Varianti del coronavirus: qual è il vaccino più efficace?

Varianti del coronavirus: sono ormai molto si stanno diffondendo ovunque, ma qual è tra i vaccini in circolazione quello più efficace? Dopo mese di somministrazioni i risultati sono positivi per tutti e quattro i vaccini in uso in Italia (per fortuna). Pfizer e AstraZeneca si sono rivelati efficaci anche contro la variante indiana. Meno buone le prestazioni del vaccino cinese.

4' di lettura

Dopo più di sei mesi di somministrazioni, in Italia e in luoghi dove si sono diffuse altre varianti del coronavirus, è possibile avere dei dati significativi.

Studi sono stati condotti anche dalle case farmaceutiche, pronte a intervenire qualora si diffondesse una variante del coronavirus capace di aggirare del tutto le difese del vaccino.

Ma al momento, qual è la situazione?

La protezione di Pfizer e Moderna

Sia Pfizer sia Moderna hanno dimostrato a oggi di avere una buona protezione anche nei confronti delle varianti. In particolare per contrastare le mutazioni brasiliana e sudafricana.

Moderna sta anche studiando un potenziamento del vaccino per contrastare queste mutazioni (in particolare quella sudafricana): gli studi sono arrivati alla Fase 2. Quindi molto avanzata.

Sia Pfizer, sia Moderna hanno subito iniziato ricerche e studi per verificare l’efficacia dei loro prodotti rispetto alle evoluzioni del coronavirus. I risultati sono positivi. E comunque adeguare un vaccino con mRNA messaggero a qualche mutazione è possibile e il processo non è molto lungo.

Varianti del coronavirus: ok AstraZeneca e Johnson e Johnson

Ma contro le varianti anche i vaccini a vettore virale (quelli più tradizionali), come AstraZeneca e Johnson e Johnons hanno dimostrato la loro efficacia. In particolare contro la variante inglese (che è dominante in Italia con il 91.6%) e quella brasiliana.

Mutazioni, il successo britannico

L’efficacia di AstraZeneca sulla variante inglese è stata ampiamente dimostrata in Gran Bretagna, dove la variante inglese è dominante (e dove si è diffusa per la prima volta). Il vaccino anglo svedese è stato quello più somministrato nel Regno Unito: oggi i numeri della diffusione del virus, dei ricoveri e dei morti sono drasticamente calati.

Anzi, molti esperti si augurano (con ottimismo), che anche l’Italia si troverà nella stessa situazione epidemiologica da giugno.

Vaccini, effetti collaterali: Pfizer, Moderna e AstraZeneca

Quattro vaccini efficaci

Un po’ meno con la mutazione sudafricana, ma studi recenti hanno dimostrato che anche contro questa variante del coronavirus, i due vaccini a vettore virale offrono una adeguata protezione. E comunque limitano e di molto l’evoluzione grave della infezione da covid.

Dunque i quattro vaccini che vengono somministrati oggi in Italia si sono dimostrato efficienti per proteggere anche contro le varianti del coronavirus.

Questa è una buona notizia.

Efficaci contro la variante indiana

Ma non solo. I quattro vaccini (in particolare Pfizer e AstraZeneca, che sono stati più usati), si sono dimostrati efficaci anche ad arginare la variante indiana del coronavirus.

In India il problema è la scarsità delle vaccinazione (una dose solo al 10% della popolazione), e la debolezza del sistema sanitario.

Avrete saputo tutti anche della drammatica carenza di ossigeno e posti letto che sta causando una vera ecatombe: fonti non ufficiali ma accreditati ritengono che il numero di morti e contagiati sia molto più alto dei dati forniti dal governo e che ad agosto si raggiungerà la soglia choc del milione di morti.

Il vaccino cinese è meno efficace

Sembrano meno efficaci i vaccini cinesi. Sia nei confronti del ceppo originario del coronavirus, sia sulle varianti. La protezione massima non supera il 50%. E in alcuni Paesi dove sono stati somministrati a larghe fasce della popolazione, come in Cile, la diffusione del contagio non ha avuto rallentamenti significativi, anzi.

Una dose per chi ha già avuto il covid

I vaccini proteggono più degli anticorpi sviluppati da chi ha avuto la malattia. Anche per questo gli esperti consigliano la vaccinazione anche a chi ha già avuto il covid. E per chi ha avuto l’infezione meno di sei mesi fa potrebbe anche bastare una singola dose.

Vaccini, per quanto proteggono dal coronavirus?

Chi ha fatto il vaccino può essere protetto per sei, sette mesi. Ma i dati – come è normale che sia – sono in costante aggiornamento. La durata della immunizzazione potrebbe anche essere più lunga.

Lo sapremo nei prossimi mesi.

Nel frattempo gli studiosi stanno studiando un vaccino capace di proteggere da tutti i tipi di varianti e il più a lungo possibile.

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