Avellino, vino da quattro soldi in bottiglie pregiate. Frodi online in tutta Europa

Le vendite avvenivano principalmente su e-bay

vino-contraffatto-firenze-avellino-4
3' di lettura

Stamattina nelle province di Avellino, Pisa, Barletta, Brescia, Como, Foggia, Prato e Roma, i Carabinieri del Nas di Firenze, in collaborazione con l’Europol e i militari dei rispettivi comandi provinciali, hanno eseguito 9 mandati di perquisizione per altrettanti indagati che sono ritenuti responsabili di contraffazione di vini pregiati, sia italiani con marchio che stranieri.

Il sistema

La centrale della contraffazione dei vini era a Brescia. La mente del sistema era un cittadino italiano. Il laboratorio era una cantina abusiva, al cui interno sono state ritrovate centinaia di bottiglie già confezionate, un ingente quantità di materiale di packaging (come scatole portabottiglie in legno con impresso il marchio del vino pregiato di riferimento), tappatrici, rotoli di capsule, carte da imballaggio, gabbiette da spumante…

L’uomo si serviva di alcuni complici di Prato, che operavano nel settore della ristorazione e gli fornivano i vuoti delle bottiglie.

Le bottiglie poi venivano riempite con vini dei supermercati o di bassa qualità, poi sigillati con tappi in sughero e capsule contraffatte, dai colori simili a quelli degli originali.

Infine venivano imballate e applicati dei falsi sigilli di garanzia per mascherare meglio i prodotti.

La vendita

La vendita delle bottiglie avveniva principalmente attraverso la piattaforma online e-bay. Il mercato era quello nazionale, ma anche internazionale. Sono state dimostrate frodi verso Spagna, Germania, Belgio, Francia e USA.

I prezzi erano concorrenziali, c’erano delle aste per aggiudicarsi i vini. Per alcune bottiglie di formato magnum, si sono superate anche le mille euro per unità.

Gli account utilizzati erano diversi e non erano solo di venditori, ma anche di compratori. Essenziale infatti era l’attività di feedback, ossia di commenti positivi e recensioni che andavano a rafforzare l’affidabilità dei venditori.

Grazie alla compravendita, anche con enoteche o locali in diversi territori, si è creato un mercato parallelo. Non è da escludere infatti che questi vini siano stati reintrodotti nel circuito e somministrati al pubblico nei ristoranti.

Il passo falso

L’indagine è partita dalla denuncia di due acquirenti: uno belga e l’altro italiano. I due si sono accorti che la qualità del vino acquistato non corrispondeva a quella dichiarata e hanno denunciato il fatto alle autorità.

Grazie anche alla collaborazione di Ebay e a 16 aziende leader nel settore vitivinicolo, è stato possibile riconoscere le contraffazioni e identificare i colpevoli.

Entra nel gruppo di WhatsApp e ricevi due volte al giorno - 13:30/20:30 - le notizie più importanti senza spam!