Verso l’obbligo della vaccinazione e il richiamo a 5 mesi

Verso l'obbligo della vaccinazione e il richiamo a 5 mesi: cresce in Italia l'idea di imporre l'immunizzazione dopo la decisione adottata in Austria. Gli industriali spingono e molti partiti sono d'accordo. Draghi più cauto. Si potrebbe partire imponendo l'obbligo a personale scolastico e della pubblica amministrazione.

4' di lettura

Verso l’obbligo della vaccinazione e il richiamo a 5 mesi. Prende corpo anche in Italia l’idea di imporre l’immunizzazione dal covid dopo la decisione adottata in Austria (da febbraio obbligo della vaccinazione per tutti).

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Verso l’obbligo della vaccinazione: il pressing di Confindustria

In Italia Confindustria ha già detto sì e alcuni partiti di governo sono sulla stessa linea. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, a settembre non aveva escluso questa possibilità, anche se poi ha deciso di virare sulla via più “morbida” (o intermedia) del green pass obbligatorio nel lavoro e in tutti i luoghi aperti al pubblico.

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Verso l’obbligo della vaccinazione: perché?

Ora l’obbligo della vaccinazione torna d’attualità. Non solo per la decisione austriaca (che spezza un tabù), ma anche per una serie di altre considerazioni:

  • l’aumento del contagio delle ultime settimane (con i casi gravi che sono soprattutto tra i non vaccinati);
  • la necessità di inoculare la terza dose, ma la campagna vaccinale va a rilento (solo 50mila i booster iniettati al giorno, dovrebbero essere 100.000);
  • i dati preoccupanti che arrivano da altre nazioni europee (anche quelle con un alto numero di vaccinati, come l’Irlanda o l’Olanda);
  • l’approssimarsi delle feste di Natale;
  • la consapevolezza che il Paese deve evitare a tutti i costi una nuova crisi sanitaria, delle restrizioni con l’inevitabile freno alla ripresa economica.

Verso l’obbligo della vaccinazione: scelta estrema

Al momento l’obbligo della vaccinazione viene considerata una scelta estrema, anche perché l’Italia non è nelle condizioni dell’Austria, tanto meno della Romania o della Bulgaria. Il governo cercherà comunque di trovare un modo per spingere gli italiani che ancora non l’hanno fatto a vaccinarsi (sono una decina di milioni, non pochi).

Verso l’obbligo della vaccinazione per le categorie più esposte

Ma l’obbligo della vaccinazione di certo ci sarà, almeno per alcune categorie più esposte al virus: il personale sanitario e i dipendenti della Rsa (si decide nelle prossime ore), ma anche – come ha sostenuto il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, Franco Locatelli – per gli insegnanti, i dipendenti della pubblica amministrazione ele forze dell’ordine.

Verso l’obbligo della vaccinazione per evitare chiusure

La ripresa dei contagi, e il timore che la curva possa assumere un andamento simile a quello registrato in Austria, Germania, Olanda, Irlanda e Gran Bretagna suscita ansia soprattutto tra le imprese. Dietro l’angolo potrebbe esserci un nuovo stop alle attività economiche.

Sarebbe un passo indietro dalla conseguenze molto gravi. Anche per questo il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, ha ribadito la necessità di mettere al sicuro tutti, «bisogna avere il coraggio di una riflessione sull’obbligo della vaccinazione».

Verso l’obbligo della vaccinazione: situazione Nord Est

La dichiarazione di Confindustria non arriva all’improvviso. Da giorni le imprese si stanno facendo sentire soprattutto in quelle zone dove il contagio è salito in modo più preoccupante (buona parte del Nord Est): Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano sono a un passo dalla zona gialla.

Verso l’obbligo della vaccinazione: ma non è semplice

Ma imporre l’obbligo della vaccinazione non è un’impresa semplice. È necessaria una legge del Parlamento che deve imporre l’interesse collettivo sull’autodeterminazione individuale. Una scelta di questo tipo potrebbe portare a eventuali licenziamenti per chi non dovesse vaccinarsi.

Verso l’obbligo della vaccinazione: servono milioni di dosi (ci sono?)

Il centrodestra va in ordine sparso sull’obbligo della vaccinazione. Chiaro che l’obbligo eliminerebbe di fatto il green pass.

Serve prima però il parere dell’Ema che deve rilasciare in maniera definitiva i due vaccini Pfizer e Moderna, che per ora hanno solo quella di emergenza. Non significa che non siano sicuri, ma è una procedura standard per tutti i farmaci che sono in commercio. Ed è prevista una revisione ogni 12 mesi (perché con l’mRna messaggero è innovativa).

Ma c’è anche un altro problema: per ridurre la liberà individuale di chi non vuole vaccinarsi la somministrazione delle dosi deve avvenire in tempi rapidi. E servirebbero quindi milioni di vaccini disponibili che oggi non ci sono.

Una questione logistica seria.

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