Vi racconto di Joe Petrosino, incubo della mafia di New York

3' di lettura

Come ogni anno, l’Associazione Internazionale “Joe Petrosino” ha organizzato sabato una manifestazione a ricordo del celebre poliziotto nato a Padula, in provincia di Salerno nel 1860.

Alla presenza delle autorità locali rappresentate dal Presidente Onorario del’associazione, Nino Melito Petrosino (pronipote di Joe), dal Sindaco della città Paolo Imparato e dall’Assessore alla Cultura Filomena Chiappardo, sono intervenuti anche il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia e il Senatore Francesco Castiello.

Alla presenza di tutte le autorità è stata scoperta una targa a memoria di Joe Petrosino sulla facciata del comando della Polizia Locale.

Gli ospiti internazionali della giornata sono stati come per tradizione, una nutrita rappresentanza dalla sezione newyorchese dell’associazione, tra i quali anche alcuni poliziotti in servizio del New York Police Department. A venire dagli States sono stati il Presidente Robert Fonti e la Vice-Presidente Vita Scaturro.

La giornata ha poi visto la delegazione americana visitare la casa-museo del poliziotto italo-americano; per poi concludersi in Municipio con uno scambio di doni tra le autorità cittadine e gli ospiti d’oltreoceano.

Ma chi era Giuseppe “Joe” Petrosino?

Nasce a Padula nel 1860, figlio del sarto del paese. A 13 anni, pur non essendo di famiglia povera, emigra negli Stati Uniti, dove dopo varie peripezie diventa poliziotto e poi detective della Polizia di New York. È il primo di origine italiana a farsi spazio nel NYPD, in un epoca in cui l’opinione dell’italiano era automaticamente associata alla Mafia

Ebbene Giuseppe, divenuto per tutto “Joe” ormai, si adopera per scardinare il cliché di italiano=mafioso affibbiato dall’opinione pubblica americana. 

Mette in piedi una squadra speciale di agenti italiani atta a indagare sui crimini della cossiddetta “mano nera” a New York: una sorta di pool antimafia ante-litteram. È sempre Joe poi, che intuisce il legame inscindibile tra la mafia americana e Cosa Nostra siciliana.

L’ultima indagine di Joe Petrosino

Decide così di andare di persona a indagare a Palermo nel marzo del 1909. Ma la sera del 12 dello stesso mese, pur trovandosi in Trinacria in incognito, viene freddato da quattro colpi esplosi da uno o due sicari di Vito Cascio Ferro, in Piazza Marina (attuale via Emanuele Notarbartolo).

Questo episodio fa di Joe Petrosino la prima vittima di mafia che la storia ricordi. La memoria dell’eroe italo-americano è però sopravvissuta ai decenni e ormai ai secoli. La presenza di ben tre associazioni consorziate a Padula, New York e Palermo tiene viva l’opera investigativa di Petrosino.

La casa museo di Joe Petrosino a Padula, è infatti un tuffo nel tempo, dove in alcuni ambienti tutto è rimasto come nel 1909, nei giorni immediatamente precedenti alla sua uccisione, quando approfittando del viaggio in Italia, ebbe occasione di rivedere la sua casa natale e i suoi parenti dopo ben 36 anni di assenza dal paese. 

Il museo, aperto 365 giorni all’anno, è inoltre dotato di un’ampia area multimediale di nuova concezione da poco inaugurata, dove il visitatore è immerso in una sorta di gioco investigativo.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie