Inghilterra risalgono ormai al settembre scorso.

Altri due casi in Veneto

Nel giorno della vigilia di Natale l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie ha individuato tre campioni di pazienti positivi al Covid la variante inglese.

I primi risultati di uno studio sono stati comunicati da Antonia Ricci, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie.

Sono stati analizzati nel mese di novembre 34 virus dove sono stati trovati 8 diverse varianti del coronavirus (due delle quali non ancora trovate in Italia quindi presumibilmente tipici del territorio). Negli ultimi giorni sono stati poi analizzati ulteriori campioni di cinque pazienti che avevano avuto contatti con la Gran Bretagna. In due casi della provincia di Vicenza e Treviso è stata riscontrata la cosiddetta variante inglese.

Più infettiva del 56%

La variante inglese sta suscitando un comprensibile allarme nella comunità scientifica perché la mutazione ha reso il coronavirus molto più trasmissibile. In uno studio recente un gruppo di ricercatori britannici ha stabilito che la variante inglese è al 56% più contagiosa di altri ceppi del virus.

L’unico rimedio vaccinazione veloce

E’ vero che il coronavirus non è diventato più letale, è vero anche che il vaccino sembra funzionale anche contro questa variante, ma quello che suscita apprensione, è la capacità di trasmettersi del virus che potrebbe provocare un elevato numero di contagi, di ricoveri e di morti.

La comunità scientifica ritiene che l’arma migliore contro la variante inglese sia la vaccinazione di massa, ma dovrebbe essere molto più veloce. I ritmi attuali in Inghilterra prevedono la vaccinazione di 200mila persona alla settimana. Per ridurre l’effetto della variante inglese del coronavirus bisognerebbe arrivare a due milioni di vaccinazioni al giorno. Numeri decisamente più alti. Forse troppo.

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