Artisti e creativi

Siamo tutti mediterranei: viaggio al centro della nostra identità

Quattro appuntamenti al Godot Art Bistrot di Avellino per riflettere su quello che siamo. E non solo

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In un periodo storico condito da inni improbabili all’italianità come bene supremo, dimentichiamo di essere europei e soprattutto ignoriamo quello che siamo a prescindere: mediterranei. Non è roba da niente. Quell’area geografica è il centro della nostra identità, della nostra storia, della nostra cultura. Preferiamo però ragionare per cliché. Infarciamo o ascoltiamo (sempre più spesso), discorsi che galleggiando sulla più evidente ignoranza si concludono con inoppugnabili certezze (che ve le dico a fare?). E sulla difesa strenua del bene ritenuto più prezioso: l’essere italiani. Che dovrebbe suonare un po’ come una pretesa superiorità sul resto del mondo (che non conosciamo). E soprattutto sui popoli che nella storia hanno respirato la nostra stessa aria, si sono bagnati nello stesso mare e hanno intessuto con noi rapporti profondi e millenari. Per essere chiari: fanno davvero parte della nostra identità, ma quella vera, non quella fittizia propagandata dai novelli difensori del tricolore. Prendiamo a calci quello che siamo, rigettiamo qualsiasi confronto con culture così vicine, per garantirci una improbabile verginità: come fossimo venuti dal nulla. O meglio: direttamente dal Sacro Romano Impero (però quello cristianizzato). Tutti noi, senza contaminazioni.

Quattro appuntamenti al Godot Art Bistrot

Quattro appuntamenti al Godot Art Bistrot

Se questa visione vi sembra approssimativa, se ritenete saggio saperne di più, anche solo per capire meglio cosa ci gira intorno, il Godot Art Bistrot di Avellino ospiterà quattro incontri che potrebbero gettare qualche luce nell’ombra. O semplicemente invitarvi a riflettere con maggiore consapevolezza su quello che siamo, sulla nostra storia. E forse anche sul nostro futuro. L’iniziativa, che è curata da Rosanna Sirignano,è stata realizzata in collaborazione con il Centro Studi sul Mondo Islamico, l’Università Orientale e la libreria Tamu di Napoli. (A proposito di grandi artisti, guarda chi è Daniel Blumberg che ha marzo arriverà ad Avellino)

Per riflettere sulla nostra identità

“Quattro incontri, quattro libri, quattro Paesi a maggioranza musulmana – scrive Luca Caserta, anima e cuore del Godot Art Bistrot -, per riflettere sulla nostra identità da diverse prospettive, per ampliare il nostro sguardo sul mondo. Gli autori pur lavorando in ambiti diversi sono tutti ricercatori attenti e viaggiatori instancabili”.

Vergine giurata albanese. L'identità in bilico
Una vergine giurata albanese

Le vergini giurate albanesi

Gli incontri sono previsti tra il 14 febbraio e il 9 maggio. Il viaggio inizia dall’Albania con la visione del documentario e la presentazione del libro di Eva De Prosperis: “Io sono una burrnesha. Le vergini giurate in Albania”. L’autrice racconterà la storia delle burrnesha, appunto. Chi sono? Donne che dichiarano alla società di voler perdere i loro connotati femminili, rinunciando quindi al ruolo di moglie e madre, per assumere diritti e responsabilità che sono prerogativa dei maschi (non solo gli abiti, ma anche i vizi, i lavori e le responsabilità). Con un giuramento preliminare: dovranno mantenere la verginità. Non si tratta – precisa l’autrice – di un travestimento o di una questione di genere. La rinuncia della burrnesha alla propria femminilità è una scelta precisa, che serve a conquistare diritti ai quali sarebbe altrimenti preclusa.

Ragazze musulmane, la ricerca dell'identità
Ragazze musulmane

La verità sulle donne dell’Islam

Il secondo incontro è il sette marzo, con la presentazione del libro di

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Sara Borrillo, “Femminismi e Islam: attiviste laiche, teologhe, predicatrici”. Ed è un appuntamento importante, anche per superare i tanti pregiudizi in circolazione sul ruolo della donna nella società islamica. In Occidente si attribuisce all’Islam un atteggiamento culturale discriminatorio nei confronti delle donne. Un assunto che si basa – sostiene l’autrice – su due errori. Il primo: abbiamo una concezione monolitica e astorica dell’Islam. Una religione che, pur basandosi su un solo testo sacro, assume invece molteplici connotazioni spirituali, giuridiche, dottrinali e normative.

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Il secondo assunto sbagliato riguarda proprio le donne, considerate eterne vittime del rigido patriarcato islamico. E invece – come dimostra il libro – la situazione è più complessa ed eterogenea: sono tante le donne impegnate per i propri diritti e per riformare la società. A cominciare dal Marocco”.

Protesta palestinese, l'identità di un popolo
Protesta palestinese

Palestina, un dramma lungo 70 anni

Il terzo appuntamento è per sabato 20 aprile. Si presenta il libro di Cecilia Della Negra, “Si Chiamava Palestina. Storia di un popolo dalla Nakba a oggi”.

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Si fa un gran parlare delle nostre radici, che sono – così dicono – cristiane (perché no greco/romane?), e che quindi non possono che affondare in quella terra oggi così martoriata che è la Palestina. Ma i più sanno poco. Il libro ci racconta la storia del popolo palestinese dalla Nakba, l’anno della tragedia (1948), con l’espulsione in massa di migliaia di palestinesi, la distruzione di centinaia di villaggi, per far spazio al nascente stato di Israele, a oggi. L’autrice ripercorre i 70 anni di inesorabile colonizzazione israeliana: il cammino di un popolo raccontato dai testimoni.

Ragazzi kosovari, TRa identità e pace

Kosovo, riconciliazione tra culture

Quarto e ultimo appuntamento il nove maggio, con la presentazione del libro di Gianmarco Pisa, “Paesaggi Kosovari, 1998-2018”. E’ un libro importante, su una terra e un popolo che ha vissuto momenti (recenti) a dir poco drammatici. “Una riflessione corale – si legge nella sinossi dell’opera – attraverso la quale si prova a mettere a fuoco il tema della memoria per superare i recinti delle appartenenze escludenti e delineare una prospettiva di convivenza e di condivisione tra culture, nell’ottica della riconciliazione e della pace”. Convivenza e condivisione che oggi – al tempo dei muri – sembrano parole a dir poco lontane. Ma sulle quali c’è bisogno per riflettere. Il Godot Art Bistrot ad Avellino offre quattro occasioni per farlo. Non perdetele.

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