I vini di Hitler e Mussolini sempre più venduti

I vini con le etichette di Hitler e Mussolini sono sempre più venduti: in particolare quello del Führer che distanzia e di molto i prodotti con Stalin e Che Guevara. I vini con le etichette dei due dittatori sono prodotti da un imprenditore di Belluno, che dichiara: «Non è mica colpa mia se non si vendono quelli con personaggi di sinistra»

I vini di Hitler e Mussolini sempre più venduti
I vini con le etichette di Hitler e Mussolini sono sempre più venduti: in particolare quello del Führer che distanzia e di molto i prodotti con Stalin e Che Guevara.
3' di lettura

Bocciati dalla storia, promossi sul bancone dei vini. Le bottiglie con il volto di Adolf Hitler e Benito Mussolini, stampati sulle etichette, rendono. E bene. Un mercato in ascesa, in tutto il mondo.

Sono “I vini nostalgici”, prodotti da Fabio Bogo, fondatore della società che ha sede a Sedico, in provincia di Belluno.

Il numero uno, per distacco è il vino del Führer, subito dopo c’è il Duce. Gli altri, da Stalin a Che Guevara, seguono a grande distanza. Fascismo e nazismo non hanno rivali, almeno sulle etichette dei vini.

La vera star è il vino di Hitler

«Sono consapevole – ha dichiarato all’Adnkronos, Fabio Bogo – di fare etichette che sollevano polemiche, ma se esponi la bandiera del Milan sicuramente c’è uno juventino che si arrabbia. Io non faccio politica, io faccio business e stampo etichette di Che Guevara, Stalin, Mussolini e Hitler, solo per citarne alcuni. Non commetto nessun reato».

Venduto soprattutto all’estero, ma non solo

Ma è Hitler la vera star sulle etichette. «Su cento bottiglie vendute – continua – 90 hanno la foto del Führer. La crescita di gruppi di destra sta facendo aumentare le vendite in particolare all’estero. Austriaci, tedeschi, polacchi, cechi, slovacchi sono i clienti più numerosi».

Ma gli appassionati delle bottiglie di vino con la faccia del dittatore nazista non mancano di certo anche in Italia. «Bolzano, il Veneto, l’area del lago di Garda con i turisti stranieri che quest’anno purtroppo sono mancati. E poi la riviera Adriatica, fino a San Marino e la Sicilia, sono i luoghi in cui il marchio è conosciuto. I miei prodotti, acquistabili anche online, arrivano fino agli Stati Uniti e negli anni gli affari sono cresciuti del 60%».

Che Guevara e Stalin si vendono poco

L’attività va avanti da 25 anni, ed è a gestione familiare. Fabio Bogo non svela i numeri, ovvero l’estensione dei suoi affari. Ma ricorda che il business è nato «per gioco. Tempo fa – racconta –

un mio amico ristoratore, che ogni anno ricorda con un evento il Duce, mi ha chiesto di stampargli qualche etichetta e da quelle poche bottiglie è nata l’idea di business. A me non importa cosa abbiano fatto da vivi – hanno fatto cose buone ma anche molto negative -, ma se il mercato chiede questo prodotto io lo propongo. E non è colpa mia se la sinistra non la vuole nessuno».

C’è chi ha chiesto il vino con Berlusconi

Ma ci sono clienti meno nostalgici, che magari vorrebbero vedere stampate sulle etichette qualche volto della politica attuate.

«Tra i clienti c’è chi mi chiesto un’etichetta con Berlusconi, ma non la farò», dice il fondatore che ha anche creato una linea di etichette con le vette più note delle Dolomiti e una che ha come protagonisti cantanti famosi.

In passato non sono mancate le minacce e qualcuno ancora oggi avrebbe molto da ridire sulle bottiglie con Mussolini.

I giudici: non c’è reato

«Non si può impedire questa fetta di mercato – aggiunge Bogo -, altrimenti il Duce andrebbe cancellato anche dai calendari o dai libri di storia».

Sulla sua attività commerciale si è pronunciato il tribunale di Bolzano. I magistrati non hanno ravvisato alcune apologia di fascismo, e ribadito che quello che la legge vieta è «l’esaltazione, la magnificazione acritica fine a se stessa, il fanatismo verbale, la lode iperbolica».

Il giudice ha infatti sottolineato nel dispositivo che l’intento del produttore «non è di esaltare il Duce, ma bensì il vino che vende, facendo vedere che esso era degno di un personaggio famoso». E concluso: «Ciò che più meraviglia – ha scritto nella sentenza – è che vi siano delle persone che, senza preoccuparsi di informarsi, con balorde denunzie, facciano perdere tempo alla giustizia».

Non poteva essere più categorico.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie